Olimpiadi 2026, governo boccia la candidatura a 3. Restano Veneto e Lombardia? Malagò: "C'è ancora speranza"

Olimpiadi

Francesco Pierantozzi

Dopo i continui botta e risposta tra i rappresentanti di Milano, Torino e Cortina, le tre città che avevano lanciato la candidatura congiunta dell'Italia a ospitare i Giochi invernali del 2026, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, ha definitivamente bocciato la proposta: "Per noi è morta, manca spirito di condivisione". Ma Milano e Cortina ora potrebbero correre insieme

GIOCHI 2026, IL BOTTA E RISPOSTA SALA-VALENTE

La candidatura a tre è morta. L’olimpiade italiana non ancora. Il sottosegretario Giorgetti ha tolto l’ossigeno del governo, nessuna garanzia per i 400 milioni scarsi in appoggio a Cortina-Milano-Torino, in rigoroso ordine alfabetico. Tutto finito? Macchè. I presidenti di Lombardia e Veneto, governatori se preferite, Fontana e Zaia, hanno deciso di proseguire la corsa da soli, con l’appoggio del sindaco di Milano Sala, l’uomo che ha contribuito a sfaldare il tridente, chiedendo un ruolo più forte, da primo nome, da guida, per la sua città. A questo punto il governo direbbe si, senza impegnarsi economicamente e lasciando il peso finanziario alle due regioni motore del nostro paese. Come si dice…è una corsa contro il tempo per presentare a Losanna in meno di 24 ore un nuovo progetto, Milano-Cortina, con la Valtellina a fianco delle Dolomiti ampezzane. Dopo i fallimenti di Roma 2020, con Monti a fare il signor no per motivi economici, di Roma 2024, con il sindaco Virginia Raggi a far saltare tutto, ecco una nuova occasione, con un salvataggio in extremis, per non far morire anche il sogno di poter avere una nuova olimpiade italiana, dopo Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006.

LA RICOSTRUZIONE DELLA GIORNATA

Giorgetti: "Candidatura a 3 morta"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, durante una comunicazione alla commissione Istruzione del Senato, ha puntato il dito contro il poco spirito di collaborazione delle tre città, soprattutto dopo il botta e risposta di lunedì tra Sala, sindaco di Milano, e Simone Valente, sottosegretario della presidenza del Consiglio per i rapporti con il Parlamento e responsabile sport per il Movimento 5 Stelle. "Io ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città", ha detto Giorgetti. "Per questo il governo non ritiene che una candidatura, così come formulata, possa avere ulteriore corso. Questo tipo di proposta non ha sostegno del governo, è morta. Io ovviamente giudico negativamente questa situazione - ha proseguito il sottosegretario -. A lungo, fino a ieri, è stata discussa la proposta della candidatura condivisa. Sono stati approfonditi vari aspetti, cercando un minimo comune denominatore tra le tre città proponenti. L'obiettivo era duplice: avere un'unica gestione evento a livello nazionale presso Presidenza del consiglio, che gestiva i soldi, e avere una partecipazione paritetica tra le tre candidate senza che nessuna prevalesse. Su questo - ha detto ancora Giorgetti -, si è innescato un dibattito che non ha portato a soluzione".

Veneto e Lombardia: "Andiamo avanti"

"Arrivati a questo punto e' impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realta, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto". Luca Zaia e Attilio Fontana rilanciano - attraverso una nota congiunta - per una candidatura italiana ai Giochi capitanata da Milano e Cortina. "Il tempo della tattica e' terminato. L'occasione e' troppo importante per lasciarsela sfuggire, quindi ribadiamo ancora una volta in maniera inequivocabile che Regione Veneto e Regione Lombardia hanno come unico traguardo quello di portare in Italia le Olimpiadi invernali del 2026" scrivono nella nota congiunta i due governatori. "La Lombardia, con Milano e la Valtellina, e il Veneto, con Cortina, sono pronti a unire le forze e fare squadra per garantire all'Italia una candidatura qualificata. Il binomio delle due regioni che, di fatto, sono il motore trainante dell'intero Paese e' la garanzia piu' importante per centrare l'obiettivo, anche potendo contare sul prestigio internazionale di Milano e sull'unicita' di Cortina"

Sala dà il suo ok

"La proposta di Zaia e Fontana di mandare avanti la candidatura di Lombardia e Veneto alle Olimpiadi invernali del 2026 merita un rapido approfondimento. La mia posizione e' nota, ma questa soluzione puo' funzionare". Lo ha scritto in un tweet il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando la proposta dei governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana

Malagò da Giorgetti: "Dal Cio con Milano-Cortina"

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, incontra alle ore 18 a Palazzo Chigi il sottosegretario
della Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti e, alla sua uscita annuncia: "Domani saremo a Losanna dal Cio, la fiamma della speranza rimane accesa". Il Coni ci crede ancora alla possibilità della candidatura olimpica italiana per il 2026. "Andare avanti con una candidatura a due? Vediamo cosa succederà, noi siamo spettatori. Non tifiamo per niente e per nessuno - ha detto Malagò -. Certo mi dispiace perché mi sembrava si fosse creata un'opportunità eccezionale. Adesso vediamo se se ne può creare un'altra".

Si sono dette disposte ad andare avanti Milano e Cortina, e infatti con i rappresentanti del comitato olimpico italiano (guidati molto probabilmente da Diana Bianchedi) ci saranno il vice sindaco di Cortina Luigi Alverà e l'assessore allo sport di Milano Roberta Guaineri

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