Bledisloe Cup, il giardino proibito dell'Eden...Park

Rugby

Francesco Pierantozzi

Secondo round della Bledisloe Cup, live su Sky Sport Arena nella notte tra sabato e domenica (ore 5). Si gioca ad Auckland, dove gli All Blacks non perdono contro l’Australia da più di 34 anni

Ma quale pareggio…la prima partita di Bledisloe Cup, la sfida All Blacks-Australia su quattro incontri, ha un vincitore: i Wallabies. Perché hanno giocato in trasferta, perché hanno messo più cuore, più attenzione ai dettagli, perché in Nuova Zelanda è tutto, sempre e, da sempre, più difficile. Adesso nel secondo round, di nuovo nella terra della lunga nuvola bianca, a Auckland, diventa ancora più complesso. Perché Eden Park è una fortezza. Gli All Blacks sono imbattuti da più di 26 anni (luglio 1994 contro la Francia) e non perdono contro l’Australia addirittura da più di 34 anni (settembre 1986 risultato 9-22). Allora non era ancora nato nessuno dei protagonisti che scenderanno adesso in campo.

Chi sbaglia paga

Gli All Blacks cambiano un terzo della loro squadra, a cominciare da Rieko Ioane che finisce in panchina. Costa caro al giocatore dei Blues, con sangue un po’ samoano, da parte di padre, un po’ maori, da parte di madre, l’imperdonabile errore nella prima sfida, col pallone sfuggitogli dalle mani nel momento di schiacciare in meta. Ma paga anche una difesa approssimativa. George Bridge invece finisce KO in allenamento, un guaio ai muscoli pettorali, fuori per 6 mesi, con Caleb Clarke al suo posto. Dentro anche Tupou’ Vaa’i , alla prima da titolare, per Sam Whitelock fermo per concussion (mal di testa successivi  a un colpo preso), Coles per Taylor come tallonatore e poi Beauden Barrett da nr. 15. I Crusaders, e questa è la vera notizia, con 3 “partenti” non sono la squadra più rappresentata, con i Blues a quota 4.

Beauden Barrett

Non serve un titolo, basta il nome. E’ il giocatore più conosciuto, più seguito, più desiderato…e, se a posto fisicamente, il più forte. Da un anno e mezzo soffre per problemi a un tendine d’achille che lo hanno tenuto fuori dal primo match di Bledisloe.  Il due volte miglior giocatore del mondo torna da estremo, da doppio playmaker, da seconda opzione, con Mo’unga mediano di apertura. Molti lo vorrebbero vedere da numero 10, cioè nei panni di Mo’unga, e ancora una volta il miglior estremo del paese, suo fratello Jordie Barrett, finisce all’ala, con la nuova stella Will Jordan nemmeno nei 23 e sempre in attesa di debuttare. Di Beauden Barrett sappiamo che a Auckland, dove vive e abita, questa settimana ha, tra l’altro, avuto modo di fare il padre di Billie Rose, la figlia appena nata, di giocare a golf, girando in 79 sul percorso dell’Akarana Club, e poco di…rugby. Forse per evitare di fargli dire che con lui in campo gli All Blacks avrebbero potuto vincere nei minuti finali con un bel drop dopo tre devastanti ruck. Il drop non va costruito durante la settimana, servono lucidità, istinto e classe, in poche parole Beauden Barrett!

La "Rennie" Australia

Squadra che vince non si cambia. Non sempre, dato che l’Australia qualche ritocco lo fa. Corregge il tiro, nel senso letterale del termine, nelle rimesse laterali. Il tallonatore Fainga’a ha lanciato male il pallone e finisce in tribuna, con Paenga Amosa al suo posto, e Ned Hanigan va in terza linea per aiutare coi suoi centimetri e la sua attitudine la conquista in touche. Daver Rennie, il neozelandese che guida l’Australia, non si fa tentare dal rimettere mano alla linea dei trequarti nonostante sia tornato a disposizione Jordan Petaia, la nuova star australiana. Petaia partirà dalla panchina e potrà essere un vero impact player per spaccare la partita. Rennie ha dato la sua impronta ai punti di incontro, aggiungendo un po’ di malizia alla forza fisica. Del resto lui è stato l’unico neozelandese nella commissione di revisione delle regole del rugby tra il 2015 e il 2019 (Worl Rugby Law Review) e conosce perfettamente cosa bisogna fare in campo per indirizzare lo spazio di discrezionalità che ha l’arbitro.

Il Championship torna Tri Nations…

Il Sudafrica non giocherà il rugby Championship, il Quattro Nazioni dell’emisfero sud in programma nella “bolla” australiana a partire dal 31 ottobre. Ci sono parecchie ragioni per questa defezione che costerà cara agli organizzatori australiani in termini economici. Prima di tutto le regola del paese Sudafrica in epoca pandemica per i viaggi all’estero e poi, soprattutto, l’impossibilità di essere competitivi, con pochi minuti di match ufficiali nelle gambe (un paio di partite contro i 400 minuti chiesti da Rassie Erasmus). Neozelandesi e australiani avrebbero avuto un chiaro vantaggio, dopo i Super Rugby domestici e non solo, nei confronti dei campioni del mondo che avrebbero dovuto difendere il titolo nel Championship. Inoltre ci sarebbero stati ulteriori problemi con i 24 sudafricani, individuati come potenziali “convocati”, che sono in giro per il mondo, cioè gli Springboks che giocano in Francia, Inghilterra, Irlanda e Giappone, con diverse regole, causa covid 19, dei singoli paesi dove vivono per lavoro e problemi assicurativi con i rispettivi club di appartenenza. Così si giocherà senza il Sudafrica, un torneo ridotto, un nuovo (vecchio ?) Tri Nations.

Appuntamento dunque su Sky Sport Arena con la seconda partita della Bledisloe Cup, in diretta nella notte tra sabato 17 e domenica 18 ottobre (ore 5). Se l'orario vi spaventa, non vi preoccupate: verrà riproposta alle 10.00 su Sky Sport Collection e alle 23.00 su Sky Sport Arena.

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