Mondiali scherma: bronzo Santarelli nella spada e Di Francisca-Errigo nel fioretto donne

Scherma

Lia Capizzi

A Budapest l’Italia conquista tre medaglia di bronzo. Nel fioretto femminile Elisa Di Francisca si arrende solo in semifinale all’eterna rivale Deriglazova (Rus) che poi conquista l’oro. Il bronzo di Arianna Errigo ha un sapore diverso, più amaro, mentre nella spada maschile per Andrea Santarelli è la medaglia della consapevolezza individuale

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Elisa Di Francisca si arrende in semifinale alla campionessa olimpica in carica, la russa Deriglazova al termine di un assalto al cardiopalma, 15-13. E non potrebbe essere altrimenti tra due eterne rivali che si conoscono troppo bene, sono state avversarie in finale alle Olimpiadi di Rio e pure lo scorso agosto agli Europei di Düsseldorf. Alta tensione in pedana e ad Elisa girano le scatole per un paio di decisioni che l’arbitro cambiato, gira, in favore della russa. “Lei era molto imbufalita, io mi sono lasciata prendere dal nervosismo, pensavo che certe stoccate fossero ovvie. Ma non è da me recriminare sulle decisioni degli arbitri, quindi non lo farò certo adesso. Lei ha avuto più sangue freddo e ha vinto. Ok, pazienza. La gara più importante sarà un’altra”. Irruenta, empatica, tra sorrisi e smorfie la 36enne fuoriclasse di Jesi si sta godendo con la grinta di sempre ma anche con una leggerezza inedita questo suo ultimo Mondiale. Ha già annunciato il ritiro dopo Tokyo 2020, salvo ripensamenti: “Con me non si sa mai. Chessò, magari le cose familiari si mettono male e io non sarò brava a passare l’aspirapolvere”, sottolinea la bicampionessa olimpica del 2012 con la stessa ironia che dispensa sui social descrivendo i preparativi per il matrimonio il 2 settembre con Ivan a Ischia, con tanto di hashtag personale in romanesco: #oddiomestòasposà. “E’ un passo enorme, sarà una cerimonia tradizionale in chiesa. Non ci sono abituata perché so già che lì non potrò nascondere la mia emozione. Qui nella scherma invece posso farlo, dietro la maschera. Ho sempre il mio bel caratterino ma mio figlio e l’amore per Ivan mi hanno completata. Ho chiuso il cerchio del mio cuore, mi sento realizzata. Sarà un matrimonio tradizionale, classico, avrò il velo che poi alla fine andrà tolto e... invece io so già che non lo vorrò togliere!”. Stringe tra le mani il bronzo che consegnerà al piccolo Ettore, due anni da compiere il 30 luglio.  "A Ettore dirò che questo è un bronzo del…Ehm. No dai, gli dirò che questo è un bronzo con tutte le forze, con tutta la mia grinta possibile. Ma questo è un bronzo che presto si trasformerà…puff…in oro”.

Il rimpianto di Arianna Errigo: "Ero venuta qui per vincere"

Ha poca voglia di sorridere, invece, Arianna Errigo dopo la sconfitta rimediata dalla francese Pauline Ranvier. Un assalto che merita il lettino di uno psicanalista. La 31enne monzese che vive e si allena a Frascati subisce un parziale di 7-0, è sotto 13-7, poi però rialza la testa e rifila un netto 6-0 che ristabilisce la parità: 13-13. Finisce 15-13 per la francese. Arianna si toglie la maschera, ha gli occhi lucidi. “E’ un bronzo amaro perché, a differenza delle ultime volte, ero venuta qui per vincere. So che non sono arrivata nelle migliori condizioni, ho avuto tante cose per la testa nell’ultimo periodo ma ci tenevo a far bene”. Non c’è spazio per dichiarazioni sul braccio di ferro tra lei e la Federazione, con tanto di ricorso presentato e poi respinto dal TAS di Losanna, in merito alla sua volontà di gareggiare nella doppia arma, fioretto e sciabola. A Budapest è prioritario pensare alla gara a squadre. Il famoso Dream Team del fioretto femminile esiste ancora? “Abbiamo fatto solo una gara all’Europeo insieme, non abbiamo esperienza come squadra, ma le individualità sono importanti e quindi dobbiamo dimostrarlo”. La Errigo si accarezza l’anulare dove brilla la fede nuziale, un matrimonio fresco fresco con Luca Simoncelli, maestro di scherma, e un viaggio di nozze rimandato proprio in vista di quest’appuntamento iridato: "È stata una festa meravigliosa, al mare, abbiamo scelto il mese di giugno perché lo amiamo entrambi. Ho negli occhi tanti ricordi perché è stato tutto come ho sempre sognato”.

L'impresa di giornata in azzurro è di Andrea Santarelli

Gli applausi di giornata sono per Andrea Santarelli. Nella spada maschile il 26enne di Foligno, che da tempo vive a Milano e si allena con il maestro Candiani, si ferma solo in semifinale per mano del padrone di casa, l'ungherese Gergely Siklosi,  15-9. L’impresa di giornata l’aveva realizzata nei quarti di finale superando il colosso francese Yannick Borel bicampione del mondo. Dopo l’argento degl ultimi Europei a Düsseldorf ecco subito arrivare per Andrea la prima medaglia individuale di peso. Sulla pedana di Budapest Santarelli conquista soprattutto la consapevolezza del proprio valore mondiale. "Ho affrontato questa gara individuale senza patemi e senza ansie, non l’avevo nemmeno preparata mentalmente ed invece è venuta fuori una giornata bellissima. Sono un po’ deluso dalla semifinale, ho sciupato una occasione sul 4-1 ma questo bronzo è da festeggiare. Non subito, però. La gara più importante è quella a squadre tra due giorni, non possiamo sbagliare. Non possiamo fallire la qualificazione alle Olimpiadi”.

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