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07 agosto 2017

Errani squalificata 2 mesi: "È colpa di un medicinale di mia madre"

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Positiva al letrozolo a inizio anno e la Federazione Tennistica Internazionale ha notificato il provvedimento nei suoi confronti: dovrà stare ferma due mesi. Il controllo risale allo scorso febbraio e l'italiana ha ammesso l'assunzione della sostanza ad Aprile. Dopo l'udienza di Luglio a Londra l'ITF ha deciso di annullare tutti i risultati ottenuti tra il 16 febbraio e il 7 giugno, mentre la squalifica è stata lieve perché la Errani ha assunto inconsapevolmente la sostanza

Sara Errani non potrà giocare fino al prossimo 3 ottobre. La tennista bolognese è stata squalificata per due mesi dalla Federazione Tennistica Internazionale al termine di un procedimento iniziato lo scorso febbraio a seguito di un controllo antidoping. La Errani ha assunto inconsapevolmente il letrozolo, farmaco utilizzato regolarmente dalla madre e solitamente prescritto per trattare il carcinoma mammario. La Federazione ha comunicato la positività all’atleta lo scorso aprile e ha fissato l’udienza per il 19 luglio a Londra. In quell’occasione la tennista si è difesa con l’aiuto di medici e testimoni, convincendo i giudici della sezione antidoping dell’ITF della mancata intenzionalità dell’assunzione del farmaco, che non migliora le prestazioni degli atleti e ha molti effetti collaterali. Sara Errani ha spiegato la vicenda con un comunicato su Twitter e terrà una conferenza stampa nella giornata di mercoledì. Nel frattempo perderà tutti i punti conquistati tra 16 febbraio, giorno della positività alla sostanza, e il 17 giungo, data del test di controllo in cui è risultata negativa.

La decisione

"Un Tribunale Indipendente nominato ai sensi del Programma Antidoping 2017, ha rilevato che Sara Errani ha commesso una violazione del codice antidoping ai sensi dell'articolo 2.1 del Programma e, di conseguenza, le ha tolto i risultati conseguiti - continua il comunicato - e imposto un periodo di squalifica due mesi, a partire dal 3 agosto 2017. È risultato che contenessero letrozolo, che è un inibitore di aromatasi incluso nella sezione S4 (ormoni e modulatori metabolici) tra le sostanze proibite dalla Wada".

Il comunicato parla anche dell’immediata ammissione dell’Errani: “Il 18 aprile 2017, la signora Errani e' stata accusata di una violazione del codice antidoping ai sensi dell'articolo 2.1 del programma. Ha prontamente ammesso di aver commesso la violazione delle norme antidoping e ha chiesto l'udienza dinanzi ad un Tribunale Indipendente ai sensi dell'articolo 8 del Programma per determinare le conseguenze che dovrebbero essere imposte a lei per tale violazione. All'udienza del 19 luglio scorso, il Tribunale Indipendente ha ricevuto le prove e ascoltato le argomentazioni giuridiche di entrambe le parti e ha poi emesso una decisione motivata il 3 agosto. Il Tribunale Indipendente ha stabilito che la sig.ra Errani dovra' disporre di un periodo di squalifica di due mesi, a decorrere dal 3 agosto, che terminerà alla mezzanotte del 2 ottobre 2017".

La lettera di difesa

Sui social la Errani ha condiviso la sua versione dei fatti, parlando della decisione dell'ITF di non ammettere le prove sperimentali presentate dai suoi legali: "Mi sono volontariamente sottoposta ad alcuni test sui capelli per provare che le quantità da me involontariamente ingerite non erano idonee a modificare le prestazioni, ma per via di un cavillo legale la corte non ha accettato queste prove". Secondo la tennista l'ipotesi più probabile è la contaminazione del cibo: "La sostanza è presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che e' presente a casa nostra: l'unica ipotesi e' una contaminazione del cibo. Mi sento estremamente frustrata, ma sono in pace con la mia coscienza: non ho mai assunto nessuna sostanza proibita".

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