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Larissa Iapichino, argento nel salto in lungo ai Mondiali di atletica indoor

Atletica

Ancora una medaglia per l'Italia ai Mondiali indoor di Torun: è l'argento di Larissa Iapichino che nella finale del salto in lungo dà vita a un bel testa a testa con la portoghese Da Sousa, poi oro. Bronzo alla colombiana Linares. "Ho lottato - le parole di Iapichino dopo la gara - anche contro le mie... 'larissate'"

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Larissa Iapichino non delude e regala un'altra medaglia all'Italia: dai Mondiali indoor di Torun torna con un argento al collo, vinto saltando 6.87 al termine di una finale bella e tirata in cui Larissa ha tirato fuori gli artigli nel momento in cui serviva. L'oro alla fine va alla portoghese Da Sousa, con la quale è stato duello fino alla fine. Bronzo per la colombiana Linares, anche lei protagonista di una grande gara. Iapichino non parte forte, 6.49, poi 6.69 e un nullo, con il papà allenatore che borbotta e le dà indicazioni: intanto Linares e Da Sousa volano. Al quinto salto Iapichino piazza l'ottimo 6.84 che la porta in testa, ma per poco: Da Sousa risponde subito con 6.92 e all'ultimo salto il 6.87 di Larissa non basta per il controsorpasso. Per Iapichino un argento che si aggiunge a un oro agli Europei indoor 2025 e all'argento a quelli di Roma del 2024. Il tutto a 23 anni...

Approfondimento

Il medagliere dei Mondiali di atletica di Torun

"Ho lottato ma vorrei smettere di soffrire così"

Per Larissa è "solo" la prima medaglia mondiale, dunque, e sembra incredibile che la vinca solo adesso. "In tutti questi anni ho pensato di avere una sorta di maledizione con i Mondiali - racconta Iapichino a Sky dopo la gara - perché ne succedeva sempre una. Oggi nonostante abbia fatto uno dei miei soliti disastri, ma sono le mie 'larissate' come le definisco io, sono riuscita finalmente a raggiungere questo obiettivo. È mancato poco per l'oro, ma tutto sommato mi sono piaciuta nella seconda parte di gara: ho lottato, sono dovuta andare a prendermi l’argento, poi è sempre questione di centimetri. Gare troppo sofferte? Vorrei smettere anch’io di soffrire così tanto, ma forse è più spettacolare così. A parte gli scherzi, ho dovuto trovare un po’ di feeling, non sono una mattiniera quindi oggi ho dovuto cercare di adattarmi alle condizioni: sono una che inizia a funzionare al 100% da mezzogiorno in poi. Al primo salto non riuscivo neanche a staccare, al secondo ero lontana, al terzo ho fatto nullo... al quarto mi sono detta 'datti una svegliata'". Poi racconta i complimenti arrivati dal papà-allenatore e da mamma Fiona May: "Papà mi ha detto che è fiero e che sono sulla strada giusta, questo è solo l’inizio. Mamma invece mi ha detto 'basta fare gare così, ho un cuore e quasi sessant’anni'. Se sono genio e sregolatezza? Probabilmente sì, sarò un genio a modo mio...".

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