Nuoto, strepitoso Martinenghi: nuovo record italiano e miglior crono mondiale stagionale

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Niccolò Martinenghi nuota i 100 rana in 58"37, tempo da medaglia olimpica che rappresenta il nuovo record italiano e miglior crono mondiale stagionale. Bene Paltrinieri che negli 800 stile nuota il miglior crono mondiale e Simona Quadarella che conquista il pass olimpico anche negli 800 stile

ASSOLUTI RICCIONE, IL DAY 1

Pazzesco. Nicolò Martinenghi ha nuotato un crono che fa quasi venire i brividi: 58”37 (27”28), miglior prestazione mondiale stagionale e nuovo record italiano. Se qualcuno ci avesse detto, due anni fa, che avremmo visto un italiano nuotare i 100 rana a ridosso dei 58 secondi lo avremmo preso per matto.  Ci pensa Tete da Varese a rivoluzionare il mondo della rana azzurra. Nel dicembre del 2019, sempre a Riccione, era stato il primo azzurro della storia a scendere sotto il muro dei 59” (58”75) conquistando con largo anticipo il pass olimpico per Tokyo. Poi però il mondo è totalmente cambiato, la pandemia del Covid-19 ha stravolto le nostre vite e pure quelle dei nuotatori azzurri. Martinenghi ha cercato di restare concentrato, si è isolato, ha viaggiato molto per potersi allenare: la piscina di Brebbia, casa sua, è chiusa dal marzo 2020. Allenamenti prima a Milano e poi a Roma, successivamente a Legnano, a gennaio ha lasciato il gruppo militare della Polizia e da civile è diventato un nuoto tesserato del Circolo Canottieri Aniene. Ancora valigia in mano, il ritiro in altura a Cervinia e poi a febbraio il trasferimento per qualche settimana a Tenerife. Nicolò il girovago, sempre con a fianco l’allenatore Marco Pedoja che lo ha cresciuto e lo ha trasformato da giovane talento cristallino (Martinenghi ha vinto tutto nelle categorie giovanili, detiene ancora il record del Mondo juniores 59”01) a campione dagli orizzonti amplissimi. Il lavoro mentale con lo psicologo Lorenzo Marconi ha fatto il resto, Nicolò a 21 anni è centrato, non sente la pressione anzi è lui a creare enfasi intorno per caricarsi. “Complice l’infortunio di Fabio Scozzoli sapevo che avrei avuto pochi riferimenti in acqua, quindi ho voluto lottare con me stesso contro il cronometro. Il nostro è lo sport più meritocratico del mondo, decide il tempo, e quindi io ingaggio duelli contro di lui. E ringrazio anche Alessandro Pinzuti, allenarmi con lui mi ha motivato”.

Ai Giochi di Rio 2016 un simile crono sarebbe valso l’argento olimpico.  “La rana però è cresciuta molto, credo che per salire sul podio a Tokyo Nicolò debba nuotare sotto i 58” secondi, un 57” alto diciamo, noi almeno ci proviamo, giusto per stare sicuri”, puntualizza il coach Pedoja che insieme al suo allievo festeggia il nuovo primato nazionale. “Se vogliamo essere pignoli ho sbagliato la partenza, incrociando le braccia nell’ingresso in acqua. E poi negli ultimi metri potevo spingere qualcosina in più. Quindi vuol dire che ho ancora margini per migliorare”, sottolinea Martinenghi.  

Ricapitoliamo, ha appena stampato un crono enorme, è il terzo tempo all-time nei 100 rana nella storia del nuoto, può dare del tu al supersonico britannico Adam Peaty e...Nicolò già pensa ad alzare ancora l’asticella. Giù la maschera, il cavaliere Tete (il suo soprannome ) non si nasconde più: a Tokyo punta in alto. Ambizioso ma non spocchioso, con parole che sono l’emblema della sua generazione: “E’ un tempo che vale molto, lo so bene. Io ci credo, la responsabilità di andare ai Giochi per puntare a vincere qualcosa me le prendo, non mi fa paura. Credo proprio che al giorno d’oggi bisogna sognare in grande, nello sport ma anche nella vita. Mal che vada, potrò sempre dire di averci provato dando tutto me stesso”.

 

Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella nuotano gli 800 stile sotto il limite del tempo richiesto e si mettono in tasca ufficialmente un altro pass olimpico. Il terzo per Greg – dopo quello nei 1500 e nella 10 Km di fondo - che esce dall’acqua tutto sorridente per il 7’41”96. Gli vale il miglior crono mondiale stagionale nella specialità di cui è campione del mondo in carica (Gwangjiu) e che  finalmente vedremo alle Olimpiadi, per la prima volta a Tokyo le 16 vasche saranno introdotte nel programma del nuoto olimpico. “Lo considero un signor tempo, per il momento va bene così. Gli 800 mi sono simpatici diciamo, mi hanno sempre divertito. E’ la specialità che sento meno mia, quindi ci devo lavorare sempre un sacco, ma per questo mi piacciono”. Prima della via il tradizionale Five con l’ex gemello Gabriele Detti, da quasi un anno non si allenano più insieme ma restano i loro gesti, dall’in bocca al lupo reciproco del prima ai siparietti goliardici del dopo. Detti chiude secondo in 7’46”58, di poco sopra al limite richiesto (7’46”00), ma la qualificazione olimpica negli 800 per lui (oro mondiale a Budapest 2017) è una pura formalità. Il duello accesso tra Greg e Gabriele lo vivremo a Tokyo, e sarà una fortuna per noi essere italiani, goderci lo spettacolo di simili campioni.

 

Simona Quadarella da cinque anni aspetta i Giochi di Tokyo. Adesso che ha superato il lieve smarrimento del 2020 non ha intenzione di lasciare nulla per stada. La preparazione della romana è ancora al 60-70% ma le basta nuotare 8’23”77 – per altro un crono che non ha mai nuotato in primavera - per acciuffare il secondo pass olimpico dopo quello nei suoi 1500. Il bis di Simona è un premio a sé stessa, alla sua volontà, alla voglia di provare a stupire in Giappone nelle due gare che ama. Federica Pellegrini porta a casa il suo 23esimo titolo italiano anche se deve fare i conti con due decimi di secondo dispettosi. Nei 100 stile nuota 53”86 e supera di poco il limite olimpico richiesto (56”6). Ci sorride su, consapevole che il viaggio per arrivare a Tokyo è il suo personalissimo mosaico, ogni gara Federica aggiunge un tassello, una preparazione tutta nuova che ha dovuto adattare giocoforza a causa del periodo storico che stiamo vivendo. Adesso sotto con i suoi 200, in programma venerdì pomeriggio, la 32enne veneziana è la prima ad essere curiosa sul tipo di gara che riuscirà a nuotare. Tra aggiustamenti in corsa, tentativi, adattamenti e curiosità la Pellegrini ha una unica certezza: alla sua quinta Olimpiade ci vuole arrivare iper-competitiva. Testardamente fuoriclasse.

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