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Sinner-Cahill, la storia tra allenatore e tennista: vittorie, aneddoti, curiosità

la storia

Introduzione

Jannik Sinner ha scelto Magnus Norman come nuovo supercoach. Dopo quattro anni si separa dunque da Darren Cahill, l’allenatore con cui è “diventato grande”. Ma il tecnico australiano, che dal 2022 ha affiancato Simone Vagnozzi nella crescita del campione azzurro, non è stato importante soltanto per i risultati ottenuti. È stato una presenza costante, un punto di riferimento dentro e fuori dal campo, una figura capace di accompagnare Jannik nei momenti più belli, ma anche in quelli più difficili. Lo ha visto conquistare i primi grandi trofei e diventare numero 1 del mondo ma ha anche condiviso con lui quella quotidianità fatta anche di scherzi, battute ed episodi che raccontano il lato più umano del loro rapporto. Non a caso, per i tifosi è molto più di un coach: è “papà Darren”.


SINNER-NORMAN LIVE - CHI E' IL NUOVO SUPER COACH

Quello che devi sapere

Doveva essere solo un esperimento

Tutto ha inizio nella primavera del 2022, con una telefonata in Australia. Sinner è il numero 13 del mondo e ha appena deciso di separarsi da Riccardo Piatti, l’allenatore che lo aveva cresciuto fin da quando aveva 13 anni. È una svolta importantissima, ma decisiva e in quel momento necessaria per spiccare il volo. Sinner ha scelto Simone Vagnozzi, ma vuole aggiungere alla squadra un tecnico di esperienza internazionale e la scelta cade su Darren Cahill, forte di un curriculum impressionante: ha già portato Lleyton Hewitt, Andre Agassi e Simona Halep al numero 1 del mondo, sa come si lavora con i grandi campioni. Eppure… inizialmente Cahill non doveva diventare il suo allenatore stabile, come svelato solo anni dopo dallo stesso coach. La collaborazione era cominciata più come un esperimento di tre o quattro settimane, con allenamenti sull’erba per capire se potesse funzionare. Ha funzionato, e alla fine è durata oltre quattro anni.

Il primo titolo insieme (contro Alcaraz)

Il primo titolo di Sinner con Cahill come supercoach arriva a Umago, nel luglio 2022. Jannik batte Alcaraz in finale, ed è una vittoria anche “simbolica”: lo spagnolo è già considerato uno dei talenti più promettenti del circuito e si inizia a prefigurare quel duello che tante volte si riproporrà negli anni. Cahill è nel team di Sinner solo da poche settimane e ha il primo assaggio di questa rivalità, fornendo subito i primi consigli giusti all’azzurro. Sarà lui ad aiutarlo a trasformare pian piano il suo gioco, aggiungendo alla potenza da fondo campo la capacità di variare e trovare soluzioni differenti. In una parola, un pizzico di fantasia. “Assorbe le informazioni come una spugna”, dirà Cahill di Sinner. “Non ha paura di provare cose nuove. Molti giocatori non hanno questo coraggio, si rifugiano nella zona di comfort. Sinner no”

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La divisione dei compiti con Vagnozzi

Nell’agosto 2023 Sinner conquista a Toronto il primo Masters 1000 della carriera, battendo in finale Alex de Minaur. Ormai non può più essere considerato solo una promessa, ma un vero campione. A fine anno Cahill e Vagnozzi vengono premiati come allenatori dell’anno ATP: per la prima volta nella storia del premio, il riconoscimento viene assegnato a una coppia di allenatori. Non a un singolo tecnico, ma a due persone che si sono divise i compiti: e se Vagnozzi è il coach di campo che si dedica alla tecnica e a migliorare i colpi, Cahill è più un mentore che ha lavorato sulla testa di Jannik.

