Milano nel segno della tradizione: riecco le scarpette rosse

Basket
I giocatori dell'Olimpia Milano posano con "la scarpetta rossa" che da questa stagione torneranno a indossare
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Presentato il nuovo sponsor tecnico dell'EA7, che riporta sul parquet il colore che ne ha scritto la storia. Sandro Gamba racconta come - anche grazie a lui - è nato il mito delle “scarpette rosse” arrivate dall'America

di Matteo Veronese

Tradizione. E' questa la parola d'ordine della “nuova” EA7 Olimpia Milano, ribadita con forza alla presentazione della nuova partnership tecnica al Nike Stadium di Milano. Il filo, non a caso rosso, che collega il passato con il presente e si proietta verso il futuro parte da Sandro Gamba, mitico giocatore prima, allenatore poi, dell'Olimpia Milano: 13 stagioni da giocatore e 8 da allenatore, 10 scudetti vinti con le “scarpette rosse”.

Ecco, le scarpette rosse. Per la storia di Milano, anche se non molti lo sanno, l'anno più importante è stato forse il 1953. Il protagonista: proprio Sandro Gamba, che racconta questa storia. “Dall'America arrivano le prime scarpe con il rinforzo per la caviglia, un miracolo a Milano, per quei tempi. Ne arrivano tre paia, bianche, nere e rosse: una novità anche quella, dato che all'epoca usavamo solo scarpe bianche, qualcuno al massimo le aveva blu. L'unico paio che mi va bene sono le rosse, così inizio a giocare con quelle. Al presidente piacciono, forse perché su di me che ero anche un bel ragazzo stavano particolarmente bene, e così lui, che era molto attento al look, decide che tutti devono giocare con le scarpette rosse. Siamo andati avanti 30 anni a giocare con quei colori. Era un modo per distinguersi e i ragazzini delle giovanili non vedevano l'ora di ricevere il materiale per poterle sfoggiare con gli amici”.

Con le “scarpette rosse” l'Olimpia scrive la storia del basket italiano e oggi che l'EA7 viene indicata dagli addetti ai lavori come favorita al titolo (Siena permettendo, occhio a Cantù) torna ad indossarle. Una versione aggiornata e “aggiornabile”, grazie alle personalizzazioni. Per ora nomi, numeri, la scritta Olimpia 1936. Magari tra qualche mese ci si potrà cucire sopra qualcos'altro, anche se nessuno per scaramanzia ne parla.
Giusto per completare l'amarcord, poi, va ricordato che nel roster di Milano inizia la seconda stagione Alessandro Gentile, figlio di “Nando”, protagonista dell'ultimo scudetto dell'allora Stefanel, 17 anni fa: “Non è che i ricordi siano nitidissimi, avevo 4 anni allora e più che altro giocavo con i figli degli altri giocatori nei tendoni dietro il palazzetto. Però questa squadra è forte, il roster è completo...”. E le scarpette sono di nuovo rosse. I presupposti sembrano buoni.