Tortu, l'orgoglio del portabandiera: "Uno dei momenti di cui vado più fiero in carriera"
L'INTERVISTAA poco più di una settimana dall'appuntamento con gli Europei di atletica (dal 10 al 16 agosto in diretta su Sky e in streaming su NOW) il 28enne sprinter azzurro ci ha parlato della sua condizione (con la similitudine dello scalatore) e dell'orgoglio di essere stato scelto come portabandiera per i Giochi del Mediterraneo. E non poteva mancare un focus sul calcio, la sua grande passione
Per dire cosa ha portato il 2026 a Filippo Tortu dovremo aspettare la fine dell'anno, ma se c'è una cosa che possiamo già affermare è che il 2026 è l'anno in cui è Pippo ad aver portato... cose. E anche di un certo livello. Dalla torcia olimpica prima dei Giochi Invernali di Milano-Cortina alla bandiera tricolore che sventolerà tra le sue braccia nella seconda metà di agosto. Sì, perché Filippo sarà il portabandiera azzurro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, un riconoscimento che arriva in un momento particolare della sua carriera, tra infortuni e un Europeo che lo vede ancora in dubbio, nonostante la convocazione tra gli staffettisti.
Pippo, portabandiera a Taranto 2026. Cosa hai provato quando te l’hanno comunicato?
"Ho ricevuto una chiamata direttamente dal presidente Buonfiglio ed è stato uno dei momenti più emozionanti e di cui vado più orgoglioso della mia carriera. Ho promesso al presidente che cercherò di rappresentare al meglio la nostra delegazione, sia in pista che fuori"
Condividerai il tricolore con Irma Testa, un’altra storia di resilienza dello sport italiano. Vi siete già sentiti?
"Per il momento non ci siamo sentiti, ma sicuramente il 21 ci sarà modo per conoscerci meglio, per quanto tra atleti olimpici ci si conosca un po' tutti"
Taranto 2026 cade in un momento particolare della tua carriera. Quanto vale questo riconoscimento proprio adesso e come vorresti rispondere in pista?
"Il modo migliore sarebbe quello di vincere i Giochi del Mediterraneo, anche se non sarà una cosa facile: ci sono tanti atleti di alto livello e penso servirà una prestazione sotto i 20 secondi netti. Quindi sarebbe veramente un grande traguardo, e punterò a quello"
Il 21 luglio hai subito un nuovo infortunio, campionati italiani saltati. Sei comunque nella lista dei convocati della 4x100 per gli Europei, con cui a Roma avevate vinto l’oro per distacco. Obiettivo?
"Sì, sono in lista, però valuteremo giorno per giorno con la federazione: alla fine del raduno decideremo insieme se partirò o meno per gli Europei. In questo momento però penso sia più no che sì. Abbiamo come termine il 4 agosto, come data. E l’obiettivo, che io sia presente o meno nella staffetta, sarà quello di vincere e di confermare il titolo"
A luglio dai 200 metri non sono arrivate le risposte sperate: 20.68 in Austria, 20.64 a Foligno. Come rispondi a te stesso quando vedi questi numeri lontani dal tuo standard?
"Sì, sono state due gare molto complicate, sia per come arrivavo, con un mese di allenamento, che anche per le condizioni che ho trovato. Quindi sono state più difficili del previsto e non sono arrivati i risultati che speravo. So di valere molto meno come tempo, e spero che avrò l’occasione, ai Giochi del Mediterraneo, di fare molto meglio"
Anche ai Mondiali di Tokyo, lo scorso settembre, ti presentasti acciaccato, costretto a dare forfait per la 4x100 dopo aver gareggiato nei 200. In chiave 2027 pensi di rivoluzionare qualcosa in allenamento per prevenire gli infortuni? O di andare a Lourdes?
"No, non penso che rivoluzionerò nulla. Ho lavorato tanto quest’anno, come tutti gli anni della mia carriera, curando la prevenzione degli infortuni, però purtroppo nello sport non c’è la certezza di eliminarli al 100%. Ho lavorato tanto col mio fisioterapista Claudio Lomma, col mio allenatore Salvino Tortu e con il mio preparatore, che è Stefano Serranò. Abbiamo lavorato tanto e bene, e quindi sono anche fiducioso per la prossima stagione"
Domenica scorsa a Firenze, mentre tu eri fermo, un altro Filippo ha corso i 200 in 20.48 e ha vinto il titolo italiano beffando una vecchia volpe come Desalu. Cosa ci dici di Filippo Dezza, che proprio nella settimana di Birmingham compirà 21 anni? L’accoppiata Desalu-Dezza può andare a medaglia agli Europei?
