Il romanzo dell'America’s Cup nel nome di Luna Rossa

America's Cup
Giovanni Bruno

Giovanni Bruno

“Maestà non c’è secondo. Conta solo vincere”. Il fascino della vela, dalla Auld Mug fino alla Coppa America. Queste World Series e la Christmas Cup sono finalmente dei test validi per capire e vedere all’opera sfidanti e difensore. Ovvero New Zealand che ha la coppa contro Luna. In diretta su Sky Sport

AMERICA'S CUP WORLD SERIES E CHRISTMAS CUP: LA GUIDA TV

“Maestà non c’è secondo”. Così cominciava, con una frase in risposta alla domanda della Regina Vittoria su chi avesse vinto la regata delle 100 ghinee…la favola e la storia del più antico trofeo di sport al mondo. 170 anni fa a Cowes nell’isola di Wight, una goletta dal nome America dello New York Yacht Club superò, o meglio annientò una flotta di 14 imbarcazioni a vela britanniche, impossessandosi della brocca cesellata dai reali gioiellieri Garrand. La Auld Mug prese il nome così di Coppa America. Son passati tanti, tantissimi anni di regate, sfide e disfide, battaglie in mare e no, duelli tra nazioni, Yacht club, uomini di timone, avvocati e ricchi amanti dell’avventura. Insomma la storia della vela, di una certa vela, quella che forse si vede solo da lontano ed ora in tv è stata scritta nel romanzo dell’America’s Cup.

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Gli ultimi capitoli sono stati decantati nel nome italiano di Luna Rossa. Se nel 2000 il Silver Bullet, proiettile d’argento, stupì il mondo con la sua vittoria tra gli sfidanti ora il suo nome e la sua partecipazione non è più una novità anzi è una certezza. Quella certezza è ora guidata da un team manager come Max Sirena uno dei più esperti e vincenti velisti internazionali. Barche nuove e tecnologicamente impressionanti hanno radicalmente cambiato il modo di interpretare il vento e il mare. Ora si vola, grazie alle forme e alle strutture laterali, ali, che si chiamano foil. 50 nodi è la velocità mostruosa che possono raggiungere queste Formula 1 dei mari.

 

Tutto sarà diverso e forse per i non avvezzi complicato. Sono prove assai veloci. Ogni regata dura circa 25-30 minuti, tutto deve funzionare in maniera perfetta, una sintonia da orchestra…o sinfonia. Undici uomini che lavorano a memoria dopo anni di allenamento. E’ il meglio della vela mondiale. Ed è anche giusto poter dedicare spazio televisivo a questo evento. Il match race, resta. Il barca contro barca è di sicuro la cosa più comprensibile al mondo. Il resto è il fascino della velocità con la rapidità delle manovre, i rischi, le virate, gli arrivi in boa. Bolina, poppa, bolina e via così tutto con un sincronismo che ha del maniacale.

 

Avranno tutti le barche nuove, le numero 2. Si deve provare, è obbligatorio farlo. Non sono le regate di Coppa, ma queste World Series e la successiva Christmas Cup sono finalmente dei test validi per capire e vedere all’opera, dopo molto tempo, sfidanti e difensore. Ovvero New Zealand che ha la coppa contro Luna. Rossa, Britannia del fuoriclasse Sir Ben Aislie e gli americani di Patriot. Tutti guardano ai detentori, forse i più innovativi e veloci. Lo saranno realmente? Di sicuro si nasconderanno, fa parte del gioco, ma certamente ci saranno comunque delle buone indicazioni per mettere a punto uomini e mezzi prima della vera sfida del 15 di gennaio. Quel giorno del prossimo anno si vivrà la 36^edizione della sfida di Coppa America e….Maestà non c’è secondo, conta solo vincere in America’s Cup

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