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Khabib, massima solidarietà da Putin: "Avremmo fatto tutti come te"

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Accolto come un eroe al ritorno in Daghestan, il campione dei pesi leggeri UFC è stato ricevuto ad Ulyanovsk dal Presidente russo insieme al padre Abdulmanap. Massima solidarietà nei confronti di Khabib: "Hai raggiunto l'obiettivo principale, chiederò a tuo papà di non punirti troppo severamente"

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Critiche a non finire negli Stati Uniti, massima solidarietà al suo ritorno in Russia. Il personaggio del momento non può che essere Khabib Nurmagomedov, celebrità nel campo delle arti marziali miste dopo l’incontro vinto alla T-Mobile Arena di Las Vegas nel main event di UFC 229. Nient'altro che l'ennesimo verdetto in carriera a favore del 30enne daghestano, 27 vittorie in altrettanti match, un dominio assoluto nella UFC macchiato dalla rissa dopo aver battuto il rivale Conor McGregor. Un caos anticipato dalle provocazioni della superstar Notorious, vicenda che ha causato l’indignazione del presidente dell’organizzazione Dana White sconfinando nel rischio di multe e sospensioni per entrambi i fighters. La Commissione Atletica del Nevada ha presentato infatti una denuncia contro Khabib, reo di essere uscito dall’ottagono e aver scatenato un combattimento con Dillon Danis (compagno di team dell’avversario) mentre alcuni partner dello staff (Zubaira Tukhugov su tutti) s’introducevano all’interno della gabbia attaccando McGregor. In attesa di provvedimenti ufficiali, Nurmagomedov si è prestato a battute nei confronti dell’irlandese ("Provo disagio per te") non prima di essersi scusato (ma non pentito) per la rissa scatenata a Las Vegas. Tornato in Russia con la cintura del titolo, Nurmagomedov è stato accolto come un eroe nazionale.

Ben 10mila tifosi hanno abbracciato il campione UFC all’Anzhi Arena di Makhachkala, capoluogo del Daghestan dove è originario l’invincibile Khabib, festa popolare che ha scatenato l’entusiasmo dei sostenitori di "The Eagle". Da Kaspijsk (18 chilometri nel cuore daghestano) ad Ulyanovsk, dove Nurmagomedov in compagnia del padre Abdulmanap è stato ricevuto da Vladimir Putin. Il Presidente della Federazione Russa ha solidarizzato con il proprio connazionale per la sua reazione al termine del combattimento nella gabbia: "Se veniamo attaccati dall’esterno, potremmo saltare (fuori dall’ottagono, ndr) allo stesso modo", pur aggiungendo che "è meglio non raggiungere quel livello". Già anticipata la dura punizione promessa da Abdulmanap, padre e allenatore, il fighter daghestano ha incontrato nuovamente il sostegno di Putin: "Gli chiederò di non punirti troppo severamente perché hai raggiunto l’obiettivo principale, degno e convincente". Insomma, nessuna stoccata all’indirizzo di Nurmagomedov dal futuro incerto: detto dei provvedimenti attesi negli Stati Uniti, "The Eagle" potrebbe essere inserito in una rivincita con McGregor come affermato da Dana White. Il presidente della UFC non può che essere attratto dal record d'incassi pari a due milioni di dollari registrato nel main event della T-Mobile Arena, l’incontro più importante di sempre nell’universo delle MMA.