"Filippo mi ha stupito, perché ha fatto una grandissima gara ed è riuscito a fare qualcosa di grandioso, anche perché fa atletica da pochissimo tempo. Io l’ho conosciuto due anni fa, quando aveva praticamente iniziato, e avevo visto che aveva del potenziale, però devo essere sincero, mi ha stupito. E adesso deve stare tranquillo, deve pensare a progredire di anno in anno, e sono sicuro che potrà arrivare lontano. Sia Fausto che lui avranno possibilità di fare bene agli Europei, e lo auguro a entrambi e anche a Longobardi: a tutti e tre i duecentisti"
La 4x100 è il tuo habitat d’elezione, tanto che qualche anno fa tu stesso per scherzare ti eri proposto di correre con un testimone in mano anche le gare individuali. Ma hai mai pensato di tornare ai 100 m, la distanza che ti ha reso il primo italiano ad abbattere il muro dei 10”?
"Non ho abbandonato i 100 metri, li ho sempre fatti, ma non più come gara principale. Adesso la mia preparazione è per i 200 e quindi non ho intenzione di cambiarla, però idealmente anche quest’anno avrei voluto correre i 100. Nel 2025 li ho corsi e anche l’anno prossimo lo farò, quindi non è una specialità che ho abbandonato, diciamo che non è più quella principale".
Come immagini Filippo Tortu tra due anni, alle Olimpiadi di Los Angeles 2028? Non vale dire trentenne.
"Sarebbe la mia terza Olimpiade e sarebbe fantastico, dato che sia l’esperienza di Tokyo che quella di Parigi sono stati i momenti più belli della mia vita. Quindi sarebbe fantastico. Per come mi immagino, penso che sarà la mia ultima Olimpiade e arriverò lì, spero, al top sia della forma fisica che della forma mentale. E cercherò di godermi il più possibile ogni momento di un’Olimpiade, che è qualcosa di speciale".
E sempre nel 2028... speriamo di partecipare agli Europei di calcio: come ti poni sulla nomina del Dt e del ct della Nazionale?
"Sono sicuro che parteciperemo agli Europei del 2028. Conosco molto bene il presidente Malagò, l’ho avuto tanti anni come presidente del CONI, dove i risultati che abbiamo ottenuto parlano per lui. Quindi penso che farà molto bene anche in FIGC. Invece per quanto riguarda la scelta dell’allenatore, Mancini dal punto di vista tecnico non si discute, ma penso che un’altra cosa che non possa essere messa in discussione sia l’amore e l’attaccamento per la maglia azzurra, cosa che lui, andando in Arabia, non ha dimostrato. E quindi non mi è piaciuta la sua nomina".
Ai Mondiali senza Italia per chi hai simpatizzato? Li hai seguiti, cosa ti è rimasto?
"I Mondiali li ho seguiti, ho guardato tutto, anche se non mi hanno entusiasmato parecchio. Tifavo per l’Inghilterra e simpatizzavo un po’ per l’Argentina. La finale sono andato a vederla in un pub argentino e nonostante la sconfitta è stata una bellissima esperienza"
Parliamo della "tua" Juve. Da tifoso, come giudichi finora questo mercato estivo?
"Il mercato non è ancora finito. Io spero che Kolo Muani possa fare meglio di quando è arrivato, potrebbe essere ideale al gioco di Spalletti. Poi, più che Alajbegovic, che è fortissimo, penso che avremmo avuto bisogno di giocatori in altri ruoli. Però io non faccio il direttore tecnico e spero che la stagione possa andare per il meglio".
Un pronostico per la Serie A 2026/27: chi vince lo scudetto?
"Penso che lo scudetto se lo giocheranno l’Inter e il Napoli. L’Inter perché sicuramente è la squadra più forte, e il Napoli perché ha l’allenatore più forte".
Chiudiamo in modo poetico: se dovessi descrivere questo momento della tua vita con un’immagine, quale sarebbe?
"In questo momento mi immagino davanti a una parete rocciosa da scalare, e al posto di avere il gesso sulle mani ho dell’olio o del grasso che mi fa scivolare. Però ogni volta che cado continuo a provare a scalarla".