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17 giugno 2017

NBA Draft, Boston scambia la prima scelta assoluta con Philadelphia

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Celtics e Sixers hanno ufficialmente trovato un accordo per uno scambio che porta la prima scelta assoluta (Markelle Fultz?) a Philly in cambio della scelta numero 3 (Josh Jackson?) e la prima 2018 dei Lakers con delle protezioni molto particolari. Scopriamo assieme le motivazioni dello scambio

di Dario Vismara

La NBA non si ferma mai — anzi, semmai, nel momento in cui suona l’ultima sirena della stagione ne comincia immediatamente un’altra, quella definita come off-season. La prima tappa di questo lungo periodo che va da metà giugno a fine settembre, quando le squadre si ritrovano per i training camp, è il Draft. E si sa, la notte del Draft è anche un’occasione d’oro per dare inizio al mercato che imperverserà nei primi 10 giorni di luglio, uno dei periodi più frenetici dell’anno con l’apertura delle firme ai giocatori senza contratto. Per la off-season 2017 si parte subito con il botto: come riportato per primi da ESPN, i Boston Celtics e i Philadelphia 76ers hanno trovato un accordo per scambiare  la prima scelta assoluta di quest’anno ai Sixers in cambio di un pacchetto incentrato sulla scelta numero 3. Secondo quanto riportato da The Vertical, i Sixers spediranno anche la prima scelta 2018 dei Los Angeles Lakers, con protezioni 1 e 6-30 (ovverosia: se dopo la Lottery la scelta sarà compresa tra la 2 e la 5 andrà a Boston, altrimenti i Sixers la terranno). Nel caso in cui la scelta 2018 non venga spedita, i Celtics riceveranno la scelta più favorevole nel Draft 2019 tra quella dei Sixers e quella dei Sacramento Kings (i cui diritti sono detenuti da Philly), ma in nessun caso sarà la prima scelta assoluta: se i Sixers vinceranno la lottery con una delle due scelte, spediranno a Boston quella meno favorevole. È dato praticamente per scontato che Philadelphia poi usi la first overall pick per chiamare Markelle Fultz, talentuosissima guardia da Washington University (che vi abbiamo raccontato nel dettaglio qui) la quale andrebbe a formare un terzetto di incredibile prospettiva con Joel Embiid e la prima scelta dello scorso anno, Ben Simmons. I Sixers hanno già effettuato dei test fisici su Fultz - giusto per togliersi gli ultimi dubbi, visto che lo hanno già avuto ospite a bordo campo durante la scorsa stagione - ma la decisione sembra ormai presa: il Process ha bisogno di un’accelerata, e Fultz è visto come il complemento perfetto per una squadra che vuole costruire in fretta il proprio futuro. L'accordo pare in fase talmente avanzata che Zach Lowe di ESPN ha dichiarato che lo sorprenderebbe se la trade non andasse in porto.

La trade dalla parte di Boston

Non succede spesso che una squadra decida di fare “trade down” (cioè scambiare la propria scelta per una più bassa, ottenendo ulteriori asset come scelte o giocatori) quando si ritrova in Top-5, e ancor di meno quando ha la prima scelta assoluta — che notoriamente è la più grande occasione per assicurarsi un giocatore in grado di cambiare la storia di una franchigia. I Celtics però hanno costruito le proprie fortune negli anni ’80 proprio grazie a uno scambio del genere: nel 1980 scambiarono la prima scelta assoluta con i Golden State Warriors (che poi scelsero Joe Barry Carroll) ricevendo non solo la scelta numero 3 con cui presero Kevin McHale, ma anche Robert Parish, colonna in mezzo all’area di tutte le squadre vincenti di Boston in quella decade. Non capita spesso che da uno scambio del genere si ricevano due Hall of Famer, ma il ragionamento per Danny Ainge non è molto dissimile: se, come sembra, i Celtics non sono particolarmente intrigati dall’inserimento di Fultz di fianco a Isaiah Thomas, pare invece che siano molto interessati a una delle ali che possono trovare attorno alla 3, che sia Josh Jackson (il quale piace molto anche ai Lakers, possessori della scelta numero 2), Lonzo Ball o Jayson Tatum. La vera differenza la farà però la decisione su come utilizzare tutte le scelte a disposizione: Ainge pare che sia alla ricerca di multiple scelte di grande prospettiva da poter utilizzare o per scegliere ulteriori giocatori oppure inserendole negli eventuali scambi, come quelli sognati per Jimmy Butler o Paul George. Le due scelte inserite nell'accordo dai Sixers (quella dei Lakers nel 2018 e, eventualmente, quella dei Sacramento Kings nel 2019 senza protezioni) farebbero gola a chiunque. Soprattutto, la differenza di salario tra la prima e la terza scelta di quest’anno permetterebbe ai Celtics di “creare” ulteriore spazio (1,38 milioni) sotto al salary cap per inserire un contratto al massimo salariale a Gordon Hayward, il grande obiettivo dell’estate.

La trade dalla parte di Philadelphia

È evidente che i Sixers siano convinti che Fultz possa essere il miglior complemento possibile per Embiid e Simmons, anche se questi ultimi due devono ancora giocare un minuto assieme dopo i noti problemi fisici di entrambi. Un complemento talmente perfetto da valere il sacrificio di diversi asset preziosissimi oltre alla numero 3, perché comunque le scelte di Lakers e Kings hanno enorme valore sul mercato (dato che non erano nemmeno protette). Però Fultz è un talento speciale, si inserisce perfettamente nel percorso di crescita di Philadelphia, può coesistere in campo con Simmons (cedendogli anche il pallone perché ha doti di tiro dalla lunga distanza) e può essere uno straordinario partner di pick and roll con Embiid per diversi anni a venire, rendendo Philly una destinazione interessante anche per i free agent se le cose dovessero andare per il verso giusto. Trovare una stella è uno degli obiettivi più difficili da conseguire per una franchigia, e nessun giocatore in questo Draft ha più potenziale da All-Star di Fultz: il costo è alto, ma se i Sixers ne sono convinti, allora hanno tutto il diritto di spendere tanto per un talento del genere.

Markelle Fultz in giro per New York per la Lottery

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