New York stretta per Chamizo: "Olimpiade lontana"

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Anna Maria Di Luca

Bronzo a Rio 2016, argento al Mondiale 2019 e quarto oro agli Europei di Roma, l'atleta dalla doppia cittadinanza ha aspettato per 4 anni l'arrivo di Tokyo 2020, il Coronavirus gli ha rovinato tutti i piani

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Frank Chamizo, era volato negli States per un periodo di vacanza, prima di tornare e finalizzare la preparazione per Tokyo 2020. La qualificazione in tasca  insieme al quarto titolo europeo, l'azzurro di origini cubane era tranquillo. Avrebbe avuto finalmente la chance di riscattare quel bronzo conquistato a Rio de Janeiro nel 2016 che gli è sempre stato molto stretto. In un bel loft a New York, coccolato dagli amici ed in compagnia di altri campioni pregustava già la possibilità di salire sul podio più alto.  Gli Stati Uniti si sono mossi tardi per arginare il Coronavirus, l'emergenza è scoppiata dopo che in Italia e, mentre Frank era già a New York , è stata proclamata la pandemia.

Come stai vivendo la situazione a New York,  il lockdown viene osservato?

"Sono arrivato qui più di un mese fa, era ancora tutto tranquillo. Ora la città è deserta, io sono solo a casa. Sì, il lockdown, abbastanza, viene rispettato, rendendo tutto irreale come in un film ed invece è la realtà".

Lì dove sei ti senti protetto?

"Finché resto a casa, sì, protetto da me stesso, dipende molto da noi. Osservo tutti i consigli, mi lavo le mani spesso, sono molto attento anche ai vestiti che uso, esco solo per  prendere un caffè e poi torno a casa, dove mi alleno un po’, sistemo le cose, guardo film e serie, dormo…  Non è facile per me, sono uno che ha bisogno di scaricarsi.  Faccio esercizi a corpo libero, molto cardio, devo smaltire, sono sopra già di 5 kg.  Certo ora l’Olimpiade è lontana, luglio2021".

Come hai preso la notizia?

"Quando mi ha chiamato il mio manager e mi ha detto che era stato deciso come data il 23 luglio 2021, sono andato in paranoia, la cosa mi ha sconvolto. Ho reagito male, sono sincero, devo dirlo. Un anno è davvero troppo, noi atleti che puntiamo ai Giochi Olimpici procediamo a quadriennio, e non è vero che,  come dice qualcuno, a questo punto si ha più tempo per la preparazione. No, dovremo ricominciare d'accapo ogni cosa, un professionista lo sa."

A che punto eri arrivato con la preparazione?

"Quasi al top, ho cercato di fare una preparazione  equilibrata per arrivare gradualmente al top della forma e pronto per Tokyo. Ad Ostia quando a Febbraio ho vinto l’Europeo ho capito che c’ero quasi. Mi mancava solo l’ultimo step per completare, poi all’improvviso è cambiato tutto. Sono già qualificato, ho guadagnato il pass vincendo l’argento al Mondiale 2019. Ero tranquillo e concentrato. Sono venuto a New York per un breve periodo di vacanza, ed ora devo stare qua. La salute però viene prima di tutto e so che per  il Cio non è stata una decisione facile".

Non vedevi l'ora, dopo 4 anni,  di puntare finalmente all'oro, dopo il bronzo a Rio 2016

"Diciamo che stavo pregando per avere la seconda occasione quest’anno".

A Cuba hai tutta la famiglia, come stanno vivendo questa terribile pandemia?

"Loro stanno bene, ma la situazione è drammatica ovunque, hanno paura. E’ difficile trattenere a casa mia nonna, lei vuole uscire ma glielo impediamo".

Una squadra di medici cubani è arrivata in Italia a dare una mano

"Ho visto e mi sono sentito orgoglioso, a Cuba ci sono medici molto bravi e sono contento che possano aiutare noi italiani".

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