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11 febbraio 2017

Italrugby, che batosta: manifesta inferiorità

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La peggior sconfitta di tutti i tempi contro gli irlandesi, l'impressione che non ci sia mai stata partita. All'Olimpico gli azzurri sono stati dominati in tutte le fasi, nonostante abbiano fatto il massimo. Da dove si può ripartire?

di Francesco Pierantozzi

Manifesta inferiorità. La peggior sconfitta di tutti i tempi contro l’Irlanda (10-63), l’impressione che non ci sia mai stata partita. Una giornata per l’Italia passata a placcare, dal primo all’ultimo minuto, con pochissime palle in mano e 9 mete subite, 3 di CJ Stander, sudafricano equiparato, irlandese per residenza e man of the match, e 3 di Gilroy, entrato nel secondo tempo. E la notizia peggiore… senza errori clamorosi, tipo placcaggi mancati o sbagliati! Dominati in tutte le fasi.

Insomma gli azzurri hanno fatto il massimo, lottato ma sono lontani da questo standard, da questo livello. Cosa si può fare? Da dove si può ripartire? Prima di tutto dalla consapevolezza che dobbiamo alzare lo standard di fitness, di preparazione fisica… Cosa che ha fatto anche Eddie Jones in Inghilterra, di fronte a campioni con altro nome che giocano in Premiership, e cosa che si può fare a prescindere dalle qualità tecniche.

Zebre e Benetton sono abituate, purtroppo, a perdere nel Pro12 e nelle coppe europee, difficile cambiare atteggiamento perché si è nel Sei Nazioni, meglio forse fare una sola franchigia con i pezzi migliori per assaggiare la vittoria un po’ più spesso. Poi mettere in discussione qualunque posto in squadra, nessuno deve pensare che la maglia azzurra sia comunque sua, piuttosto si fanno giocare i giovani costruendo per il futuro, tanto perdere per perdere… E sperare che il risultato dell’under 20 azzurra contro quella irlandese (sconfitta con un solo punto di scarto, 26-27 a Prato) significhi qualcosa. E se un palo non avesse stoppato la trasformazione di una meta… Manifesta sfortuna. Per un rugbista cambia poco, la sconfitta è inaccettabile comunque, ma c’è sempre una partita da giocare, la prossima!

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