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Rugby, Italia-Inghilterra al Sei Nazioni 2026: il match all'Olimpico di Roma

Rugby

Le due squadre arrivano appaiate a quota 5 punti: Quesada cambia la mediana e ritrova Brex, Borthwick rivoluziona il reparto dei trequarti dopo due sconfitte pesanti. Calcio d’inizio ore 17:40 del 7 marzo, diretta TV su Sky Sport 1, diretta streaming su NOW e Sky Go

LE FORMAZIONI

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Sabato 7 marzo 2026 l’Italia torna all’Olimpico di Roma per affrontare l’Inghilterra nel quarto turno del Sei Nazioni (calcio d’inizio ore 17:40, diretta TV su Sky Sport 1, diretta streaming su NOW e Sky Go). A rendere questa sfida ancora più interessante è la fotografia della classifica: Azzurri e inglesi sono appaiati a 5 punti, ma arrivano a Roma con stati d’animo molto diversi. L’Italia, reduce dalla sconfitta in Francia, ha mostrato competitività e segnali di crescita, suffragati dalla vittoria con la Scozia e dalla prestazione positiva a Dublino; l’Inghilterra, partita con altri obiettivi, si presenta invece con una squadra profondamente rimaneggiata dopo due nette battute d’arresto con Scozia e Irlanda che hanno acceso la pressione mediatica su Steve Borthwick. Oltre a questo, sarà importante capire anche quanto la settimana di pausa abbia inciso nel far recuperare energie mentali e fisiche ai due gruppi.

Italia: ritorni importanti, cambio in mediana e focus sulle fasi statiche

Gonzalo Quesada ritocca la formazione con tre cambi rispetto al match con la Francia, intervenendo soprattutto tra i trequarti. Il primo è obbligato: fuori Capuozzo per infortunio, torna titolare da estremo Lorenzo Pani, già protagonista di un’ottima prova all’Aviva Stadium. Il secondo è un rientro atteso: Nacho Brex riprende posto con la maglia numero 13 accanto a Tommaso Menoncello dopo l’assenza per motivi familiari. Si ricompone così una coppia che può creare pericoli reali alla difesa inglese. Il terzo giocatore inserito rappresenta la scelta più significativa: Alessandro Garbisi conquista una maglia da titolare in mediana insieme al fratello Paolo, mentre Alessandro Fusco parte dalla panchina. Il pacchetto, invece, resta invariato: Quesada conferma le scelte che gli hanno garantito maggiore solidità in mischia e nel gioco a terra con il trio Fischetti-Nicotera-Ferrari in prima linea, Niccolò Cannone e Andrea Zambonin in seconda, e una terza linea in perfetto equilibrio tra fisicità e dinamismo, composta da Lamaro capitano, Zuliani e Lorenzo Cannone numero 8. Dalla panchina, oltre al cambio in regia, arriva un’altra notizia importante: Tommaso Allan torna a disposizione con la 23. Il suo coinvolgimento garantisce copertura ed esperienza a un reparto arretrato che punta a infastidire i dirimpettai inglesi per tutta la durata del match. Gli Azzurri si presentano a questa sfida con la consapevolezza di un gruppo che non deve più lottare esclusivamente per evitare l’ultimo posto in classifica. Nell’arco delle tre prime partite sono emersi numeri incoraggianti sia a livello difensivo che sul rendimento della mischia ordinata, ormai temuta e rispettata da tutti. La vera sfida è mantenere in equilibrio la fisicità e la qualità nell’esecuzione del piano di gioco. Ogni volta che le combinazioni pensate da Quesada hanno funzionato, poi sono arrivate azioni difficili da difendere per chiunque e mete pesanti. L’Inghilterra ha subito 73 punti in due partite, sintomo di una solidità non più così netta: adesso l’Italia ha le carte in regola per evidenziare tutte le incertezze del XV della Rosa.

Inghilterra: rivoluzione Borthwick, nuova coppia di centri e Daly estremo

Dall’altra parte, Steve Borthwick arriva a Roma con un’Inghilterra inedita. Il coach ha operato nove cambi rispetto alla sconfitta di Twickenham con l’Irlanda, scegliendo soluzioni tattiche che raccontano la necessità di un cambio radicale. La squadra, perennemente contestata per la mancanza di leadership, sarà guidata ancora dal capitano Maro Itoje, confermato in seconda linea insieme ad Alex Coles. Nel triangolo allargato torna protagonista il veterano Elliot Daly in posizione di estremo, con due finalizzatori pericolosi come Cadan Murley e Tom Roebuck sulle ali. Il vero punto di discontinuità è però in mezzo al campo, dove l’Inghilterra sceglie una coppia di centri tutta nuova: Seb Atkinson e Tommy Freeman. In mediana, Ben Spencer gioca da numero 9 con Fin Smith apertura: una coppia che come skills e intraprendenza non ha niente da invidiare ai migliori registi d’Europa ma che non ha ancora grande dimestichezza nel giocare insieme. In terza linea Borthwick ha bisogno di un grande contributo in termini di potenza e continuità per contrastare i guastatori italiani, così si affida a un ball carrier come Ben Earl (alla 50ª presenza) a numero 8 con due flanker dal volume di lavoro impressionante come Guy Pepper e Tom Curry al suo fianco. Anche la panchina dice molto: un 6+2 con Marcus Smith pronto a scombinare i piani come utility back, Henry Pollock capace di alzare vertiginosamente il ritmo e senza George Ford tra i 23. Lo staff ha tagliato tutti quei giocatori che hanno deluso, optando per una formazione forse poco collaudata, ma piena di atleti veloci e vogliosi di mettersi in mostra. È un’Inghilterra che cerca risposte immediate, e che a Roma dovrà capire in fretta che tipo di partita vuole giocare, soprattutto se l’Italia riuscirà a scardinare le piattaforme d’attacco, cavalcando entusiasmo e spinta dell’Olimpico.

 

Le formazioni di Italia-Inghilterra

 

Italia: 15 Lorenzo Pani; 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane; 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi; 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (cap.); 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone; 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti.
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Fusco, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan.

 

Inghilterra: 15 Elliot Daly; 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Seb Atkinson, 11 Cadan Murley; 10 Fin Smith, 9 Ben Spencer; 8 Ben Earl, 7 Tom Curry, 6 Guy Pepper; 5 Alex Coles, 4 Maro Itoje (cap.); 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge.
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Ollie Chessum, 20 Sam Underhill, 21 Henry Pollock, 22 Jack van Poortvliet, 23 Marcus Smith.

 

A cura di OnRugby.it

 

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