Serie A, le migliori giocate della 19^ giornata

Calcio

Marco D'Ottavi e Dario Saltari

Uno dei gol di Ilicic, il filtrante di Pellegrini, la grande parata di Audero, il trick di Mandzukic e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

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L’ultima giornata del 2018, e del girone di andata, è stata ricca di grandi giocate, un regalo dei calciatori per la sosta che verrà. Grandi giocate che hanno influenzato anche i risultati delle partite, come la parata di Donnarumma all’ultimo minuto o quella di Olsen su Siligardi prima che la Roma prendesse il controllo della partita, anche grazie a Lorenzo Pellegrini che nei minuti in campo ha fatto almeno due giocate con il tacco davvero notevoli. O quelle di Dybala, ieri davvero utile per eludere il pressing della Sampdoria, e Mandzukic, che quando non segna regala anche trick di alta scuola. O il gol di Ilicic, che segna una tripletta in venti minuti scarsi. Insomma, la Serie A si è meritata la sua vacanza.

Il gol di Ilicic

Ilicic è il giocatore ad aver segnato più triplette nel 2018 - ben 3 - insieme a Messi ed Agüero. Il nome dello sloveno vicino ai due argentini più prolifici del calcio europeo, due giocatori in grado di fare gol in qualunque situazione, può stonare solo se non lo si è mai visto giocare quando lui è in palla e l’Atalanta pure.

Sabato, entrato a partita in corsa, gli sono bastati 30 minuti per segnare tre volte, senza sforzare il suo sinistro più di tanto. L’azione del sesto gol, il suo terzo, è abbastanza significativa della capacità della squadra di Gasperini di creare situazioni offensive in maniera rapida e precisa (l’Atalanta è seconda in Serie A per Expected Goals creati, leggermente dietro solo alla Juventus).

Un contropiede chirurgico che taglia le strenue resistenze difensive del Sassuolo con due passaggi - Freuler raccoglie la respinta di Berisha e appoggia dietro per Pasalic che di prima lancia Ilicic nello spazio. La cavalcata dello sloveno è poi regale, punta Duncan in campo aperto e lo supera con un cambio di passo, approfittando della maggiore freschezza, per chiudere chirurgicamente con il sinistro, un piede che usa meglio di tutti in Serie A.

Il trick di Mario Mandzukic

Mario Mandzukic vince i duelli aerei, torna a dare una mano in difesa, bullizza i terzini avversari, quest’anno fa pure gol. Ma soprattutto Mario Mandzukic ha una sensibilità calcistica che troppo spesso non gli viene riconosciuta, perché nascosta in sotto chili di muscoli e spigoli. Secondo Allegri è «generoso, è fisico ed è anche tecnico».

Contro la Sampdoria fa una giocata presa in prestito da Dybala, nella zona di campo spesso occupata dall’argentino, con la rapidità d’azione e di pensiero tipica dell’argentino. Mandzukic quasi con i piedi sulla linea laterale finge di servire l’inserimento di De Sciglio, ma all’ultimo invece con la suola si sposta il pallone alle spalle per mandare a vuoto il recupero di Linetty. Ma non finisce qui: al movimento di suola segue immediato un tocco con la punta per girarsi il più veloce possibile verso il centro del campo, dove però Caprari sta già intervenendo in scivolata. Mandzukic riesce però a toccare appena il pallone e farglielo passare in mezzo alle gambe aperte e continuare l’azione della Juventus. Tre tocchi, due dribbling, Mario Mandzukic sa fare tutto.

L’assist di spalla di Luis Alberto

Nella scorsa stagione Luis Alberto è stato il miglior rifinitore della Serie A. Il suo gioco sulla trequarti fatto di pause e calcio verticale lo rendevano tanto imprevedibile per le difese quanto appagante per gli spettatori. Quest’anno ha avuto una flessione di rendimento piuttosto preoccupante nella prima parte della stagione, con un crollo nella produzione di assist e passaggi chiave (nella scorsa stagione chiuse con 19 assist tra campionato ed Europa League, al momento è a quota due, arrivati entrambi a dicembre).

