Basket, è morto Borislav Stankovic: portò Dream Team Usa ai Giochi

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Geri De Rosa

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Numero 1 della federazione internazionale per 26 anni. L'apertura ai professionisti ai giochi olimpici portò il Dream Team Usa a Barcellona 1992. Da allenatore vinse lo scudetto con Cantù nel 1968

Semplicemente la pallacanestro, in Europa ma non solo. Borislav Stankovic è morto nella sua Belgrado all’età di 94 anni, ottanta dei quali vissuti intensamente per il basket: da giocatore, negli anni ’40 e ‘50 quando vinceva con la Stella Rossa e il Partizan di Belgrado; da allenatore, negli anni ’60, per tre campionati anche a Cantù quando seppe guidare Charlie Recalcati e compagni alla conquista del primo storico scudetto brianzolo; da dirigente, illuminato e visionario ma anche tradizionalista, legato com’era agli schemi della cortina di ferro ma pronto ad aprirsi al futuro. Borislav Stankovic, classe 1925, jugoslavo nato in territorio bosniaco, è stato segretario generale della FIBA dal 1976 al 2002 nonché potentissimo membro del CIO. Con lui la pallacanestro europea è partita quasi da zero, con mentalità provinciale per poi crescere, accettare lo sviluppo globale senza però perdere il fondamentale spirito balcanico e sovietico. Poi venne la svolta: dopo anni in cui il basket FIBA si era quasi posto in contrapposizione con lo sfavillante mondo professionistico americano, le porte si sono aperte. Negli anni ’80 Borislav Stankovic e David Stern, commissioner NBA scomparso all’inizio del 2020, hanno realizzato quello che qualche anno dopo hanno fatto i politici, sgretolando a poco a poco i muri: le tournée delle squadre NBA, il torneo McDonald’s, il primo a Milwaukee con i Bucks, l’Olimpia Milano e la nazionale sovietica, fino alla storica decisione di aprire le porte olimpiche ai professionisti. Insieme di fatto hanno creato il Dream Team, quello storico di Barcellona ’92, squadra che ha fatto impazzire il mondo, inizio di una nuova, luminosa, era cestistica, un’era dei canestri finalmente globale.

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