Gareth Thomas annuncia di essere sieropositivo: "Liberiamoci dalla paura e dai pregiudizi"

Rugby

L'ex capitano della nazionale gallese di rugby ha annunciato sul proprio profilo twitter di essere sieropositivo per sensibilizzare dopo diversi anni passati a nascondere la sua condizione: "Avevo paura e provavo vergogna, ma ho capito che non serviva a nulla. Grazie ai progressi della medicina ora anche chi ha l'HIV può vivere a lungo"

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Un annuncio via social per abbattere i pregiudizi, liberarsi dalla paura e poter aiutare tutti quelli che come lui sono affetti dal virus dell’HIV a fare lo stesso. Ma anche uno schiaffo vero e proprio alla malattia e un inno alla vita quello di Gareth Thomas, ex capitano e trequarti della nazionale gallese di Rugby per la quale ha collezionato 100 caps fra il 1995 e il 2007, che ha deciso tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo twitter di annunciare al mondo di essere sieropositivo. "Molte persone vivono nella paura e si vergognano di avere l’HIV, ma adesso mi rifiuto di essere una di loro. Dobbiamo abbattere lo stigma una volta per tutte. Faccio questo annuncio perché voglio aiutare gli altri, e voglio cambiare le cose", ha spiegato Alfie - come veniva chiamato da compagni e avversari - che aveva scoperto la malattia diversi anni fa a seguito di un controllo di routine: "Ho vissuto con questo segreto per anni. Ho provato vergogna e tenere questo segreto è stato pesante. Avevo paura che le persone mi giudicassero e mi trattassero come un lebbroso. Sono stato male, ho avuto pensieri suicidi. Ho pensato di buttarmi da una scogliera. Per me, voler morire significava solo scegliere la via d’uscita più facile, ma poi ho fatto i conti con la realtà."

"Con l'HIV si può vivere"

La decisione di Thomas di rivelare la sua condizione arriva alla vigilia della Rugby World Cup che lo stesso ex capitano del Galles commenterà per ITV e nasce anche e soprattutto dalla volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica e abbattere lo stigma che ancora persiste nei confronti delle persone contagiate dal virus, stessi motivi per i quali ha deciso di lanciare una campagna sui propri account social, Your Race Your Victory. "Le campagne d’informazione pubblica degli anni Ottanta che mettevano in guardia contro l’Aids – ha detto in un video pubblicato via social network – hanno lasciato in eredità un’ incomprensione. I progressi della medicina consentono ora ai sieropositivi di vivere a lungo e in buona salute. Con un trattamento efficace, il virus non può essere trasmesso. A parte la sveglia alle 6 per prendere un unico farmaco al giorno e andare in ospedale per fare gli esami del sangue ogni sei mesi, questa condizione ha un modesto impatto sulla mia vita".

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