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Federica Pellegrini ambasciatrice del progetto ISL: "Il nuoto deve diventare sport professionistico"

Nuoto

Lia Capizzi

Federica Pellegrini leggenda pasionaria: diventa Global Ambassador del progetto ISL, International Swimming League: "Sono una rivoluzionaria. Mi sono posta un obiettivo preciso: voglio cercare di fare diventare il nuoto uno sport professionistico". I 200 stile tornano a essere la sua gara principale ad alto livello. Senza dimenticare la staffetta 4x200sl. "Sono tornata ai miei antichi carichi di lavoro ma ai Mondiali a luglio deciderò solo la sera prima…"

NUOTO, C'E' ARIA DI RIVOLUZIONE NEL MONDO: PELLEGRINI, PALTRINIERI, SCOZZOLI

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La rivoluzione nel mondo del cloro. Federica Pellegrini allarga i confini del suo essere leggenda. A trenta anni è pronta e ben determinata ad assumere un ruolo di sindacalista o, se preferite, di pasionaria. Il suo attaccamento irriducibile al nuoto si traduce nel nuovo ruolo di “Global Ambassador” di ISL, la firma del contratto sotto i flash dei fotografi e la stretta di mano con il magnate ucraino Konstantin Grigorishin, fondatore e finanziatore dell’International Swimming League. “Il nostro sport è a un bivio storico e questo movimento arriva al momento giusto, spero aiuti il nuoto ad entrare in una nuova dimensione in termine di show, di diritti per noi nuotatori, d’incremento di visibilità. Io sono contenta e orgogliosa di questo ruolo”, spiega con trasporto e tenacia la 30enne fuoriclasse delle piscine.

“Mi conoscete, sono una rivoluzionaria. Mi sono posta una mission precisa, adesso come atleta e in futuro vedremo in che vesti: voglio cercare di fare diventare il nuoto uno sport professionistico. Mi sono sempre spesa sin da piccolina, da quando ho iniziato a gareggiare, per rendere il nuoto in Italia più importante. No, non sto studiando da dirigente ma il mio è un messaggio preciso: per il nuoto io ci sarò sempre, per cercare di renderlo uno sport più evoluto. Penso alle generazioni future, non tanto a me, perché io continuerò a gareggiare ancora per un anno e mezzo. Diciamo che sono alla virata dei 100 dei miei ultimi 200 stile”.

Ecco, appunto, l’amore eterno per i 200 stile non si è mai sopito, adesso tornano ad essere la gara principale. “Sì, ho ricominciato di fatto ad allenarmi in base alle mie potenzialità massime per preparare un 200 di alto livello, torno ai miei antichi carichi di lavoro. Ad aprile agli Assoluti di Riccione cercherò la qualifica per i Mondiali. Ma non è detto che poi gareggi neii 200 ai Mondiali a luglio in Corea. E’ un work-in-progress, deciderò la sera prima della gara insieme con Matteo”.

Scaramanzia o tattica, l’allenatore Matteo Giunta che allena la Divina e tutto il resto del suo gruppo azzurro al Centro Federale di Verona, chiamato in causa non si nasconde: “I 200 sono la sua gara, è casa sua fondamentalmente, sa bene cosa fare. Ci sono tante giovani che sono venute fuori in questa distanza. Se durante gli allenamenti quest’anno, e soprattutto il prossimo anno, vedrò delle cose positive e Federica si sentirà sicura…mai dire mai. Non voglio chiudere le porte ai 200”.

Senza dimenticare la staffetta 4x200sl che ai Mondiali in vasca corta dello scorso dicembre ha fatto intravedere le risorse per tornare agli antichi fasti dell’argento mondiale di Kazan 2015, con pure l’innesto della neo stella Simona Quadarella. “La mia è una volontà di tenermi sempre pronta per questa staffetta – conferma la veneta- che secondo me in vasca lunga ha buonissime potenzialità. Credo che ne valga la pena, chissà che nell’anno olimpico possano riallinearsi i pianeti come accaduto a Kazan”.