“Allenare Sinner? Non sono pagato abbastanza”

Il primo Slam di Sinner arriva in modo fragoroso. Il 28 gennaio 2024 Jannik batte Daniil Medvedev in finale agli Australian Open dopo essere stato sotto di due set (3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3). E Cahill è uno dei protagonisti della festa (tra l’altro davanti al suo pubblico di casa). Un episodio in particolare rende bene l’idea del clima che si respira nella squadra di Sinner: Jannik, scherzando con Cahill, gli chiede cosa significhi essere il suo allenatore. L’australiano risponde con una battuta, tra le risate: “Non siamo pagati abbastanza”. Più che una squadra, una famiglia: così l’ha sempre descritta Cahill: ognuno ha il proprio ruolo, ma tutti si divertono insieme. Poi, dopo la vittoria, Cahill attribuisce a Vagnozzi “il 99% dei meriti”. Nonostante la sua enorme esperienza, non vuole prendersi la scena.

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I ruoli ribaltati durante il “caso Clostebol”

Nel 2024 il rapporto tra Sinner e Cahill si fortifica anche perché scoppia il “caso Clostebol”. È l’anno delle vittorie di Australian Open e US Open, della vetta del ranking raggiunta, ma anche delle accuse che piovono su Sinner, chiamato a difendersi nel momento più complicato della sua carriera. Cahill è fondamentale nel proteggere Jannik dalle pressioni esterne, aiutandolo a rimanere concentrato e ricordandogli di non aver fatto nulla di sbagliato. Eppure, nel raccontare quei momenti, Cahill ribalta quasi i ruoli rivelando che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, Sinner fu il primo a mantenere la calma nella tempesta, guidandoli fuori dalla vicenda: “In realtà è lui che ha preso per mano noi. Ha sempre pensato che la verità sarebbe venuta fuori, ha trasformato le righe del campo nel suo posto sicuro. Ogni volta che lui può vestirsi da tennis, prendere in mano la racchetta, allora si sente al sicuro perché è il posto che ama”.

L’esame della moto e le “sgridate” da papà

“Papà Darren” però lo rivedi anche quando “ammonisce” Jannik, sempre con il sorriso. Cahill ha più volte scherzato pubblicamente sulle difficoltà di Sinner con l’esame per la patente della moto. In un video diventato virale gli chiese quante volte avesse già tentato di superare la prova, con il tono del padre che prende bonariamente in giro il figlio. Un momento che ci fa scoprire un Sinner diverso da quel “robot” che vediamo in campo: un ragazzo che fuori dal campo ha le sue difficoltà, le stesse di tanti suoi coetanei…

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La scommessa di Wimbledon: “Se vinco, resti”

Gennaio 2025: Sinner annuncia che quella sarebbe stata l’ultima stagione di Cahill nel suo staff, perché il coach australiano aveva deciso di lasciare il circuito per stare più vicino alla famiglia. Arriva Wimbledon, e prima della finale contro Alcaraz, Sinner e Cahill fanno una scommessa. “Se avessi vinto Wimbledon, avrei deciso io se a fine anno lui doveva restare oppure no”, raccontò Sinner. Jannik vince e… ha il destino professionale del suo allenatore nelle proprie mani. Poi, dopo la vittoria, spiega anche perché vorrebbe avere ancora Cahill al proprio fianco: “Ho sempre cercato una persona onesta, che mi dia tanto non solo in campo, ma anche fuori”.

Sinner perde al Roland Garros e mangia un barattolo di caramelle

A Parigi, nel giugno 2025, Sinner perde contro Alcaraz una finale del Roland Garros incredibile, dopo aver avuto tre match point. Una sconfitta dolorosissima, difficile da digerire. Qualche settimana dopo, Cahill svelò come Jannik si fosse “consolato”, in un modo molto particolare. "Dopo la finale, Jannik doveva andare in conferenza stampa. Lungo il tragitto c'era un vaso di vetro con delle caramelle che i giocatori possono prendere quando escono dal campo. Beh, Jannik ha preso... l'intero vaso. Ha preso l'intero vaso di vetro, con le caramelle! Era stato a dieta strettissima per due settimane e così l'ha buttata via! Nella macchina aveva tutte queste caramelle con sé e tutti noi non riuscivamo a smettere di ridere”.

