Schwazer, il Tribunale Federale Svizzero ha respinto la sospensiva della squalifica

Olimpiadi

Per Alex Schwazer è definitivamente tramontato il sogno dei giochi olimpici di Tokyo. Il tribunale federale svizzero ha infatti respinto il ricorso presentato dal marciatore altoatesino per arrivare in extremis a una sospensione della sua squalifica per doping: "Nessuna rabbia o frustrazione, avevamo solo questa possibilità visti i tempi stretti", ha detto Schwazer in una dichiarazione all'Ansa

Il Tribunale Federale Svizzero ha respinto, con decreto dell’11 maggio 2021, la richiesta di sospensiva urgente della squalifica di Alex Schwazer. Il Tribunale ha ritenuto che non vi siano i presupposti per una sospensiva della squalifica. La sentenza arriva quella del TAS che il 6 maggio scorso aveva a sua volta respinto la richiesta di sospensiva. 

Addio Tokyo

vedi anche

Schwazer: "Ho lottato tanto per la mia verità"

Rimane in essere, sempre al Tribunale Svizzero, la richiesta di revisione del processo sportivo per cui la WADA e World Athletics hanno ottenuto una proroga fino al 7 giugno per l’invio delle proprie memorie. Il 30 maggio scadono i termini olimpici per la 50 Km di marcia, i termini per la 20Km di marcia scadono invece il 29 giugno. Insomma, sfuma definitivamente il sogno di Schwazer di partecipare ai Giochi di Tokyo. 

 

Schwazer: "Niente rabbia, ho dato tutto"

 

In una dichiarazione all’Ansa attraverso la sua manager Giulia Mancini, Alex Schwazer ha raccontato il suo stato d’animo: "Non c’è alcun tipo di rabbia o frustrazione da parte mia sulla decisione del tribunale svizzero che non mi ha concesso la sospensione temporanea della mia squalifica". E ha aggiunto: "Avevamo solo questa possibilità visti i tempi stretti e non ho nessun tipo di rimpianto. Dopo l'assoluzione a livello penale ho dato tutto quello che potevo dare in allenamento negli ultimi mesi, pur sapendo che sarebbe stato difficile che venisse sospesa la mia squalifica. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto", ha concluso il marciatore.

Il legale: "È un peccato, era in forma eccellente"

"È davvero un peccato perche' Alex era in una forma eccellente", commenta all'ANSA il suo legale Gerhard Brandstaetter. "Alex ormai ha 36 anni e in questi anni si è fatto le ossa. Si è definitivamente reso conto che esiste un mondo chiuso che è compatto contro di lui". Brandstaetter si è detto amareggiato da Tas, Wada e World Atletics che "dovrebbero essere super partes". 

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche