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NFL, si impicca in carcere Aaron Hernandez

Sport USA
Aaron Hernandez, 27 anni (Foto Getty)

L’ex tight end dei New England Patriots si è impiccato utilizzando un lenzuolo all’interno della sua cella in Massachussetts, dove stava scontando una condanna all’ergastolo per omicidio

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È finita nel più tragico dei modi la tumultuosa vita di Aaron Hernandez, l’ex tight end dei New England Patriots, già campione nazionale con l’università di Florida. Hernandez, che stava scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Odin Lloyd (un uomo che al tempo frequentava la sorella della sua fidanzata), si è impiccato utilizzando un lenzuolo all’interno della sua cella del Souza-Baranowski Correctional Center di Shirley, in Massachusetts.

Solo 27 anni, Hernandez aveva disputato tre stagioni, dal 2010 al 2012, con la maglia dei Patriots di Tom Brady, prima che l’accusa di omicidio che lo ha spedito in carcere nel giugno del 2013 interrompesse una carriera dal grande potenziale. Solo pochi giorni fa l’ex tight end di New England aveva fatto notizia per essere stato assolto da due ulteriori accuse risalenti a un precedente doppio omicidio del 2012, quando due persone (Daniel de Abreu e Safiro Furtado) trovarono la morte fermi a un incrocio in auto come conseguenza di una banale lite occorsa in un bar poco prima per via di un drink rovesciato. L’assoluzione – accolta da Hernandez in lacrime – era comunque arrivata con una condanna supplementare (dai 4 ai 5 anni) per possesso illegale d’arma, condanna da sommare al pre-esistente ergastolo che stava scontando.

Ora ecco la tragica fine, per una vita da sempre segnata da crimine e delinquenza: durante uno dei vari processi sostenuti per l’omicidio di Llody, Hernandez aveva svelato sul proprio corpo un tatuaggio con la scritta “Lifetime” che attestava la sua fedeltà eterna alla celebre gang dei Bloods, ennesima riprova di una esistenza vissuta pericolosamente e ora tragicamente chiusa. I New England Patriots, attraverso una mail spedita al Boston Globe, fanno sapere di essere al corrente della notizia ma non anticipano nessun tipo di commento in merito, quasi a voler distanziarsi – ulteriormente e per sempre – dal loro problematico ex giocatore.