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La telefonata dopo la sconfitta: “Quando torniamo in campo?”

“Certo, subito dopo una sconfitta Sinner è deluso, come è normale che sia”, ha raccontato Cahill in un’intervista con Matthew Futterman per il suo libro “The Cruelest Game: Chasing Greatness in Professional Tennis”. “Ma già il giorno successivo riceviamo una telefonata: ‘Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo? Qual è il prossimo obiettivo? Cosa dobbiamo migliorare?’ È proprio questo che rende così bello lavorare con lui. Abbiamo parlato tante volte della sua capacità di reagire ai momenti difficili, tornando ogni volta più forte, più preparato e più determinato”

Pizza, barbecue e pisolini

L’episodio delle caramelle non è l’unico svelato da Cahill, al quale piace mostrare “l’album delle fotografie” dei momenti più divertenti del gruppo. Dopo Wimbledon 2025, sui social appaiono così Sinner e Vagnozzi durante una seduta di crioterapia, Jannik che mangia la pizza con il gruppo o che si concede un pisolino tra un allenamento e l’altro, i barbecue tutti insieme, altra “materia” in cui Cahill è un maestro (quando il team si muove, “convivendo”, durante i tornei Cahill si occupa spesso di organizzare grigliate e Sinner ha confessato di aver imparato a farle da lui). E poi c’è il golf…

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La passione (non proprio comune) per il golf

Il golf, dicevamo: grande passione di Cahill, che ha provato a trasmettere a Jannik, salvo prenderlo poi in giro per il suo drive. Perché se con la racchetta in mano Sinner è un fenomeno, quando si passa alla mazza diventa un disastro, come testimonia un video pubblicato su Instagram in cui Jannik spara una pallina da golf in mezzo agli alberi, con Cahill che non trattiene le risate in sottofondo. Cahill “userà” il golf anche per smentire le voci di una rottura con Sinner: lo scorso ottobre, con la foto di una volpe (“simbolo” di Jannik) peluche appoggiata sul suo carrello delle mazze.

Jannik e le carte: “A Las Vegas lo caccerebbero”

Dal golf alle carte, Cahill raccontò quanto Jannik sia competitivo e non ci stia mai a perdere. “Dobbiamo stare attenti quando giochiamo con lui, fa dei giochi di prestigio e ogni tanto sparisce qualche carta. In un casinò di Las Vegas lo caccerebbero subito… e poi non è capace di bluffare, quando sorride capiamo che ha combinato qualcosa”

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"Gran parte di chi sono lo devo a te"

Dopo quattro anni (e cinque Slam, dieci Masters 1000 e due ATP Finals), il rapporto tra Sinner e Cahill arriva al termine. Jannik ha confermato quanto il coach sia stato determinante per la sua crescita con un commovente video pubblicato su Instagram: "Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2022, ero solo un ragazzo italiano pieno di domande. Non mi hai mai dato tutte le risposte, mi hai semplicemente aiutato a trovarle. Sei entrato come uno dei miei allenatori e velocemente sei diventato molto di più: qualcuno a cui potevo credere, qualcuno di cui fidarmi. Un amico. (...) Quello che ricorderò di più non sono i trofei ma quello che c'è intorno: le lunghe ore sul campo di allenamento, i voli, le cene, le risate. Anche i giorni in cui tutto sembrava pesante. Tu eri lì. Sempre. Ho sempre saputo di essere in buone mani. Con te, eravamo più di una squadra. Mi hai insegnato molto, che il tennis è importante, ma non è tutto; che essere un buon giocatore inizia con l'essere una brava persona. E che le cose complicate possono essere semplici. Spero di aver insegnato qualcosa anche a te. Magari... come colpire una pallina da golf! (...) Gran parte di chi sono, come giocatore e come persona, lo devo a te. Di queste cinque stagioni non dimenticherò un solo giorno. Grazie amico, per tutto. È stato un privilegio".
 

IL VIDEO DEL SALUTO DI SINNER A CAHILL

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