Reuters, Peng Shuai: "Sono stata fraintesa, mai accusato nessuno di violenza sessuale"

il caso
da twitter @zaobaosg

Secondo quanto ricostruito dalla Reuters, in un'intervista a un media di Singapore la tennista cinese ha parlato in video per la prima volta dopo il suo post di inizio novembre in cui accusava l'ex vice-premier cinese di averla aggredita sessualmente. "Sono stata fraintesa" ha dichiarato Peng Shuai. Ma la vicenda sembra ancora tutt'altro che conclusa

Nuovo capitolo nel caso di Peng Shuai. Secondo quanto ricostruito dalla Reuters, la tennista cinese domenica ha dichiarato a un media di Singapore di non aver mai accusato nessuno di averla aggredita sessualmente. Pengh Shuai ha aggiunto che il suo post sui social media, che aveva pubblicato all'inizio del mese scorso, è stato frainteso. Nel post, poi rimosso quasi immediatamente, Peng Shuai accusava l'ex vicepremier cinese Zhang Gaoli di avera aggredita sessualmente in passato. Dopo quel post, la tennista non era più apparsa in pubblico e non aveva dato sue notizie per quasi tre settimane. "In primo luogo, devo sottolineare un punto che è estremamente importante, non ho mai detto o scritto che qualcuno mi abbia aggredito sessualmente, devo sottolineare chiaramente questo punto", ha detto Peng nel video pubblicato da Lianhe Zaobao, un media di Singapore .

La prima intervista di Peng

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E' la prima volta in cui Peng Shuai affronta la questione davanti alle telecamere. L'intervista è stata fatta a margine di un evento di sci di fondo a Shanghai a cui ha partecipato insieme all'ex stella Nba Yao Ming. La tennista indossava una giacca nera con la scritta "Cina". Peng Shuai ha affermato che il suo post su Weibo, un sito di social media simile a Twitter, poi rapidamente rimosso, era una "questione privata" e che è stato frainteso. Ha anche confermato di vivere a casa a Pechino senza alcun tipo di "controllo" da parte delle autorità.

Il caso resta aperto

La vicenda fin da subito ha mobilitato il mondo del tennis e di tutto lo sport: dalle star ai semplici cittadini, in tanti si sono mossi per chiedere trasparenza e per avere la certezza che Peng Shuai fosse libera e senza pressioni da parte del Governo cinese. Per chiedere verità sulle sue condizioni era stato lanciato anche l'hastag #wereispengshuai. A inizio mese la Wta ha sospeso tutti i tornei previsti in Cina e a Hong Kong nel 2022: decisione legata al caso di Peng Shuai e alla situazione ancora poco chiara circa la reale condizione della tennista. "Anche se sappiamo dove si trova Peng, ho dei seri dubbi che la donna sia libera, al sicuro e che non sia soggetta a censure o intimidazioni”, aveva scritto il presidente della Wta Simon in un comunicato, aggiungendo: “La Wta è stata chiara, abbiamo bisogno di indagini trasparenti riguardo le accuse degli abusi sessuali subiti da Peng Shuai". Dalle autorità di Pechino era arrivata subito la reazione: " La Cina è fermamente contraria a qualsiasi politicizzazione dello sport", minacciando azioni legali per far rispettare gli accordi. La sensazione è che la vicenda non possa ancora dirsi conclusa: restano infatti tanti dubbi sulla reale condizione della tennista. Si attende ora la reazione del governo del tennis mondiale

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