NCAA, LSU campione: Clemson ko in finale 42-25. Gli highlights

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Moreno Molla

©Getty

LSU conquista il titolo NCAA grazie alla vittoria 42-25 contro Clemson. Joe Burrow ha trascinato la squadra al quarto titolo della storia dopo quelli del 1958, 2003 e 2007

12 anni dopo LSU torna campione nazionale. Sconfitti in una finale fra tigri, LSU Tigers contro Clemson Tigers, i campioni in carica. 42-25 il risultato finale di una partita rimasta in bilico fino alla metà del secondo periodo. Il Touchdown di Tee Higgins ha portato Clemson sul 17-7, massimo vantaggio, ma da lì in poi  Lousiana State University è stata inarrestabile. 6 touchdown totali. 2 di Ja’Marr Chase, 2 di Thaddeus Moss, segnati sotto gli occhi di papà Randy, 1 di Terrace Marshall Jr. e 1 dal quarterback, Joe Burrow. Ecco. Joe Burrow. E’ stato lui il leader, il trascinatore assoluto dei suoi verso il quarto titolo della storia dopo quelli del 1958, del 2003 e del 2007. Una stagione da record in una stagione perfetta. A dicembre ha conquistato l’Heisman Trophy, il prestigiosissimo award che ogni anno premia il miglior giocatore a livello collegiale dell’intera nazione. E lo ha fatto col 93.7 % delle preferenze. Nessuno come lui nella storia. Ma i record non sono finiti. 60 TD Pass in stagione. 65 Touchdown personali nel 2019. 6 segnati in finale, 1 corso 5 lanciati. Numeri impressionanti che, senza un primo quarto di gara problematico per l’attacco della squadra di Baton Rouge, avrebbero potuto essere persino migliori. Joe Burrow si è “fermato” al 76.3 % di passaggi completati in stagione, solo 4 decimi in meno di quanto fatto nel 2008 da Colt McCoy coi Texas Longhorns. Il totale di yards lanciate quest’anno sono state 5761, terzo all time per una single season. Lui che ha brillato al 5°, e ultimo anno, di eleggibilità a livello universitario. Lui che aveva giocato, o meglio non giocato o giocato pochissimo, per 3 stagioni a Ohio State come vice di JT Barrett. Lui che nel 2018, dopo essersi laureato a Columbus, aveva deciso di trasferirsi nel sud degli States. Voluto come QB titolare dei Tigers da Ed Orgeron. Un anno fa le prove generali. 10 vittorie, 3 sconfitte. E stagione conclusa col successo nel prestigioso Fiesta Bowl. Il 2019, come già detto, è stato stratosferico. Primo titolo per Ed Orgeron. L’head Coach che ad LSU aveva giocato 1 anno e che aveva raggiunto nuovamente come assistente allenatore nel 2015 prima di essere promosso allenatore capo nel 2016. Dopo anni di premesse non trasformate poi in promesse mantenute, il 2019 è stato l’anno anche della sua consacrazione fra i grandi allenatori del College Football. Un anno iniziato, come spesso successo, tra le favorite. Ma non certo come i principali favoriti. Le vittorie in trasferta contro Texas, in casa contro Florida ed Auburn hanno aiutato l’autostima. La distruzione di Alabama, in trasferta, 46-41 è stato lo statement che serviva per capire che sì, quest’anno, il titolo era possibile. Una macchina inarrestabile si era messa in moto. Distrutta Georgia, 37-10, nel Championship della SEC, la conference più dura del paese. Trionfo nella semifinale play-off su Oklahoma 63-28 (ma dopo 2 quarti di gara i punti già segnati dai Tigers erano 49…). E adesso il successo contro Clemson. Possibile ripetersi ancora l’anno prossimo? Difficile dirlo. Certo non ci sarà più Joe Burrow, che in molti vedono prima scelta al prossimo draft NFL. Per il momento, però, è giusto godersi una festa attesa da 12 anni.

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