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25 settembre 2018

"Libera i cani": come nasce il grido di battaglia dell'Italvolley

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Il segreto della squadra di Blengini è anche nella voglia di fare gruppo degli azzurri, con le "riserve" che hanno dimostrato contro l'Olanda di essere delle armi importanti per la Final Six di Torino. Al grido di battaglia/hashtag "Libera i cani", da un'idea del libero Totò Rossini, ingegnere gestionale...

FINAL SIX: IL CALENDARIO DELL'ITALIA

"Release the hounds", per dirla alla Montgomery Burns. Ma il nostro "libera i cani" ha le sembianze decisamente meno perfide e più atletiche del dispotico padrone dei Simpson: dietro l'urlo di battaglia/hashtag dell'Italvolley c'è la "zampa" di Totò Rossini, libero di Modena e della Nazionale italiana, "riserva" (che brutta parola) di Massimo Colaci. Ma è proprio dai cosiddetti rincalzi che nasce l'idea di coniare il motto che in questi magici Mondiali degli azzurri è diventato virale. "È una sensazione particolare, simpatica - ci spiega Rossini - nel senso che vorremmo giocare in 14, ma giocano in 7... e se veniamo liberati è un po' come i cani al parco, quando vengono sciolti, con la stessa felicità, la stessa aggressività. Ma è anche un modo nostro per divertirci e trascorrere le giornate in hotel".  

Road to the Final Six

Salvatore da Formia è uno dei senatori della Nazionale ed è stato tra i protagonisti della vittoria sull'Olanda, l'ultima delle tre gare disputate al Forum di Assago, che hanno lanciato la squadra di Blengini alla terza fase del torneo e hanno confermato al Ct piemontese di avere in mano alternative importanti ai titolarissimi. Candellaro, Randazzo, Baranowicz, Cester, Maruotti, Nelli e appunto Rossini non hanno fatto rimpiangere per una sera le stelle Zaytsev, Giannelli, Juantorena che - presumibilmente - riprenderanno il loro posto nelle Final Six di Torino. Al Pala Alpitour, gli azzurri - inseriti nel Pool J -  affronteranno la Serbia (il 26) e la Polonia (venerdì 28) per "azzannare" l'obiettivo della semifinale e trovare così una tra Brasile,  Russia e Stati Uniti, sorteggiate nell'altro gironcino (chiamalo gironcino).   

L'Ingegnere e lo Zar

L'anno scorso Rossini si è laureato in Ingegneria gestionale all'Università di Modena e Reggio Emilia con la tesi dal titolo "Analisi dell'efficienza biomeccanica di uno sportivo professionista", ma ha studiato bene anche la sua teoria del "libera i cani", a livelli quasi scientifici, altro che l'Ingegner Cane di gialappassiana memoria. Relatore speciale Ivan Zaytsev, che ha spiegato nei dettagli la dottrina: "I cani randagi sono incazzati e vogliosi di giocare - aveva raccontato lo Zar dopo la vittoria sulla Finlandia - perché la forza di un gruppo è anche quella di dimostrare che si ha voglia di spaccare il mondo, di fare sempre la differenza, anche per pochi minuti. Io ho avuto la fortuna di non stare spesso in panchina, ma so che è antipatico star lì ad aspettare la tua chance". 

Il cane Alpha

Per arrivare al colpo di genio, una sorta di MVP eletto dallo spogliatoio, come svela capitan Zaytsev: "Lo chiamiamo Cane Alpha, è quello che entra in partita e diventa decisivo, ogni volta potrebbe venirne fuori uno nuovo. Un trucco per tenere alta la rivalità nella squadra". "Eccellente" direbbe il signor Burns, 110 e lode!

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