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06 dicembre 2017

Doping, 22 atleti russi al Tas contro squalifiche Sochi. Ci sono anche tre medaglie d'oro

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Il Tribunale arbitrale dello sport, nato per risolvere le controversie sportive di carattere transnazionale all'interno dell'ordinamento sportivo mondiale, ha ricevuto appelli da parte di 22 atleti russi contro le squalifiche rimediate alle Olimpiadi di Sochi per casi di doping. Cremlino: "Adesso bisognerà mettere da parte l'emotività e analizzare seriamente le decisioni prese dal Cio"

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Il Tas sostiene che gli atleti hanno richiesto di ricevere i propri verdetti prima dell'inizio dei Giochi invernali in programma a Pyeongchang dal 9 febbraio 2018. I ricorsi sono stati confermati il giorno dopo che il Cio ha vietato al Comitato olimpico russo di essere rappresentato da atleti propri alle Olimpiadi sudcoreane. Una commissione del Cio inviterà alcuni atleti russi che non sono mai stati coinvolti in vicende di doping e sottoposti a controlli antidoping più severi. Tra i 22 atleti, su 25 totali, che hanno presentato appello, ci sono le medaglie d'oro di Sochi, Alexander Zubkov, Alexander Legkov e Aleksander Tretiakov.

Cremlino, evitare emotività dopo decisione Cio. Punire i dirigenti non è prioritario

“Bisogna evitare di farsi prendere dall'emotività, dopo la decisione dell'Esecutivo del Cio di escludere la squadra olimpica russa dai Giochi invernali a PyeongChang”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Adesso - ha affermato Peskov - certamente bisognerà mettere da parte l'emotività e analizzare abbastanza seriamente le decisioni prese dal Cio nei confronti del nostro Paese, prima di fare qualunque affermazione a proposito. Punire gli alti funzionari pubblici russi colpiti dal Cio per il presunto doping di Stato non è una priorità: ha aggiunto il portavoce di Putin. "Con sicurezza posso dire solo una cosa: questo tema non può essere prioritario, a essere prioritario è il tema della tutela degli interessi dei nostri atleti". E' su questo, ha detto il portavoce del Cremlino, che "dobbiamo concentrare completamente, e in primo luogo, tutti i nostri sforzi: tutto il resto è secondario". Peskov ha inoltre detto di non sapere "se il presidente russo Vladimir Putin riterrà opportuno parlarne oggi".
 

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