Sei Nazioni: Italia, troppa sofferenza. Altra rimonta per l’Inghilterra

sei nazioni

L’Italrugby cede alla distanza contro un’Irlanda senza punti deboli: gli Azzurri pagano la grande sofferenza nelle fasi di conquista, in particolare in rimessa laterale. A Murrayfield la Scozia getta alle ortiche una partita che sembrava già vinta, i Bleus tirano un sospiro di sollievo ma non hanno così tanto da festeggiare. Un Galles coraggioso mette in grande difficoltà gli inglesi, che come contro l’Italia la spuntano grazie alla loro superiorità fisica

ascolta articolo

Di fronte a un’Irlanda che gioca come sempre a memoria e che è riuscita a nascondere il pallone per 80 minuti, l’Italia ha ceduto alla distanza. Il 36-0 finale – seppur meno pesante di altre sconfitte passate in terra irlandese – fa male soprattutto per com’è arrivato. La squadra di Farrell ha dato l’impressione di poter gestire con facilità l’Italia, giocando a ritmi bassi e accelerando nei momenti in cui sapeva di poter colpire. Alla squadra di Quesada sono mancate le fasi di conquista, in particolare la touche, costretta subito a usare tutte le carte a propria disposizione – dalla “furba” al lancio oltre i 15 metri – prima di cadere nelle mani degli irlandesi per tutta la partita. Se a questo si sommano le difficoltà degli Azzurri nell’avere palloni di qualità in uscita dalla ruck, diventa poi difficile mettere sabbia negli ingranaggi di una macchina perfetta come quella irlandese. 

Da dove ripartire

Da dove si riparte? Da una difesa che nonostante sia stata sotto pressione per 80 minuti (l’Italia ha avuto solo il 37% di possesso e il 36% di territorio) non ha mai ceduto del tutto, evitando che il punteggio assumesse proporzioni molto più pesanti. E da alcune prestazioni individuali che lasciano ben sperare: Ange Capuozzo, nonostante avesse davanti un muro, è sempre riuscito a battere il primo avversario; Niccolò Cannone ha giocato una partita difensiva di altissimo livello (21 placcaggi riusciti su 21 tentativi), Lorenzo Pani ha dato dei bei segnali di crescita dopo le difficoltà dell’Olimpico contro l’Inghilterra e Mirco Spagnolo ha fatto un altro bell’ingresso dalla panchina. Si sapeva che quella di Dublino sarebbe stata la giornata più dura, ma è passata: gli Azzurri avranno il tempo di imparare dagli errori commessi e di preparare al meglio le 3 partite rimanenti contro Francia, Scozia e Galles.

La situazione della Francia

Al di là delle polemiche per la meta non assegnata nel finale, la Scozia ha tantissimo da rimproverarsi per quanto sprecato negli 80 minuti di Murrayfield che l’hanno vista cedere 20-16 a una Francia non irresistibile. La squadra di Townsend ha mostrato ancora una volta di avere delle qualità incredibili, ma di non riuscire a dare continuità: l’innumerevole quantità di palloni sprecati in attacco (19 errori di handling sono un numero abnorme) grida vendetta, così come la serie di errori difensivi che ha permesso alla Francia di restare in partita anche nei momenti di maggiore sofferenza. Alla fine è stata la magia di Bielle-Biarrey a decidere il match, ma più che festeggiare la Francia può tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo: una seconda sconfitta consecutiva sarebbe stata devastante per l’ambiente, oltre a compromettere definitivamente il Sei Nazioni in termini di classifica. Senza Dupont la Francia sta mostrando una confusione in attacco mai vista sotto la gestione Galthié, come se i Bleus non fossero più in grado di alzare e abbassare il ritmo a loro piacimento, caratteristica portante del ciclo 2020-23. I francesi hanno portato a casa il match solo grazie a una maggiore solidità, ancorandosi al talento dei singoli e alla fisicità del proprio pacchetto di mischia, ma per giocarsi il Sei Nazioni fino alla fine servirà di più. 

Inghilterra: ancora una rimonta

Ancora una partita di sofferenza, ancora una vittoria in rimonta: dopo essere andata sotto contro l’Italia all’Olimpico, l’Inghilterra riprende per i capelli anche il Galles e porta a casa la seconda vittoria in due partite. Il 16-14 di Twickenham appare molto risicato considerando che l’Inghilterra è parsa nettamente superiore dal punto di vista tecnico e fisico, contro un Galles mai avanzante ma capace di sfruttare ogni minimo errore degli avversari e soprattutto molto organizzato in difesa. L’Inghilterra si è più volte arenata a 5 metri dalla linea di meta gallese, ma non ha mai perso la calma – come dimostra la meta segnata in 13 contro 15 – e alla fine è uscita alla distanza. Contro Italia e Galles è bastata la propria superiorità fisica per portare a casa due partite complicate, ma fra due settimane a Twickenham arriverà l’Irlanda, e all’Inghilterra servirà molto di più. Per quanto riguarda la squadra di Gatland, l’impressione è che al momento più di così non si possa fare: una grande difesa, la capacità di sfruttare ogni piccola occasione e la voglia di dare battaglia nel punto d’incontro sono i fondamentali ai quali il Galles si sta ancorando. Per ora sono hanno fruttato 3 punti di bonus, ma basteranno per vincere?

 

A cura di OnRugby.it