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15 aprile 2019

Solskjaer, che umiltà: si rifiuta di parcheggiare nel posto di Ferguson

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Un piccolo gesto per dimostrare il suo rispetto nei confronti del maestro Sir Alex. "Quello è il posto di Ferguson": con queste parole l'attuale allenatore dello United rifiuta il parcheggio destinato al manager della squadra. O è solo una questione di scaramanzia?

L'UMILE SOLSKJAER VA IN LAVANDERIA

LA MAGLIA DI SOLSKJAER ANCORA VENDUTA NEGLI STORE

"Non mi sembra giusto: quello è ancora il posto di Ferguson". A pronunciare queste parole sarebbe stato Ole Gunnar Solskjaer, ma parliamo solo di parcheggi e il "posto" non è altro che un posto-auto nel centro di allenamento di Carrington. Per fortuna del Manchester United l'allenatore norvegese non si fece gli stessi problemi quando il club gli propose di occupare il posto in panchina che era stato del grande Sir Alex, e se i Red Devils hanno raddrizzato una stagione nata male gran parte del merito è proprio dell'allievo Ole Gunnar.

Così umile e rispettoso nei confronti di quello che fu il suo maestro, da rifiutare - così scrive il Sun - il posto auto che spetta al manager della squadra e che per anni fu di Ferguson. “Non mi sembra giusto parcheggiare lì. È ancora il posto di Ferguson”, l'hanno sentito dire, e poco importa che dopo Ferguson e prima di lui, lì ci abbiano già parcheggiato Moyes, van Gaal e Mourinho. Tutti allenatori dimenticati in fretta dallo United, e allora forse potrebbe subentrare anche un pizzico di scaramanzia nel rifiuto di Solskjaer, intimorito dal fantasma di Sir Alex che aleggia su quel parcheggio.

Eppure, fresco di rinnovo fino al 2022 guadagnato "sul campo", amatissimo dai tifosi che ancora oggi comprano la sua maglia da giocatore (il club ha ripreso a venderle nello store ufficiale) e con una squadra condotta fino ai quarti di Champions (ritorno con il Barcellona al Camp Nou, il "suo" stadio, quello della pazza finale con il Bayern), avrebbe tutto il diritto - senza alcun timore - di parcheggiare lì la sua Volvo XC40 grigia. Sì, proprio la macchina a cui non ha voluto rinunciare nonostante il club gli offrisse una più costosa Chevrolet (sponsor dello United). È anche da questi particolari che si giudica un allenatore.

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