Fioretto, trionfo azzurro ad Hong Kong: l'Italia del Dream Team è sul tetto del mondo
Scherma Foto Bizzi FederschermaNove giorni, otto medaglie, quattro titoli mondiali e la certezza di essere ancora il punto di riferimento della scherma internazionale. Hong Kong consegna all'Italia uno dei Mondiali più ricchi della sua storia recente, costruito sull'equilibrio tra una generazione di campioni che continua a vincere e una nuova che ha già iniziato a raccoglierne l'eredità
Alla fine, è stato il fioretto, ancora una volta, a mettere il sigillo. Non poteva esserci epilogo più coerente per un Mondiale che ha raccontato, dall'inizio alla fine, la dimensione della scherma italiana. L'ultimo oro di Hong Kong porta le firme di Martina Batini, Martina Favaretto, Arianna Errigo e Anna Cristino, che travolgono gli Stati Uniti 45-29 e consegnano all'Italia l'ottava medaglia della spedizione, la quarta d'oro, certificando una superiorità fotografata anche dal medagliere: nessuna nazione ha fatto meglio degli azzurri. Hong Kong si chiude così con un bilancio di otto medaglie, quattro ori e quattro argenti, lo stesso numero di podi con cui l'Italia aveva dominato il Mondiale di Milano 2023, ma con una distribuzione che racconta una squadra capace di riconfermarsi, alternando, tra prove individuali e a squadre, campioni a un passo dalla leggenda e ventenni già alle stelle. Un risultato che porta il bottino storico dell'Italia a 384 medaglie mondiali, sempre più record assoluto.
La finale del fioretto e il leggendario ruolino azzurro
L'ultimo atto è stato tutt'altro che semplice. Gli Stati Uniti erano partiti accumulando stoccate, arrivando fino a un vantaggio di cinque. Al sesto assalto, però, è salita in pedana Arianna Errigo e la finale ha cambiato padrone. La capitana azzurra ha firmato un parziale di 12-5 contro Lauren Scruggs, trasformando l'inseguimento nel primo, vero e devastante allungo italiano. Martina Favaretto, fresca campionessa del mondo individuale, ha consolidato il margine, Errigo lo ha ulteriormente ampliato e Anna Cristino ha completato l'opera, chiudendo sul 45-29 una finale che, dopo l'equilibrio iniziale, è diventata un manifesto della forza del Dream Team azzurro. Per il fioretto femminile è il 19° titolo mondiale a squadre, un altro capitolo di una tradizione senza eguali. Ma il dato forse più impressionante è un altro: con l'oro di Hong Kong la specialità arriva a 99 medaglie mondiali, una sola in meno della cifra tonda di cento. Il fioretto, sommando uomini e donne, raggiunge invece 207 medaglie iridate, pari al 53,9% di tutte le medaglie mondiali conquistate dall'Italia, e firma 83 dei 128 titoli mondiali azzurri. Più di sei ori italiani su dieci, nella storia dei Mondiali, arrivano dall'arma simbolo della scuola italiana.
Leggi anche
Mondiali scherma, fioretto femminile: è oro Italia
La leggenda di Errigo e i trionfi del fioretto maschile
Se Martina Favaretto è stata il volto nuovo del Mondiale, Arianna Errigo ne è stata la coscienza. L'argento individuale e l'oro a squadre la portano a 25 medaglie mondiali, appena una in meno del record italiano condiviso da Valentina Vezzali ed Edoardo Mangiarotti. In quattordici partecipazioni iridate è sempre salita almeno una volta sul podio con la squadra, costruendo una striscia che dura da diciassette anni, da Antalya 2009 a Hong Kong 2026. La sua rimonta nella finale contro gli Stati Uniti resterà una delle immagini simbolo di questa rassegna, un po' come l'ultima stoccata di Guillaume Bianchi, che ha riconfermato i fiorettisti sul gradino più alto del podio. L'oro dei maschi ha riconsegnato a quest'arma uno dei suoi protagonisti, Tommaso Marini, "solo" 5° al termine di un individuale che aveva rivisto splendere sul podio Filippo Macchi, argento.