Pellegrini capitana della squadra italiana ISL. Giunta selezionatore tecnico

Dopo lo storico incontro a Londra, lo scorso 18 dicembre, di trenta tra i più grandi fuoriclasse del nuoto (Pellegrini con Paltrinieri, Dotto e Scozzoli tra gli italiani), uniti nella volontà di creare un sindacato dei nuotatori, il progetto ISL è entrato nella fase operativa. La nuova manifestazione di gare ricalca il modello della Champions League, prevede 12 grandi squadre di nuoto, negli Stati Uniti e in Europa. La Pellegrini sarà il capitano della squadra italiana, non una vera nazionale azzurra perché saranno inclusi campioni stranieri, proprio come una squadra di club di calcio. A Matteo Giunta è affidato il ruolo di selezionatore tecnico del Team Italia. “E’ una grossa opportunità per tutti, quindi anche per noi allenatori, è un’evoluzione del nostro lavoroillustra il proprio coinvolgimento l'allenatore pesarese tecnico federale e del CC Aniene. “Quando una persona di questa caratura come Konstantin si interessa al nuoto, e non ad un altro sport, bisogna ascoltarlo, funge da volano perché il nuoto cambi. Io selezionerò la rappresentativa italiana con uno zoccolo duro di azzurri ma sono stuzzicato dall’idea di chiamare atleti stranieri che incontro spesso a bordo vasca durante le gare. Saranno scelte tecniche e strategiche perché non si potrà essere al 100% della forma in tutte le competizioni, quindi la difficoltà tecnica sarà calibrare le singole squadre, questo sarà ancor più avvincente

Il braccio di ferro con la Federazione Mondiale. "Non siamo in guerra con la Fina"

Un progetto osteggiato dalla FINA, la Federazione Mondiale Nuoto. Un braccio di ferro con tanto di causa legale: l’organismo che controlla il movimento natatorio mondiale è stato citato per monopolio dall’ISL davanti al tribunale della California con l’accusa di aver violato la sherman Act. La stessa Fina nell’ultimo mese ha corretto le proprie posizioni mettendo da parte, all’apparenza, l’intransigenza per puntare su aperture e proposte. Dall’iniziale minaccia di squalificare gli atleti partecipanti all’ISL, di vietare loro la partecipazione alle Olimpiadi, la Fina del presidente Julio Maglione è corsa ai ripari proponendo una rivisitazione dell’attuale Coppa del Mondo e un conseguente innalzamento dei montepremi. Noi non siamo contro la Fina - ribadisce Konstantin Grigorishin, big boss dell'ISL - Noi vogliamo proteggere i nuotatori. Molti dimenticano che i campioni olimpici non sono dei professionisti, non sono tutelati, non hanno garanzie come le assicurazioni mediche. La nostra idea è quella di rendere il nuoto uno sport globale, di fatto è uno dei pochi sport che non ha limiti geografici o culturali. La nostra Lega vuol essere l’equivalente dell’American League o dell’Eurolega o dell’ATP. Il nuoto deve diventare un grandissimo show, come la Formula 1 e il Tennis. La FINA è un po’ gelosa della nostra idea? Certo. Ma il nostro progetto può coesistere con la Fina, siamo due mondi diversi”. Federica Pellegrini è ben sicura che il braccio di ferro politico-sportivo non si tradurrà in una guerra totale: “Le singole Federazioni non sono intenzionate a tenere una linea guerrafondaia. Non si arriverà mai a una rottura totale. Le gare ISL sono state fatte per non intralciare il calendario FINA. Anche perché, sinceramente, se la Fina inizia a squalificare tutti i migliori atleti del mondo che acconsentono a gareggiare in questa nuova Lega…poi con chi le fa le Olimpiadi?”. Il budget previsto, nel primo anno, è tra i 15 e 20 milioni di dollari, dei quali un minimo di 5,3 milioni sarà riservato ai premi per gli atleti. Il format prevede un calendario di competizioni nel periodo che va da agosto a novembre, una regular season, una fase playoff a quattro e la Final Four al Mandala Bay Events Center di Las Vegas dal 17 al 22 dicembre. I sei team europei sono: Energy Standard, Stoccarda, Roma, Marsiglia, Budapest, Londra. I sei team USA in via di definizione sono: Los Angeles, San Francisco, Atlanta, Austin, Washington DC e Phoenix. Lo spettacolo al servizio di un calendario studiato nel dettaglio. “I nostri eventi si svolgeranno tra agosto e novembre, cioè quando si sono finite le manifestazioni importanti come Mondiali o Olimpiadi”, precisa Andrea Di Nino, managing director ISL e allenatore del fuoriclasse sudafricano Chad Le Clos. “La nostra è stata una scelta fatta per tutelare tutte le singole Federazioni e i loro calendari. Al contrario la Fina propone un nuovo format della Coppa del Mondo da marzo a maggio cioè quando tutti i Paesi  sono impegnati con le qualificazioni nei rispettivi campionati nazionali: questo è un controsenso. Per noi è fondamentale inoltre la trasparenza, ogni premio sarà pagato dalla Lega all’atleta.