Champions Pallanuoto, la Pro Recco pareggia a Zagabria contro la Mladost

Nuoto
Daniele Barone

Daniele Barone

Spettacolo a Zagabria nella Champions League di pallanuoto: la Pro Recco pareggia 11-11 contro la Mladost dopo un finale pazzsco. I parziali: 3-1, 4-4, 1-3, 3-3  

Signore e signori, la pallanuoto! Lo show ha fatto tappa nella vasca della Mladost con una partita che è stata un concentrato di tecnica e di forza, di saliscendi che, tanti così, ne trovi solo alle montagne russe di un luna park, di sottilissimi equilibri psicologici e con un finale che sembra stato scritto da uno sceneggiatore di thriller.

Ecco, partire dagli ultimi secondi è il modo migliore per raccontare Mladost-Pro Recco: a 3”20”’ (tre secondi e venti) dalla fine gli arbitri fischiano rigore a favore della squadra di Rudic e Dusan Mandic lo trasforma, il gol del 11 a 10 per i campioni d’Italia. E’ fatta. Anzi, no. Ripresa gioco, fallo su Cuk fuori dai 6 metri e, con le nuove regole, il serbo può tirare direttamente e infila Massaro, proprio sulla sirena di fine partita.

In fondo, giusto così. Le due squadre si sono sfidate colpo su colpo, annullando ogni volta il vantaggio dell’altra e, comunque, mai allontanandosi troppo (massimo distacco, il 7-5 per i padroni di casa all’inizio del terzo tempo).

Difficile vederne di finali così, difficile vederne di partite tanto equilibrate a certi livelli. Zucchero per chi ha affollato la piscina, un po’ meno dolce la caramella per Rudic e per i suoi ragazzi che hanno buttato al vento la possibilità di proseguire a punteggio pieno la marcia e che qualche meccanismo, evidentemente, devono ancora registrarlo.

È il primo pareggio in assoluto della gestione Rudic in Champions (nella scorsa stagione, tutte vittorie nella fase a gironi, poi la vittoria con l’Hannover e la sconfitta contro l’Olympiakos alle Final 8): un’occasione sprecata ripensando a quegli attimi finali, un esame utile dopo le fin troppo facili partite di inizio stagione, tra campionato e coppa.

A Zagabria, la Pro Recco ha riassaggiato l’aria vera della Champions League. Spettacolo e insegnamenti.

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