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06 novembre 2018

Ibrahimovic, "Io sono il calcio": nel suo nuovo libro racconta che fece di tutto per restare al Milan

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Mentre l'ipotesi di un ritorno al Milan di Zlatan è sempre più di attualità, lo svedese racconta nel suo secondo libro, intitolato "Io sono il calcio", di quando fece di tutto per restare in rossonero. Ma Leonardo riuscì a portarlo al Psg...

Zlatan Ibrahimovic non si è fermato alla sua autobiografia "Io, Ibra". Lo svedese, che negli ultimi tempi è stato riaccostato al Milan per il mercato di gennaio, ha scritto un secondo libro chiamato: "Io sono il calcio". Zlatan ha parlato del suo trasferimento al PSG, spiegando che all'epoca fece di tutto per restare al Milan: "Galliani mi ha detto: 'Non preoccuparti Zlatan, non ti venderemo'. Qualche settimana dopo ero nella mia casa di Vaxholm, ho fatto un giro in moto d'acqua e poi ho visto cinque chiamate perse di Mino. Diceva: "Raiola chiede di incontrare Ibra il prima possibile, ma preferisce sistemare al telefono'. 'Ok' ho risposto. 'Leonardo ti chiamerà'. Leonardo? Quale Leonardo? Poi ho immediatamente realizzato, mi ha parlato di Leonardo, il ds del PSG. Poi ho risposto a Mino: 'Senti, non risponderò a questa chiamata, Galliani mi ha confermato che non mi venderà'. Mino mi ha semplicemente detto: 'Lo so, ma ti hanno già venduto'. Quando parlai con Mino quell'estate, gli dissi che volevo renderla difficile al PSG. Volevo mantenere lo stipendio che avevo al Milan, aspettandomi che loro dicessero: 'Amico stai esagerando, chiedi troppo'. Volevo farli ritirare, così ho detto a Mino di scrivere tutto quello che volevo. Ho elencato tutti i miei desideri e quando ho finito, ho detto ad Elena che non avrebbero mai accettato, era impossibile. Dopo solo venti minuti Mino mi ha richiamato dicendo: 'Hai tutto quello che hai chiesto'. Non c'era modo di tornare indietro e ho risposto: 'Ok, prepara tutto'. Sono un uomo di parola, quando dico qualcosa lo faccio". Nell'arco dei prossimi tre mesi sapremo se Ibra, che nel frattempo ha lasciato il segno anche in MLS, riuscirà a rivestire il rossonero... 

Ibra e la Premier: "Orgoglioso e felice di essere andato allo United"

"La Premier League è un campionato che mi è piaciuto, molto motivante, anche se a livello tecnico è un po' sopravvalutato. Anche se sei il migliore, se non ti adatti al ritmo e alla velocità di gioco, non riesci". È il giudizio sul campionato inglese dell'attaccante dei Los Angeles Galaxy, Zlatan Ibrahimovic, in una intervista a FourFourTwo. E sul suo approdo ai Red Devils nel 2016 lo svedese aggiunge: "La gente diceva che non dovevo andare in Inghilterra perché se avessi fallito si sarebbe detto che non ero abbastanza bravo. Tutti erano contrari ma questo mi ha motivato ancora di più", prosegue Ibrahimovic che a Manchester ha giocato due stagioni segnando 33 gol. "Sono stati fortunati che non sono arrivato 10 anni prima, immaginate cosa avrei potuto fare a 25 anni, sarebbe stata un'altra storia. Quando sono stato preso c'è chi ha detto che sono arrivato su una sedia a rotelle, li ho messi tutti a sedere su una sedia a rotelle - prosegue ironico Ibrahimovic -. Sono orgoglioso e felice di essere andato allo United, sono molto legato al club".

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