NFL, Tom Brady a Tampa Bay: manca solo l'ufficialità

Sport USA

Mauro Bevacqua

Dopo la notizia dell'addio ai Patriots, sembra fatta per l'accordo tra Tom Brady e i Tampa Bay Buccaneers, disposti a versare nelle tasche del quarterback 42enne una cifra attorno ai 30 milioni di dollari all'anno. Con una percentuale di vittorie sotto al 39% dalla loro nascita, i Bucs cercano in Brady il campione capace di invertire la rotta: e ai bookmaker di Las Vegas la mossa non dispiace

TOM BRADY LASCIA I NEW ENGLAND PATRIOTS

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Gli insider NFL — i due giornalisti di ESPN  Adam Schefter e Jeff Darlington — definiscono la cosa fatta “se si escludono circostanze impreviste”: il nuovo capitolo della carriera di Tom Brady sarà in Florida, con la maglia dei Tampa Bay Buccaneers. Poche ore dopo lo scioccante annuncio dell’addio ai New England Patriots — la squadra con cui Brady dal 2001 ha vinto 6 Super Bowl giocando da titolare 41 gare di playoff — la notizia dell’intenzione del quarterback 42enne di firmare con Tampa Bay, per una cifra attorno ai 30 milioni di dollari l’anno, è cominciata a circolare assumendo sempre più consistenza. Ai Buccaneers Brady andrebbe a rimpiazzare Jameis Winston, la prima scelta assoluta al Draft 2015 che non è però mai diventato il talento che in Florida si aspettavano diventasse. Pur essendo il quarterback NFL con più yard lanciate nel 2019 (oltre 5.100) Winston ha lanciato nel solo ultimo anno la bellezza di 30 intercetti, un numero enorme e una costante negativa della sua carriera (dal 2015 sono 88 gli intercetti e 111 le sue palle perse, i totali più alti di tutta la lega in questo intervallo di tempo). Tom Brady, dal canto suo, ha invece la quinta percentuale di intercetti più bassa nella storia della NFL, uno dei dati che con ogni probabilità hanno fatto propendere i Bucs verso l’azzardo (anche economico) di mettere sotto contratto il 42enne ex Patriots. Tampa Bay ha chiuso l’ultima stagione 7-9, al terzo posto nella propria division, e dal 1976 — anno della loro nascita — hanno collezionato un totale di 273 vittorie, playoff inclusi. Tom Brady, da solo, conta invece 249 dal suo ingresso nella lega (più altre 20 con la maglia di Michigan al college) e nella sua carriera è partito da titolare in 283 partite: se dovesse giocarne altre 283 e perderle tutte, la sua percentuale di vittoria in carriera sarebbe ancora più alta di quella dei Buccaneers. 

I motivi di una scelta e le quote di Las Vegas

È però tutt’altro che una brutta squadra quella che — con Brady in regia — si presenta al via la prossima stagione: l’ex quarterback dei Patriots andrebbe infatti a raggiungere un roster che già può contare su due ricevitori del calibro di Mike Evans e Chris Godwin, ma anche due tight end di livello come OJ Howard e Cameron Brate, con la possibilità — da più parti ventilata - di aggiungere al mix anche Antonio Brown. Lo scenario non dispiace ai bookmaker di Las Vegas, che alla notizia del possibile passaggio di Brady ai Bucs hanno prima abbassato le quote di una loro vittoria al Super Bowl da 40-1 a 30-1, per poi portarle addirittura a 22-1, mentre pagano 10-1 la possibilità che Tampa Bay con Brady al comando possa vincere la National Football Conference. A rendere lo scenario ancora più gustoso, il dettaglio che il prossimo Super Bowl è in programma proprio a Tampa il 7 febbraio 2021: nessuna squadra nella storia della NFL è mai riuscita a giocarsi un Super Bowl davanti al pubblico di casa, ma questa potrebbe essere un’altra sfida per il nuovo Tom Brady, che nel 2021 potrebbe anche (per la prima volta) tornare nel Massachusetts da avversario, visto che i Patriots potrebbero da calendario ospitare i Bucks durante la stagione regolare.

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