Tri Nations, Nuova Zelanda-Argentina: appuntamento sabato mattina live su Sky

Rugby

Francesco Pierantozzi

All Blacks pronti a scendere in campo contro l’Argentina per la terza giornata del Tri Nations 2020. Appuntamento da non perdere sabato 14 novembre alle 7.10 in diretta su Sky Sport Arena 

Non giocano da più di un anno, la loro casa madre, la UAR, federazione argentina è in crisi economica, il Super club, l’unico del paese, dei Jaguares praticamente non esiste più e contro gli All Blacks non hanno mai vinto. Un bel modo di ri-cominciare ma loro sono i Pumas, qualcosa più della scontata “garra” latina e dello spirito argentino, qualcosa più di una semplice squadra di rugby, un misto di orgoglio, classe, unità di gruppo che sono difficili da spiegare. Si sentono fortunati pensando a chi soffre in patria a causa della pandemia e giocano anche e soprattutto per loro. Non guardate i numeri anche perché negli ultimi due anni, 2018 e 2019, l’Argentina ha vinto solo 4 delle 20 partite giocate, due delle quali contro Tonga e USA alla Rugby World Cup. 29 i precedenti con gli All Blacks con 28 sconfitte e un solo pareggio di 35 anni fa al Ferrocaril Oeste di Buenos Aires, 21-21. Tutti si ricordano ancora del piede di Hugo Porta, 3 drop e 4 calci piazzati, contro 21 punti All Black, con 4 mete, valore dell’epoca 4 punti, 3 delle quali un po’ italiane, 2 di Sir John Kirwan e 1 di Green con una trasformazione e un piazzato di Kieran Crowley, oggi allenatore del Benetton. Meglio fare riferimento alla più vicina e stretta sconfitta (20-16) nello stadio del Velez Sarsfield del luglio 2019, l’ultimo confronto diretto.

Neri veramente

Gli All Blacks cambiano 9 dei 15 uomini che hanno cominciato la partita persa contro l’Australia una settimana fa. L’impressione è che ci sia una squadra di titolatissimi, come si direbbe nello sport più conosciuto del nostro paese, e che la sbandierata profondità del rugby neozelandese abbia subito un piccolo contraccolpo. Insomma cambi si ma non è proprio la stessa squadra. Torna Mo’unga, il grande protagonista del successo di Sydney, gara 3 contro i Wallabies, e torna da numero 10 con Beauden Barrett estremo. Si rivede il fenomeno Caleb Clarke, il nuovo Lomu, che ha impressionato tutti e che non ha però ancora segnato una meta. Prima linea tutta nuova e soprattutto Aaron Smith a fare il mediano di mischia con TJ Perenara bocciato anche per la panchina. I Pumas hanno un debuttante tra i primi quindici, il centro Chocobares, e nomi noti, solidi, abituati alle battaglie anche nei club europei. Capitano Matera, apertura Sánchez. Si va sul sicuro. Due i match di approccio contro due selezioni australiane piene di Wallabies e due vittorie, 19-15 due settimane fa e un sonante 57-24 sette giorni fa in una strana partita giocata su tre tempi da mezz’ora. Sono in Australia da un mese e prima di arrivare hanno superato una dozzina di casi di covid, compreso quello dell’allenatore Ledesma.

Tri Nations

Rossi ma non troppo

Cartellino rosso o…arancione? Nell’emisfero sud dopo le espulsioni dell’All Black Tu’ungafasi e del terza linea australiano Swinton, con relative squalifiche di tre e quattro settimane, per placcaggi alti, sopra le spalle, al collo, si è discusso molto sul cartellino rosso che penalizza lo spettacolo. Sir John Kirwan, Sky Sport New Zealand, soprattutto e anche Phil Kearns, Fox Sports, due campioni del mondo, con Nuova  Zelanda e Australia, sostengono le ragioni dello spettacolo. In sintesi ecco la posizione di Kirwan, 35 mete con gli All Blacks in carriera, tra il 1984 e il 1994: rosso per il giocatore, fuori per tutta la partita, 15 minuti di inferiorità per la sua squadra che potrebbe però poi sostituirlo con un altro elemento della panchina. E revisione dei “mitigating factors”, per capirci delle attenuanti…Gli All Blacks si sono correttamente limitati a dire che il problema è loro e devono adattarsi alle regole e alla loro interpretazione. Pragmatismo e autocritica, o, se preferite, profilo basso, quello che fa ancora più grandi i più forti.

Paradenti sempre o…quasi

Se sei un All Black sei un esempio, devi seguire le regole, comportarti bene, hai gli occhi addosso di tutti. Ti guardano perfino in bocca…Così nel sorriso di Ardie Savea è stato facile notare la mancanza del paradenti dopo una meta all’Australia. Uno strumento che fa parte del kit di tutti i giocatori, anche se non esiste una regola di World Rugby, la federazione mondiale che ti obblighi ad usarlo. In Nuova Zelanda però, dalla fine degli anni novanta, prima a livello giovanile e poi per tutti a livello provinciale, il cosiddetto “mouth guard” deve essere utilizzato. E anche nel contratto di accordo collettivo tra la federazione neozelandese e l’associazione dei giocatori è previsto l’obbligo. Tuttavia pure senza regole, accordi, obblighi il “buon” All Black dovrebbe farlo. Ardie Savea non lo sopporta proprio il bocca: nel 2013 l’arbitro Nick Briant lo manda negli spogliatoi, col compagno Tomasi Palu di Wellington, a prenderlo, nel 2016 assieme ad altri All Blacks (Coles, Smith, Fekitoa, Naholo, Kerr Barlow) viene richiamato dopo un test contro il Galles e una settimana dopo ricade subito nello stesso errore nel Super Rugby con la sua squadra, gli Hurricanes. Insomma recidivo e cattivo esempio. Anche se i denti e gli (eventuali) cocci sono suoi…

 

Tri Nations

Un weekend di rugby su Sky Sport Arena: si parte con il Tri Nations e la sfida tra Nuova Zelanda e Argentina. In diretta sabato 14 novembre alle 7.10 (in replica alle 16.45 ed a mezzanotte e mezza). Alle 18 appuntamento con il Super Rugby Unlocked, Stormers-Cheetahs. A chiudere, domenica 15, la Mitre Ten Cup con Canterbury-Auckland, live dalle ore 10, sempre su Sky Sport Arena.

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