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NBA, Jalen Brunson avvisa: "Non voglio essere definito Re di New York"

NBA
©Getty

I New York Knicks ripartono da campioni in carica nella nuova stagione NBA ma Jalen Brunson sa bene che non sarà semplice. "Vogliamo ripartire con una mentalità ancora più forte. Io Re di New York? Non mi sono mai definito e non vorrò mai definirmi così. Sono sempre me stesso", ha detto Brunson al podcast Road Trippin Show con gli ex giocatori Kendrick Perkins, Richard Jefferson e Channing Frye

Jalen Brunson sa che nella nuova stagione NBA tutti i riflettori saranno puntati su di lui e sui New York Knicks campioni in carica. L’MVP delle ultime Finals sa che bisogna ripartire con una mentalità forte e lo ha ammesso al Road Trippin Show, parlando con gli ex giocatori Kendrick Perkins, Richard Jefferson e Channing Frye: "Tutti ci dicono quanto siamo bravi ma sapete, abbiamo vinto a New York, quindi tutti ci mettono su un piedistallo e parlano benissimo di noi, anche se a metà stagione magari dicevano cose peggiori".

 

"È stata una corsa sulle montagne russe ma è importante per noi iniziare la stagione pensando che sia tutto finito. Non vogliamo più parlare del titolo, non vogliamo più vedere il trofeo. Vogliamo invece iniziare con la stessa mentalità, se non addirittura con una mentalità più forte di quella che avevamo l'anno scorso", ha detto Brunson.

"Non definitemi 'Re di New York'"

Jalen Brunson è stato il trascinatore dei Knicks, il volto copertina della squadra del titolo, anche una storia di riscatto per il percorso fatto da eterno sottovalutato. E proprio per questo risponde a chi lo definisce 'Re di New York': "Non mi sono mai definito e mai mi definirò 'Re di New York'. Se facessi una chiamata con voi e dicessi 'C’è il Re di New York', voi pensereste che io sono molto egocentrico. Invece no. Trovo sempre un modo per essere me stesso grazie alle persone che mi circondano. Sto con le stesse persone che ho avuto fin dal liceo e i miei amici più cari dell'università. È sempre stato un gruppo molto unito e l'ho mantenuto tale, e loro mi tengono umile. Ma il merito è soprattutto dei miei genitori".

 

E poi sul soprannome 'Big Body Brunson' che gli ha dato Kendrick Perkins visto che gioca con la fisicità e con l’impatto di uno ben più grosso di lui: "Per me va bene qualsiasi cosa dica. Onestamente Perk è uno di quelli che mi ha dato una grande spinta, mi ha sempre incoraggiato. Mi dà sempre critiche costruttive, così come a tutta la squadra".

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