Poco più di un anno fa Chris Paul firmava un contratto annuale con i Clippers e l'idea era quella di giocare una ultima stagione con la franchigia con cui aveva vissuto i momenti migliori della sua carriera per poi ritirarsi. Le cose, però, sono andate in maniera assai diversa e a dicembre il veterano è stato di fatto tagliato in quello che lo stesso Paul ora definisce il momento più basso dei vent'anni trascorsi in NBA e una lampante mancanza di rispetto nei suoi confronti
In casa Clippers evidentemente in questi giorni hanno ben altre preoccupazioni, ma ad aggiungere ulteriori ombre sulla reputazione della franchigia, reduce dalla stangata della NBA per il caso con al centro Kawhi Leonard, ci pensa un altro ex. La storia di Chris Paul con i Clippers, d'altronde si era chiusa lo scorso dicembre in maniera brusca e inaspettata. Tornato su quella sponda di Los Angeles dopo nove anni, Paul la scorsa estate aveva infatti firmato un contratto annuale con l'intenzione di giocare una ultima stagione con la maglia dei Clippers e poi ritirarsi, ma le cose hanno preso quasi da subito una brutta piega. Gli scontri, a quanto si dice, con il coaching staff e il front office hanno portato al suo taglio già a dicembre e al super veterano il comportamento tentuo dalla franchigia proprio non è andato giù.
Una mancanza di rispetto per CP3
Ospite del podcast 'Build Or Break' Paul è tornato sulla separazione dei Clippers definendola "una delle più grandi mancanze di rispetto che mi è toccato sopportare". Il veterano ha poi aggiunto. "Nel corso della mia carriera me ne sono capitate di tutti i colori, ma il trattamento ricevuto dai Clippers ha colpito anche la mia famiglia e le persone attorno a me". A pesare, secondo Paul, è stato soprattutto l'investimento emotivo con cui aveva affrontato quell'ultima, potenziale stagione ai Clippers: "Vedere il modo in cui mi hanno trattato mi ha fatto capire che non importa cosa puoi aver fatto per quella franchigia, non interessa a nessuno".