Mondiali atletica 2019, Michele Antonelli: marcia 50km

Atletica

Valerio Spinella

Il marciatore del G.S. Aeronautica Mil. / Atl. Recanati ha alle spalle una storia tutta da scoprire, che dimostra dove possa portare la determinazione quando si vuole raggiungere il proprio obiettivo

DOHA 2019, IL PROGRAMMA COMPLETO GIORNO PER GIORNO

L'ELENCO DEGLI AZZURRI IN GARA

Una chiacchierata con Michele Antonelli alla vigilia dei Mondiali di Doha. Curiosità, gusti e sogni dell'atleta azzurro.

Nome: Michele

Soprannome: Walkermike o semplicemente Mike

Nato a Macerata, piccola città di 45.000 anime esattamente tra il mare e la montagna, a 15’ da entrambi

il 23/05/1994  (25 anni)

Segno zodiacale: gemelli

Altezza: 1.80

Occhi: marroni

Specialità: 50km di marcia (racewalking)

Record: PB 3h 49’ 07 (coppa Europa 2017) - SB 3h 52 ’03” (coppa Europa)

Il tuo idolo sportivo 

Pietro Mennea

Quando hai capito di avere i superpoteri?

Non credo... anzi sono certo di non avere superpoteri! Sono un ragazzo esattamente come tutti, con mille paure, mille incertezze, mille dubbi... L'unica cosa forse che mi cambia da molti è il particolare vissuto che ho avuto da ragazzo. Già a 14 anni mio papà per farmi capire il valore del lavoro mi mandò a lavorare, d'estate, a fare il giardiniere. Lì restai fino all'età di 18 anni quando ebbi un incidente proprio sul luogo di lavoro: una pala meccanica mi schiacciò provocandomi la rottura del secondo segmento del fegato con un'emorragia interna. Era il 12 luglio 2012. Stetti 72 ore in coma e poi per riprendermi ci misi 6 mesi: è stata la mia più grande benedizione, perché capii che nella vita dovevo fare ciò che amavo e non qualcosa semplicemente per vivere e guadagnare due soldi. Quel lavoro mi ha insegnato il senso del sacrificio, delle difficoltà e ringrazio sempre quegli anni perché mi hanno fatto diventare il ragazzo che sono.

Wow. E ricordi il momento in cui hai realizzato per la prima volta di poterti dedicare da professionista alla tua specialità?

Diciamo che non c’è stato un momento vero e proprio. Dopo l’incidente, come dicevo prima, è stato un crescendo di risultati portati dalla determinazione totale che avevo e che ho nel perseguire il mio sogno: ciò che mi rende felice è marciare e questo è quello che volevo fare di mestiere, quindi è stata una vocazione diciamo da sempre ma che si è rafforzata dopo quell'evento. E da lì in poi anche se ero veramente scarso - e non scherzo, perché oltretutto dopo l'incidente ci misi molto per poter tornare a marciare anche piano - sapevo dentro di me che ce l’avrei fatta perché al contrario di altri io ero disposto a sacrificare tutto.

Quali altri sport segui?

Un po' il ciclismo

Film preferito

Top Gun

Serie tv

Scrubs

Hobby?

Mi piace molto camminare in montagna in pace con la natura

La tua canzone del 2019?

Himalaya cocktail (Gio evan)

Ultimo libro letto

Il potere di Adesso di Tolle

Viaggio dei sogni

India

Frase preferita/motto

Non esistono i talenti, il talento è una scusa inventata da uno che non aveva il coraggio di sacrificare tutto per raggiungere l'obiettivo

Cibo preferito

Riso in bianco (forse perché ormai sono talmente abituato a mangiarlo ahahah)

Un tuo pregio

Determinazione assurda per raggiungere qualcosa che mi interessa

Un tuo difetto

Rimando sempre le cose che per me hanno meno importanza

Una cosa che non sopporti 

Mmh... diciamo che sono uno che sopporta molto, accetta tutto quello che la vita mi pone davanti, se c’è traffico ad esempio lo sfrutto per rilassarmi e magari godermi una bella canzone! Ecco non sopporto veramente tanto le persone che non sono coerenti con se stesse e con gli atteggiamenti che assumono nei contesti che magari variano... preferisco una persona meno conformista ma che esprima sempre ciò che è piuttosto che una persona che si adatta al luogo o alla situazione in cui si trova mutando il proprio essere.

Cosa ti aspetti da Doha?

Venendo da due ritiri agli ultimi due eventi estivi (Mondiali Londra 2017 ed Europei Berlino 2018) il mio obiettivo è realmente finire la gara anche fosse in ultima posizione. Tutto quello che viene dopo sarà tanto di guadagnato. Ma devo mettere un punto alle paure che ho e che si insinuano in me alla vigilia di queste grandi manifestazioni. Ho lavorato tanto. Arriverò al giorno della gara con 6539 km fatti in 11 mesi, credo di essere pronto a superare questo scoglio.

I più letti