Sei Nazioni, Italia-Scozia 22-33: le reazioni di Crowley e Lamaro

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Bene nei miglioramenti offensivi per il tecnico, meno per quanto concerne la prova in contenimento sull’uno contro uno. Per il capitano l’essere fuori dai giochi nel finale ha dato maggior libertà e spirito per dimostrare di cosa può essere capace l’Italia

ITALIA-SCOZIA 22-33, GLI HIGHLIGHTS

Quarta sconfitta per l'Italia nel Sei Nazioni 2022: all'Olimpico la Scozia si impone con il punteggio di 33-22. Soddisfatto dell’attacco azzurro, meno della difesa, a fine partita il commissario tecnico Kieran Crowley. "Abbiamo mancato diversi placcaggi nell’uno contro uno e ci sono state delle mete nate da turnover e questa è un’area su cui dovremo lavorare – ha dichiarato dalla sala stampa dello Stadio Olimpico il coach neozelandese -. Dobbiamo trovare la giusta quadra tra attacco e difesa e forse, come detto, proprio quest’ultima situazione non c’ha del tutto soddisfatto, soprattutto nel primo tempo. Ho visto diversi aspetti positivi comunque, come giocatori giovani che hanno preso decisioni giuste ed importanti e potranno imparare molto da tutto ciò. Da una prospettiva d’attacco ci sono state buone cose e spero ci aiuti a credere maggiormente in noi stessi per le prossime partite, per i test estivi e autunnali e verso il prossimo Sei Nazioni, quando questi giocatori avranno un anno di esperienza in più".

 

Fuori per tre settimane Varney, difficilmente a disposizione per la sua sfida autoctona contro il Galles, saranno da valutare da domani con i consueti controlli medici i vari infortunati, che non dovrebbero avere comunque grosse problematiche, e saranno poi prese tutte le decisioni in merito ad eventuali e potenziali nuove convocazioni. Normale, intanto, chiedersi cosa manchi nel passaggio da un’under 20 vincente nella sfida di categoria a Treviso alla prima squadra.

 

"Suggerimenti ne abbiamo, ma è un’area guidata ora da Franco Smith – chiude Crowley -. Ci riuniamo per parlare di questi argomenti, ma credo che sia lui il più indicato a rispondere. Abbiamo visto quanto siano stati dominanti i ragazzi dell’under 20, sono giovani che meritano e hanno la possibilità di arrivare terzi. La struttura c’è, ci sono le Accademie, Treviso ha annunciato la creazione di un’Accademia under 19 per il prossimo anno. Un ragazzo di 22 anni, tuttavia, con tutto il rispetto per i giocatori, è diverso da uno di 25-26, e magari ti trovi contro uno che ha giocato nei Lions. Bisogna sviluppare giocatori che poi possano essere al passo con la rapidità del gioco. A volte in passato questo si è un po’ perso, con giocatori che non sono subito andati nelle franchigie, ma lo stesso Top 10 sta migliorando. Parliamo di una transizione e di percorsi a disposizione che dobbiamo continuare a migliorare".

 

Una meta forse due concesse o quasi regalate alla Scozia, specialmente in una situazione in cui l’Italia era vicinissima a sua volta a segnare. "Quando sei nei ventidue avversari e poi prendi meta è un colpo duro, non sono solo i 7 punti che fanno loro, ma anche quelli che non hai fatto tu – dice il capitano Michele Lamaro -. Diventa difficile reagire dopo un colpo simile, anche se poi credo l’abbiamo fatto: siamo riusciti a segnare con Braley e a tornare sotto. Non possiamo comunque continuare a concedere queste mete così semplici e dobbiamo certamente provare ad essere più incisivi in attacco".

 

Nel finale, poi, una bella reazione dell’Italia che è sembrata avere una spinta in più negli ultimi minuti. "In campo non è cambiato nulla per atteggiamento o attitudine – continua il flanker del Benetton -. Se fossimo entrati in partita quando ancora c’era l’opportunità, sarebbe stato diverso. Due nostre mete sono arrivate da azioni ben congegnate ed eseguite. Volevamo dimostrare di essere una squadra in grado di giocare, dando prova che quando abbiamo palla in mano possiamo mettere in difficoltà l’avversario".