Eppure la giocata di spalla con cui mette in porta Ciro Immobile è la dimostrazione di come il talento di Luis Alberto non sia svanito. Anche solo pensare di colpire quel pallone spiovente di prima, di spalla, per servire il taglio di Immobile richiede una sensibilità non comune, ma soprattutto una fiducia nei propri mezzi unica, le due qualità che avevano reso lo spagnolo un giocatore tanto decisivo nello scorso campionato. Questa giocata è un messaggio per Inzaghi e i tifosi, che magari dopo la sosta torneranno a vedere il vero Luis Alberto.

Il filtrante di Lorenzo Pellegrini

Scopertosi trequartista nel derby di andata, Lorenzo Pellegrini è stato a lungo il giocatore più influente della Roma. Poi il 24 novembre un infortunio nella partita contro l’Udinese lo ha costretto ad uno stop, che contestualmente ha fatto spazio all’esplosione di Nicolò Zaniolo. Proprio l’ascesa del giovane trequartista ex Inter ci aveva fatto dimenticare la raffinatezza nelle rifiniture e l’intelligenza tattica di Pellegrini, che ieri ci ha messo una manciata di minuti a ricordarcele.

Guardate, ad esempio, questo filtrante per Ünder, realizzato con un doppio tocco impercettibile ma fondamentale per far arrivare la palla al turco ed eludere il raddoppio dei difensori di D’Aversa. Pellegrini ha una visione di gioco speciale unita ad una ricchezza tecnica che è quasi unica tra i centrocampisti italiani, e che fa ben sperare non solo Di Francesco, per il prosieguo della stagione della Roma, ma anche Mancini, per il futuro della Nazionale italiana.

L’azione del gol di Pussetto

Una squadra che lotta per mantenere un cuscinetto abbastanza sicuro tra sé e la retrocessione deve vincere in casa contro le squadre di pari livello. Una regola che l’Udinese è riuscita a rispettare, affrontando la partita con il Cagliari con il giusto spirito e godendo del miglior Pussetto visto fin qui in stagione. Il suo gol è però il frutto di una azione di squadra rapida e decisa, un connubio tra volontà e tecnica.

Opoku strappa il pallone dai piedi di Farias e lo lascia nella disponibilità di Stryger Larsen che con apparente semplicità effettua un cambio di gioco che taglia in diagonale quasi tutta la metà campo del Cagliari per finire precisamente sulla corsa di Pussetto. L’argentino approfitta alla perfezione dell’assist del compagno e della mancata copertura preventiva di Srna, che è in ritardo. Col petto se la porta avanti, fin dentro l’area e poi con un sinistro in girata trova l’angolo dove Cragno non può arrivare.

La grande parata di Audero

Dopo un’ottima stagione in Serie B al Venezia, Emil Audero in estate è passato in prestito (dalla Juventus, che ne detiene il cartellino) alla Sampdoria, dove sta dimostrando che il suo talento può essere solido anche nella massima serie. Nonostante abbia solo 21 anni, infatti, Audero è già tra i portieri più efficaci della Serie A, anche se con uno stile poco appariscente che a volte ci porta a sottovalutarlo. Il portiere italiano è fin da subito diventato uno dei cardini dell’equilibrio della Sampdoria, che spesso tende a sbilanciarsi concedendo occasioni pericolose agli avversari quando non riesce a mantenere la giusta compattezza, soprattutto in fase di transizione difensiva.

Ieri, in realtà, la partita di Audero non era cominciata benissimo, con un intervento incerto sul primo tiro di Cristiano Ronaldo che aveva permesso alla Juventus di passare in vantaggio. Da quel momento, però, la sua partita è cresciuta, fino ad arrivare all’apice, al momento che ricorderemo, che è questa bella parata, sempre su Ronaldo. Questo è uno di quei tiri di CR7 che sembra seguire un proprio binario, con il pallone lanciato a tutta velocità verso l’incrocio. E infatti Audero non può far altro che deviare la palla verso l’incrocio, che lo aiuta a respingerla. Potremmo dire che è stato solo fortunato in questo caso, ma guardando meglio la parata, si può notare come Audero ci vada solo con la mano di richiamo, su un tiro potentissimo e molto angolato. Il caso sembra aver voluto sottolineare il suo talento.

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