Vedi anche
Marini: "E' sempre difficile riconfermarsi ma siamo felici"
Spada femminile da sogno e gli argenti individuali
Ma Hong Kong non è stata soltanto il Mondiale del fioretto. La spada femminile è tornata campione del mondo a squadre diciassette anni dopo Antalya 2009, completando il percorso di una generazione che, dopo l'oro olimpico, ha aggiunto anche il titolo iridato. Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio hanno riportato l'Italia sul tetto del mondo, con Santuccio ancora decisiva nell'ultima stoccata della finale contro l'Estonia e Fiamingo che ha completato il proprio palmarès mondiale conquistando, dodici anni dopo il primo titolo individuale, anche il primo oro iridato a squadre. Tra i protagonisti del Mondiale restano anche gli argenti di Giulia Rizzi e Davide Di Veroli, entrambi fermati soltanto nell'ultimo assalto. Rizzi ha confermato di appartenere stabilmente all'élite della spada mondiale prima di trascinare la squadra al titolo, mentre Di Veroli ha conquistato la seconda medaglia iridata della carriera dopo Milano 2023, rilanciando definitivamente il proprio percorso dopo una stagione segnata dagli infortuni.
Vedi anche
Fiamingo: "Sono alla ricerca dei miei record"
I rimpianti nella sciabola e nella spada maschile
L'ultima giornata ha lasciato invece un pizzico di amarezza alla sciabola maschile. Michele Gallo, Pietro Torre, Matteo Neri e Cosimo Bertini si sono fermati ai quarti contro la Romania e hanno chiuso all'ottavo posto, penalizzati anche dagli infortuni che hanno condizionato il finale di gara. Nella stessa arma, qualche rimpianto in più accompagnerà nel viaggio di ritorno la squadra femminile. Michela Battiston, Mariella Viale, Manuela Spica e Claudia Rotili sono arrivate a una sola stoccata dall'impresa contro la Francia, numero uno del mondo e campione uscente. Quel 45-44 nei quarti di finale ha tolto all'Italia una medaglia che, per qualità della prestazione, era sembrata a lungo possibile e ha confermato la crescita di un gruppo ormai pronto a competere stabilmente con le migliori, come sottolineato anche dal presidente della Federscherma Luigi Mazzone, nel suo bilancio finale, chiuso con un voto 9. Anche la spada maschile (sua ex arma) ha lasciato la sensazione di un'occasione sfumata per un dettaglio. Il quartetto campione d'Europa formato da Matteo Galassi, Simone Mencarelli, Davide Di Veroli e Andrea Santarelli si è fermato agli ottavi contro Israele, sconfitto soltanto alla priorità, sul 42-41. Una sola stoccata ha separato gli azzurri da un tabellone che avrebbe potuto raccontare un'altra storia.
A Hong Kong si è parlato italiano
Ma il bilancio complessivo non cambia. Hong Kong restituisce un'Italia capace di vincere con il fioretto maschile, di riportare la spada femminile sul tetto del mondo dopo diciassette anni, di lanciare definitivamente Martina Favaretto tra le grandi della disciplina e di confermare Arianna Errigo come uno dei riferimenti assoluti della scherma mondiale. Una squadra completa, capace di portare almeno un atleta o una formazione a giocarsi il podio in quasi ogni arma, alternando la solidità dei veterani all'entusiasmo di una nuova generazione già pronta a raccoglierne l'eredità. E forse c'era un significato anche nelle due colonne sonore che hanno accompagnato i primi due ori italiani. "Notti Magiche" aveva celebrato la rimonta del fioretto maschile. "Nessun dorma" aveva salutato il trionfo delle spadiste. Due canzoni diverse, due simboli italiani, per raccontare un Mondiale che, per otto giorni, ha parlato soprattutto azzurro.