Rugby, 6 nazioni Under 20 2022: il bilancio dell'Italia

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Andrea Gardina

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L'Italia per la prima volta ha centrato tre successi. Se quelli con Scozia e Galles potevano anche essere messi in preventivo, del tutto inatteso e straordinario è stato quello con l'Inghilterra campione in carica e costretta ad abdicare in favore di una grande Irlanda

"Il successo contro il Galles va a coronare mesi di lavoro a testa bassa, tre vittorie sono tanta roba in un Sei Nazioni e noi siamo tutti profondamente orgogliosi e felici". Le parole di Giacomo "Jack" Ferrari, capitano della nazionale under 20, testimoniano oltre ogni possibile disamina la soddisfazione del gruppo azzurro per il risultato storico conquistato al torneo di categoria di quest'anno, il migliore di sempre in campo maschile con tre successi conquistati, secondo solo a quello femminile del 2019: tre vittorie e un pareggio. Una kermesse iniziata in sordina con la sconfitta contro la Francia 41-15 (mete di Ortombina e Pani), ma poi proseguita nel migliore dei modi con il primo successo di sempre sull'Inghilterra per 6-0 a Treviso, con i due calci piazzati di Teneggi e una difesa arcigna che ha rispedito al mittente ogni velleità dei campioni in carica per una notte da ricordare.

Il bilancio di coach Brunello

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La sconfitta 39-12 contro l'Irlanda a Cork è stata, poi, relativamente indolore, anche se ancora mal digerita dal tecnico Massimo Brunello. "I tre successi nel torneo sono ovviamente una grande soddisfazione, un premio al lavoro di un gruppo con valori molto importanti, ma se proprio devo ripensarci, ammetto che il match in Irlanda ancora non mi va del tutto giù, perché senza quell'arbitraggio per noi penalizzante avremmo potuto puntare a qualcosa di bello anche lì, visto che i valori tra noi e loro erano davvero molto vicini - ha affermato l'ex tecnico di Rovigo e Calvisano -. L'anno scorso avevamo finito la stagione con una differenza punti positiva e dieci mete subite, quest'anno malgrado le tre vittorie la differenza è negativa, ed è chiaro che delle dodici mete subite in questa edizione, almeno due erano evitabili: abbiamo comunque saputo costruire un'identità precisa, che ha nella mischia chiusa e nella difesa i suoi punti forti e di cui siamo davvero molto orgogliosi".

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Ma l'Irlanda è stata la dominatrice assoluta del torneo e da Crothers a Devine passando per Tector, sono tanti i nomi da segnare sul taccuino che vedremo in futuro su palcoscenici ancor più ambiziosi e che rappresentano una buona fonte di speranza per la Green Army che verrà, in ottica ricambio generazionale per prendere il posto di Sexton e co. Grande slam conquistato con 27 punti, la vittoria decisiva negli ultimi secondi con la Francia con la meta di Brownlee, miglior attacco con 210 punti marcati, di cui 29 mete, quasi 6 di media a partita, e miglior difesa, 65 punti al passivo. Dietro la Francia a 20 punti e a seguire Inghilterra e Italia a 13, Galles 6 e Scozia 1.

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Italia che ha segnato 87 punti, 113 subiti con 11 mete marcate. Metamen sono stati con 2 marcature personali il capitano Ferrari, doppietta contro la Scozia nel successo alla quarta giornata per 27-13; Garbisi, altra doppietta e performance da player of the match nell'ultima vittoria 20-27 a Calwyn Bay contro il Galles; e Mey, a sua volta in meta nelle due partite sopracitate.  Per il resto, una marcatura a testa per Ortombina, Scramoncin, Pani, Rizzoli e FranginiMigliori marcatori sono stati, invece, i due numeri 10. Nella prima parte, Brunello e il suo staff hanno preferito schierare Teneggi, autore di 15 punti, mentre nella seconda è partito titolare Sante, 17 punti, e un futuro che da radiomercato danno sulle orme dell'altro Garbisi, Paolo mediano di apertura della nazionale maggiore, a Montpellier nel Top14 francese.