Il futuro dei Trail Blazers a Portland non è più così sicuro, dopo che sono emerse significative divergenze tra la nuova proprietà di Tom Dundon e la città sul tema del rinnovamento del Moda Center. La squadra ha definito come "inaccettabili" le condizioni proposte dalla città per un nuovo accordo ventennale, e con il leasing dell’arena in scadenza nel 2030 non è esclusa la possibilità di un trasferimento
Da quando Tom Dundon è diventato nuovo proprietario dei Portland Trail Blazers si è fatto notare soprattutto per le sue decisioni al risparmio, culminate con l’inusuale contratto firmato dal nuovo allenatore Micah Nori (un triennale con opzione di anno in anno che è piaciuto pochissimo all’associazione allenatori della NBA). C’è però un’altra decisione ben più importante che potrebbe portarlo ulteriormente fuori dalle grazie dei suoi tifosi: come riportato da The Athletic, c’è una sensibile distanza tra la franchigia e la città di Portland per il rinnovamento del Moda Center, l’arena in cui giocano i Blazers. Una distanza tale che potrebbe portare a un futuro dei Blazers lontano da Portland.
Approfondimento
Portland: il nuovo allenatore è Micah Nori
La distanza tra città e Blazers per il Moda Center
Lo scorso venerdì la municipalità ha presentato una proposta per un nuovo accordo di leasing della durata di 20 anni per subentrare a quello attuale in scadenza nel 2030. I Blazers, secondo i termini, riceverebbero 600 milioni di dollari pubblici per rinnovare l’arena, ma dovrebbero pagare 3 milioni di tasse ogni anno (e a salire in futuro), assumere dei lavoratori da un sindacato indicato dalla città e mettere un limite a quando potranno sforare dal budget per i costi. Condizioni che una fonte di The Athletic ha definito come "così inaccettabili che viene da chiedersi perché ce le hanno mandate. Stanno facendo dei giochetti politici con noi". Dall’altro canto, il consigliere comunale Mitch Green ha accusato i Blazers di essersi comportati male e che "a Portland viene richiesta una trasparenza maggiore rispetto a quanto avviene da altre parti", mentre un altro consigliere chiamato Steve Novick lo scorso giugno ha minacciato i Blazers di portarli in tribunale se non manterranno il Moda Center come un’arena di prima classe.
Approfondimento
Quattro guardie e un pallone: cosa fa Portland?
La situazione è quindi molto tesa tra le due parti, anche perché nello scorso mese di marzo c’era stata una stretta di mano tra le parti per un accordo da 365 milioni di dollari pubblici col sindaco Keith Wilson. Accordo che però è stato ritratto perché i Blazers non hanno presentato un piano dettagliato delle loro idee su come rinnovare l’arena, facendo nascere le tensioni di oggi, e che hanno portato la squadra a guardare a come si sono comportate altre città come Oklahoma City e Salt Lake City con le loro franchigie per convincerle a restare. I Blazers potrebbero quindi guardarsi intorno per spostare la squadra o cercare un accordo con la città di Portland per un’arena completamente nuova, rendendo ancora più complicata la situazione. Non è inusuale che ci siano certe divergenze tra squadra e città quando c’è di mezzo l’arena (e quindi affari da centinaia di milioni di dollari, pubblici e non) e sicuramente la NBA non vedrebbe di buon occhio l’addio a una città storica come Portland (specialmente con l’espansione a 32 squadre in arrivo nel prossimo futuro), ma quella dell’Oregon è una situazione da tenere sott’occhio.