Malagò: "56% società non ripartite, governo ci ascolti. Tra Coni e Figc serve sintonia"

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Dalla 20^edizione della LUM European Week, Malagò e Gravina lanciano il grido d’allarme: lo sport è in grande difficoltà. “Dopo la pandemia”, ha sottolineato il presidente del Coni, “tante società si scioglieranno come neve al sole"

"Il 56% società sportive non è ripartito e l'8% ha già dichiarato che non ripartirà. E' uno dei temi centrali del mio programma: quell'8% è un numero inquietante, di quel 56% bisogna fare in modo che riaprano tutte. Per strada non vogliamo lasciare nessuno, con una totale sinergia e sintonia del nostro mondo nel fare richieste e il

governo che le dovrà accogliere. Questo è l'obiettivo, mai come in questo momento serve unità di intenti". Sono le parole del presidente del Coni a margine del primo appuntamento della Lum European Week in corso al salone d'Onore del Coni.

Malagò: "Con calcio nostro mondo è più forte, serve sintonia"

"Penso che chi mi ha preceduto nel passato ha sempre cercato e voluto un dialogo tra il Coni e la Federcalcio per ovvi motivi. Non sarebbe di buonsenso il contrario. Se sei il più compatto e unito e ti presenti in piena sintonia e complicità con il mondo del calcio ritengo sia la cosa più ovvia. Oggi dividersi sarebbe un errore mortale, si

darebbe un aiuto agli interlocutori". Così Giovanni Malagò, sul sostegno politico garantito dal presidente della Figc Gabriele Gravina. Oggi i due erano presenti alla prima giornata della Lum European Week,  l'appuntamento che l'Università LUM- Giuseppe Degennaro dedica alle tematiche di respiro europeo. "E' indispensabile parlare con un'unica voce. Gravina vice presidente del Coni in caso di mia rielezione? Me lo hanno chiesto in tanti a livello privato e oggi lo dico anche in pubblico: non ho preso impegni con nessuno, nessuna cambiale o parole. Mi sembra

sacrosanto vedere prima le risultanze delle elezioni". 

Gravina: "Dobbiamo affrontare emorragia di tesserati"

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Sulla stessa lunghezza d’onda, anche Gabriele Gravina. “Siamo alla vigilia di importanti eventi sportivi che vedranno l’Italia e gli atleti italiani, nel calcio e nel contesto olimpico, protagonisti di una ripresa di attività del nostro movimento. Noi abbiamo inteso -ha aggiunto il presidente della FIGC- dare un segnale, già dalla scorsa primavera, credendo fermamente in un’immediata ripartenza, leggendo lo stretto nesso tra sport, socialità e territorio. Oggi dobbiamo affrontare l’emorragia di tesserati e le difficoltà di migliaia di società, un lascito di questa pandemia, al pari delle devastanti conseguenze economiche. Lo sport deve fare squadra con le altre componenti, sociali e politiche. Per questo stiamo lavorando per calare la nostra azione in tale direzione, ben consapevoli di reclamare attenzioni ma, anche, di essere pronti a fare la nostra parte, contribuendo al traino che serve per la ripartenza”.

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