Julio Velasco presenta a Sky l'Europeo dell'Italia alla vigilia dell'esordio. Il ct invita a non sottovalutare nessuno: "Non ci sono più squadre materasso, bisogna saper staccare". Spazio anche alla scelta di Antropova come schiacciatrice, la curiosità sui libri regalati alle azzurre come "modo per ringraziarle" e lo "sport di internet". Gli Europei sono in diretta dal 21 agosto al 6 settembre su Sky e in streaming su NOW
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La Svezia nel destino europeo di Velasco. Torno a Stoccolma 1989, e faccio un piccolo passo indietro, ma non piccolissimo. Che ricordi le scatena ritornare qui?
"Ho trovato il responsabile stampa di quell'anno che è venuto a presentarsi dicendomi: "Non si ricorda di me?". Io onestamente non mi ricordavo. Per noi, in quel momento, è stata la prima grande vittoria con quella Nazionale. Ricordo soprattutto la finale perché il palazzetto era stracolmo, tutti a tifare per la Svezia e noi abbiamo vinto. Poi abbiamo cominciato a vincere, però il primo oro è stato meraviglioso. Adesso la situazione è diversa e poi non si giocano le finali qua, quindi questo è un Europeo particolare".
Ecco, ma proprio questo essere itineranti, quanto effettivamente può essere complicato oppure può aiutare?
"No, aiutare non aiuta però siamo in buona compagnia nel senso che tranne la Turchia che aspetta tutti là, gli altri viaggiamo. Però, noi sulle cose che non possiamo cambiare non ne parliamo proprio. È come il fuso orario: a volte mi dicono 'Ma come fate con il fuso orario?'. Non ne parliamo, non si può fare niente. Non è questo il caso, no? Qua siamo in Europa, però nella VNL siamo passati da Brasilia alle Filippine e dalle Filippine alla Cina, ormai ci adattiamo e basta".
Che Europeo si aspetta?
"Mi aspetto, intanto un Europeo lungo. Credo sia importante per le ragazze saper gestire anche il tempo libero e riuscire a staccare. Perché a volte, per la troppa motivazione, si rimane sempre attaccati alla presa elettrica e si arriva alla fine distrutti perché è troppo lungo. Quindi bisogna saper utilizzare il tempo libero, che sia fare un gioco, leggere, telefonare a casa o fare una passeggiata, ma l'importante è staccare. In questo modo, quando ci si allena lo si fa al massimo, e quando non ci si allena e non si gioca, si staccano le spine.
Questo non è così semplice per molti atleti: ci sono quelli che fanno fatica ad accendersi ma ci sono anche quelli che fanno fatica a staccare. E poi sto attento a non sottovalutare nessun avversario. Non credo ci sia questo pericolo perché le ragazze sono molto brave, però ci può sempre essere la sorpresa: una giocatrice avversaria magari meno conosciuta che ci mette in difficoltà. Se ci mette in difficoltà Vargas o Bošković o quelle giocatrici lì, uno se lo aspetta ed è normale; il problema è se ci mette in difficoltà una che non conosciamo. E questo succede perché in ogni torneo nasce una stella e può essere che nasca un'avversaria che oggi conosciamo poco e che poi fa un partitone. Dobbiamo essere pronti a questo. Io sto molto attento a queste cose. Poi come sarà non si sa, bisogna giocare partita dopo partita".
Può essere una delle sue ragazze, una delle stelle?
"Ma noi le nostre le conosciamo. Il problema è quando non le conosciamo. Salta fuori una che uno non conosce, no? Come il Pelé del '58 che aveva diciotto anni. Sono cose che ogni tanto succedono se non si conosce l'avversario. Anche se ci conosciamo molto nell'ambiente, ci sono dei giovani nuovi, e quindi bisogna stare attenti perché non si sa mai"
Come sta la sua squadra?
"Bene, bene. Ci sono piccoli malanni, ma quelli ce l'hanno tutti perché giocano tanto tra club e nazionale. Questo è uno sport esplosivo, di salto molto violento dal punto di vista dei microtraumi. Non c'è il contatto fisico però è molto traumatico, un po' come si vede anche nel tennis dove i giocatori hanno sempre piccole cose, però le stiamo gestendo bene. Loro sono molto motivate e si stanno allenando bene"
Ieri abbiamo incontrato Antropova e le abbiamo fatto quella domanda legata alla convocazione, al fatto che era tra le schiacciatrici. Innanzitutto la prima cosa che mi ha colpito è stata come gliel'ha comunicato: "giochi in posto quattro". È andata proprio così come ci ha raccontato lei?
"Ma sì, nel senso che io non faccio molti giri di parole. Le ho spiegato la decisione che avevamo preso nella pausa dei due o tre giorni di riposo. L'infortunio di Omoruyi un po' ci ha cambiato i programmi perché avevamo bisogno, oltre a Miriam Sylla, di avere un'altra schiacciatrice più d'attacco. Non avendo lei eravamo un po' scoperti su quel fronte. Avevo provato con Kate in posto quattro perché non c'era un'altra possibilità, dato che Miriam bisognava lasciarla un po' tranquilla, e ha funzionato. Allora abbiamo deciso. Ma lei è sempre al servizio della squadra da quel punto di vista, è una ragazza strepitosa. Mi ha detto: "Ditemi di cosa c'è bisogno e io lo faccio". Adesso speriamo che la cosa funzioni. Io sono convinto che funzionerà. Dobbiamo coprirla in alcuni momenti e aiutarla, ma è una giocatrice molto versatile che impara velocemente".
