23 settembre 2017

NFL, Trump: "Fuori chi non rispetta l'inno. Sono dei figli di..."

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Il presidente degli Stati Uniti attacca chi protesta inginocchiandosi durante l'inno nazionale: "I proprietari delle franchigie della NFL dovrebbero tirar fuori dal campo quei figli di p...!". Trump ha esortato i tifosi ad abbandonare lo stadio se qualcuno disonora l'inno e ha parlato anche delle preoccupazioni sulla salute dei giocatori in relazione ai casi di concussion: "Stanno rovinando il football"

Durante il raduno organizzato per sostenere Luther Strange, senatore repubblicano dell’Alabama, il presidente Trump ha dichiarato: “Sarebbe bello vedere uno dei proprietari di una franchigia NFL, quando qualcuno manca di rispetto alla nostra bandiera, dire ‘Tirate fuori quel figlio di p****na fuori dal campo, è licenziato!’. Quel proprietario, ne sono sicuro, diventerebbe la persona più popolare del Paese. Perché inginocchiarsi è una mancanza di rispetto per il nostro patrimonio culturale. L’audience dell’NFL si sta abbassando, perché i telespettatori sono più interessati a quello che succede a me (ride, ndr) e perché  se due giocatori si scontrano con troppa violenza vengono penalizzati e buttati fuori dal campo. Stanno rovinando il gioco! Certo, la cosa che rovina il gioco ancora di più è la mancanza di rispetto contro l’inno. Se vedete una cosa del genere dovreste abbandonare lo stadio e andarvene, questo cambierebbe le cose”. Le parole di Trump sulle eccessive preoccupazioni rispetto alla salute dei giocatori stonano se messe in relazione al caso di Aaron Hernandez, ex giocatore dei New England Patriots morto suicida in carcere. La sua autopsia ha rivelato i danni cerebrali gravissimi dovuti agli scontri di gioco. Il tema è delicato perché mette a rischio l’esistenza stessa della NFL ed è stato molto discusso di recente anche grazie al film di Will Smith, Concussion (Zona d’ombra nella versione italiana), uscito nel 2015.

In ginocchio durante l’inno

L’anno scorso Colin Kaepernick, all’epoca giocatore dei San Francisco 49ers e oggi rimasto senza squadra, aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica rifiutandosi di rimanere in piedi durante l’inno nazionale che precede ogni partita di NFL. Nell’agosto 2016 Kaepernick dichiarò: “Non ho intenzione di stare in piedi per mostrare il mio orgoglio rispetto alla bandiera mentre il mio Paese maltratta le persone di colore”. Le dichiarazioni sollevarono molte polemiche ma arrivarono anche numerosi attestati di solidarietà. A seguito degli eventi di Charlottesville, in Virginia, dove alcuni suprematisti bianchi si riunirono per protestare per la rimozione di una statua di un soldato confederato e dove perse la vita una donna, il defensive end dei Seattle Seahawks Michael Bennett aveva dichiarato alla NFL che si sarebbe comportato come Kaepernick. “Rimarrò inginocchiato durante l’inno finché non vedrò uguaglianza e libertà”, aveva dichiarato alla CNN. Bennett ha poi mantenuto il suo proposito e ha ricevuto la solidarietà di alcuni suoi compagni e di una parte dell’opinione pubblica.

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