Livio Berruti, il ricordo di Tortu: "Appassionato all'atletica grazie a lui"
sui socialIl velocista campione olimpico della staffetta 4x100 di Tokyo 2020 ha ricordato Berruti sui social: "Livio e io spiriti affini, con i suoi duecento metri mi aveva fatto innamorare dell’atletica e delle Olimpiadi"
Tra i tanti messaggi e ricordi arrivati dopo la morte di Livio Berruti, leggenda dell’atletica e dello sport italiano, notevole quello scritto da Filippo Tortu. Il velocista campione olimpico a Tokyo 2020 con la staffetta 4x100 ha postato sui suoi profili social un toccante ricordo di Berruti, raccontando il modo in cui si erano conosciuti e come il vincitore dell’oro nei 200 ai Giochi di Roma 1960 abbia ispirato e convinto Tortu stesso ad appassionarsi all’atletica e ai Giochi Olimpici.
Tortu, il messaggio per Berruti
“Non bisognerebbe incontrare I propri idoli, il rischio è troppo alto. Ma se il tuo mito è Livio Berruti, lui, questa credenza la spazzerà via con la stessa velocità con cui farebbe prendere il volo a dei colombi. Era il 2016 e ci mise poco più di 20” secondi netti a farmelo capire, nel salone dello Sporting di Torino. Dall’altra parte dello specchio non vedevo più un diciottenne ma il riflesso di un giovanissimo settantasettenne esteta e sornione. Se prima di quel momento eri l’atleta Berruti, che con i suoi duecento metri mi aveva fatto innamorare dell’atletica e delle Olimpiadi, dopo quel cortese pomeriggio piemontese, caro Livio, eri l’amico che mi spiegava il vero significato dello sport. Di fronte a me avevo la personificazione dello “spirito olimpico”, e per questo titolo di sicuro non basta una medaglia aurea, seppur scintillante come la tua, serve molto di più. Se ora lo so è proprio grazie a te. In 10 anni abbiamo condiviso tanti momenti che ci hanno reso due “spiriti affini”(quasi identici, con l’unica differenza che tu hai fatto il liceo classico e io lo scientifico) e quelli che ricorderò con più piacere sono i pranzi in cui nessuno poteva tener testa al tuo appetito. Ti saluto con la promessa di portare avanti il tuo amore per le curve, in pista e non solo, vivendoli entrambi, come mi raccomandavi sempre, in maniera aristotelica e non platonica”.