Quindi immediatamente dalla Croazia si comincia così?
"Sì. Non è detto che poi giocherà sempre, perché ci sono troppe partite e per alcune giocatrici è meglio non giocarle tutte. Vediamo. Però noi abbiamo un piano A, un piano B e un piano C a seconda delle circostanze".
E quindi queste prime cinque partite, quelle del girone, potrebbero servire anche per provare il piano A, piano B, piano C?
"Non lo so, perché il piano A va provato molto. Per esempio, Miriam non voglio che giochi tutte e cinque le partite. Sta bene, ma sappiamo che le sue ginocchia vanno gestite. Anche Antropova spende molto in un ruolo nuovo anche dal punto di vista nervoso, però giocare per lei in un ruolo nuovo secondo me va bene, sono diverse partite che le serviranno. Vediamo come si mettono le partite. Se si mettono palla su palla non faremo nessun tipo di esperimento però abbiamo otto cambi e quindi possiamo gestire certe cose".
Il girone come lo valuta? A partire proprio dalla Croazia, ma poi anche tutte le altre avversarie che affronterete
"Sono mescolate squadre di prima fascia, seconda fascia e terza fascia, com'è normale che sia però non bisogna fidarsi mai. Questo è un giochino in cui siamo simili al tennis, no? Ma lo vediamo anche da quello che è successo nel mondiale di calcio: magari dici "Ah, con queste squadre sarà noiosissimo" e poi invece mettono in difficoltà squadre super blasonate. Lo sport oggi è "lo sport di internet" come dico io. Una volta non si conosceva come giocavano le grandi squadre. Oggi si sa tutto, i ragazzini quando fanno uno sport guardano i video di tutto il mondo, si fanno un'idea sulle diverse tecniche anche da soli, senza gli allenatori. Quindi non ci sono più squadre materasso, bisogna giocare sempre".
Il percorso poi come potrebbe essere? Vogliamo già guardare oltre, quali potrebbero essere quelle big che magari sono studiatissime?
"Io non lo faccio, lo lascio a Barbolini e Cichello. Non ho l'abitudine né mi piace farlo, preferisco andare partita dopo partita. Loro invece hanno tutto pronto, sanno già con chi possiamo incrociarci. Addirittura Barbolini andrà a Istanbul due giorni prima. Io sono molto focalizzato sulla mia squadra, ci dividiamo i compiti: loro sono più concentrati sugli avversari, non che io non li guardi, ma mi occupo molto di più di noi, mentre loro si occupano approfonditamente degli altri".
Prima ha citato la lettura che potrebbe essere anche uno dei momenti di svago delle ragazze. È inevitabile tornare sulla consegna dei libri che ha fatto...
"Loro sono grandi lettrici, quasi tutte, alcune moltissimo, le vedo sempre con un libro in mano. Questa cosa l'avevo già fatta con i maschi nel novantaquattro. Ho sempre avuto l'abitudine di regalare libri; d'altronde cosa si regala? Una buona bottiglia di vino? Una maglietta, che poi magari non piace o non va bene la taglia? Una volta si regalavano le musicassette o i CD, oggi non si regalano più".
E com'è andata questa consegna?
"Loro mi hanno chiesto cosa leggessi io, e allora mi è venuta l'idea. È stato un regalo per ringraziarle, non per farle pensare o per fare il maestro con un messaggio, come è stato detto. È stato un regalo di riconoscenza, ci ho messo la mia firma e la data, perché loro mi hanno dato tantissimo. È un regalo di riconoscenza attraverso la letteratura che a me è piaciuta nella vita, sono tutti libri che ho letto e che ho cercato di regalare a seconda dei loro gusti, delle loro caratteristiche o della loro storia. Ad esempio, a una ragazza che ha la mamma cubana ho regalato un autore cubano che a me è piaciuto molto. Poi non so se le piacerà il libro, non starò lì a chiedere come se fossi il professore di italiano che controlla se hanno letto il libro in vacanza. Se non lo leggono va bene lo stesso, credo molto che i libri si prendano se ispirano, altrimenti si lasciano lì; magari li prenderanno in mano tra qualche anno. È come la musica: o ti prende o non ti prende, non c'è obbligo".
E nella sua playlist cosa c'è?
"Nella mia playlist c'è di tutto. Ho moltissime playlist perché mi piace un po' tutta la musica. Dal pop al tango, al jazz, alla musica classica, alla musica latinoamericana... Dipende dai momenti e scelgo cosa ascoltare".
Approfondimento
Velasco ha regalato due libri a ogni giocatrice
Io ricordo di averla vista ballare dopo la vittoria dell'oro olimpico a Casa Italia...
"Sì, a me piace molto. Non ho molte opportunità per farlo, però sì, mi piace".
L'ultima curiosità: c'è una fotografia virale sui social network, ovunque, di lei che fa un piegamento. Ma come mai si è messo a farli?
"Perché le ragazze dovevano fare dei piegamenti di tenuta, no? Uno da dieci secondi, uno da sette secondi... Allora io, per motivarle, mi sono messo a farli anch'io. Ma non è una cosa così difficile... Non è che ne ho fatti dieci di fila: ne ho fatto uno, poi alla fine ne ho fatti otto, ma con un recupero nel mezzo. Anche qualche anno fa con i maschi li sfidavo per motivarli quando c'era qualcuno che quando li faceva sembrava che stesse sollevando il mondo. Dicevo: "Dai che non è così difficile". Adesso non riesco a farne tanti di fila, ho bisogno di una pausa tra uno e l'altro".