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10 maggio 2017

NBA, che partita! Gli Spurs vincono all’OT gara-5: è 3-2 sui Rockets

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I San Antonio Spurs vincono gara-5 110-107 al supplementare, nonostante un Kawhi Leonard limitato nel secondo tempo a causa di un infortunio alla caviglia sinistra. Non basta a Houston la tripla doppia di James Harden (33 punti, 10 rimbalzi, 10 assist), che si fa stoppare da Manu Ginobili sul possesso decisivo

La stavamo aspettando ormai da dieci giorni. Dopo quattro sfide terminate rispettivamente con 27, 25, 11 e 21 punti di scarto, è finalmente arrivata la partita cruciale della serie, rimasta in equilibrio fino alla fine e vinta all’overtime dagli Spurs 110-107 al termine di un secondo tempo sofferto, passato quasi sempre a inseguire i Rockets prima di piazzare la zampata nell’ultimo minuto dei tempi supplementari. Una sfida decisa dai veterani di una squadra che strada facendo ha perso anche Kawhi Leonard, atterrato sul piede di Harden a metà terzo quarto e ritrovatosi con la caviglia sinistra malconcia; un problema che ne ha limitato l’impiego per tutto il secondo tempo, in un match chiuso dal numero 2 con 22 punti, 15 rimbalzi e 4 assist. L’ultimo minuto di gioco invece è stato il palcoscenico ideale per Danny Green, autore nei precedenti 52 minuti di partita di 9 punti raccolti grazie a un modesto 3/9 al tiro, rimpinguato però da due canestri per ben 7 punti messi a segno quando più contava nel finale. Bersagli decisivi che hanno portato i texani avanti di tre punti a 15 secondi dal termine.

La giocata decisiva firmata Manu Ginobili

Un vantaggio da preservare a tutti i costi, anche dopo la palla a due alzata in area Spurs e finita nelle mani di Ryan Anderson. Ci si accoppia come meglio si può in quei casi e così sull’ex giocatore dei Pelicans finisce Ginobili, con il numero 3 dei Rockets pronto subito a recapitare il pallone nelle sapienti mani di Harden: i 33 punti, 10 rimbalzi e 10 assist messi a referto dal Barba in 43 minuti di gioco infatti sono soltanto l’ennesima conferma che quella responsabilità è giusto che se la prenda lui. L’argentino ex Virtus Bologna lo sa bene e quando Anderson porta il blocco per forzare il cambio per liberare Harden dalla morsa di Jonathon Simmons, Ginobili lo accetta più che volentieri, convinto di poter restare accoppiato al meglio con il probabile MVP di questa stagione. Harden lo punta come un torero, a testa bassa. Sbraccia un pochino per creare quel minimo di separazione che gli permette di mettere palla a terra e partire in palleggio. Un attimo dopo Ginobili è già battuto mentre il numero 13 di Houston ha tutto lo spazio di fronte a sé per prendersi la tripla. Simmons finta un aiuto, ma poi ritorna prontamente ad accoppiarsi con Gordon e per il Barba sembra essere giunto il momento della verità: segnare e spedire la sfida al secondo overtime oppure sbagliare e lasciare gara-5 agli Spurs. C’è una terza opzione, che in pochi ormai considerano: che il playmaker argentino, battuto dal palleggio, arrivi da dietro stoppando in maniera perfetta il pallone, rischiando come solo un giocatore incosciente come lui può fare di regalare tre tiri liberi a una macchina di canestri dalla lunetta. A Ginobili non sono mai piaciute le mezze misure e così, per l’ennesima volta nella sua lunga carriera, il rischio alla fine paga e la sua è la giocata più bella fino a questo momento dei playoff 2017 - la quarta stoppata su un tiro decisivo nei secondi finali di partita dopo quelle rifilate a Ray Allen, Kobe Bryant e Kevin Love. James Harden almeno è in buona compagnia.

La stoppata decisiva di Manu Ginobili su James Harden

Senza Leonard, in difesa ci pensa Simmons

Anche prima dell’epilogo deciso dalla stoppata di Ginobili, la partita è stata viva, combattuta e sofferta da entrambe le parti, con coach D’Antoni che decide di provare il tutto per tutto lanciando in quintetto Eric Gordon, principale candidato al premio di miglior sesto uomo dell’anno in lotta con Patty Mills, la mossa con cui risponde Popovich nel suo schieramento titolare per far fronte all’assenza di Tony Parker. L’aborigeno risponde con 20 punti (uno dei sei giocatori in doppia cifra per i nero-argento) e il canestro della vittoria allo scadere dei 48 minuti di gioco. Talmente tanto allo scadere da scagliare la palla prima contro il tabellone e poi in fondo alla retina fin troppo tardi, quando la luce rossa era accesa già da qualche decimo. Un tiro finito nelle sue mani e non in quelle efficaci di Kawhi (4/7 nei canestri allo scadere per lui negli ultimi due anni) perché gli Spurs sono costretti a fare a meno del loro miglior giocatore per tutto il finale di gara. Un problema soprattutto in attacco, visto che in difesa San Antonio può consolarsi con un super Jonathon Simmons, asfissiante in marcatura su Harden e decisivo sulle sorti del match. Con lui alle calcagna infatti il Barba rovina i primi tre quarti e mezzo semi-perfetti di gara, chiudendo il clutch time con soli 4 punti segnati (tirando 1/6 dal campo) e un solo assist a fronte di 4 palle perse, tutte arrivate quando Simmons era l’avversario primario che si prendeva cura di lui. Alla fine il quintetto è tutto da inventare per Popovich, ma è un esperimento che funziona alla perfezione; di quelli che bastano per andare a giocarsi il primo match-point a Houston.

L'assist più bello della notte invece è quello regalato da James Harden a Clint Capela

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