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Duplantis e l'amico Sinner: "Lui con i piedi per terra, altri tra le nuvole"

Atletica

Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, il campione di salto con l’asta si è raccontato tra sogni da bambino e obiettivi futuri. “Fin da piccolo avevo l’ossessione di diventare il migliore. Non salto ancora 6.40, ma un giorno ce la farò: è il mio obiettivo”. Poi una battuta anche sugli amici Tamberi e Sinner: "Gimbo in pedana è un 'killer'. Jannick mi piace per la sua risata contagiosa"

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Il piccolo Mondo sognava già di diventare il migliore del mondo. Era come un’ossessione, coltivata fin da quando (con un papà che saltava con l’asta era inevitabile) si allenava nel giardino di casa. A quattro anni lo chiamavano già tutti “Mondo”, ma Armand Duplantis inizia veramente a farsi un nome quando appena diciottenne diventa campione d’Europa per la prima volta: “Con quel mio primo titolo il mio livello di autostima è cresciuto tantissimo e ho capito che potevo fare qualcosa”, ha raccontato ospite al Festival dello Sport di Trento organizzato da “La Gazzetta dello Sport”. “Da piccolo giocavo a baseball, ero anche bravo e l’ho amato come tanti altri sport; semplicemente ero più bravo nel salto con l’asta da cui ero un po’ ossessionato. Del baseball e del calcio mi piaceva l’ambiente della squadra, ma nell’asta ho sempre avuto il desiderio di diventare il migliore del mondo. Da bambino guardavo i grandi come Bubka e pensavo: ‘Prima o poi qualcuno dovrà prendere il loro posto…’. Quando mi fisso su qualcosa e diventa un’ossessione non penso ad altro. Amo la sensazione di doversi sempre spingere oltre, superare ostacoli per andare sempre più in là, la ricerca della grandezza e della perfezione. Quando mi trovo a 6m di altezza è magico, adoro quando ti senti nel controllo totale della situazione”. Poi certo, ci vuole anche un po’ di follia, come ammette lui stesso svelando: “Se mi affaccio da un palazzo alto soffro di vertigini, per cui sono un po’ pazzo. Sono stato sull’Empire State Building, ho guardato sotto e ho iniziato a tremare…”.

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"La vera sfida è con l'asta: è come una danza"

Duplantis racconta anche delle amicizie, coltivate anche in pedana. Il gruppo degli astisti, anche in gara, impressiona per il livello di sportività e per lo spirito con cui viene vissuta la competizione, tra risate e incoraggiamenti reciproci, e allora Mondo spiega come sia possibile. “Siamo un gruppo di gentiluomini, la vera competizione è tra te e l’asta, è quella con te stesso. Viaggiamo sempre insieme, in gara stiamo seduti vicini per ore: è inevitabile diventare amici. Con l’asta invece è come una danza, ma alla fine devi ‘vincere’ contro di lei: un gesto meraviglioso ma anche brutale”. Capitolo obiettivi, da Los Angeles (dove andrà a caccia del terzo oro olimpico) ai record. “Anche se avevo già in tasca l’oro di Tokyo, Parigi 2024 è stato un momento surreale che sognavo fin da piccolo e che ha cambiato la mia vita. La carriera di un atleta dipende dalle Olimpiadi: quello che lasci, la tua eredità. Devi fare qualcosa di fantastico alle Olimpiadi perché avrà un impatto globale, per cui mi preparo tantissimo. Los Angeles adesso è ovviamente il mio obiettivo: agli americani piace fare le cose in grande e se riesco a fare la performance che penso di poter avere, so che sarà un evento meraviglioso”. E quando gli chiedono, ora che ha toccato i 6.31m quale sia il prossimo obiettivo, scherza: “A quanto si può arrivare? 6.32! Sembra una battuta ma è vero, è il prossimo obiettivo. Superare il record adesso sta diventando esponenzialmente più difficile. Ma più record faccio e più porto sotto ai riflettori lo sport che amo. In allenamento non salto 6.40, ve lo assicuro; ma un giorno ce la farò. Quest’anno ho saltato a livelli molto vicini al 6.32 ma punto al 6.40, è l’obiettivo che voglio fare nei prossimi anni. Sto creando un allenamento specifico per arrivarci”.

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"Tamberi un killer, Sinner ha una risata contagiosa"

Inevitabili due battute sugli italiani che come lui rappresentano le loro discipline nel mondo: “Tamberi è un ‘killer’, un leader, ti uccide semplicemente con l’atteggiamento, quando meno te lo aspetti. Magari c’è chi ha anche più talento di lui, ma lui ha quella marcia in più che altri atleti non hanno". E su Sinner, che Duplantis ha anche invitato al suo matrimonio, lo scorso giugno: "E' un ragazzo divertente e buono. C'è chi sta con i piedi per terra e chi sta tra le nuvole. Lui mi piace perché ha senso dell’umorismo e una risata contagiosa".

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