Diaby, addio al calcio a 32 anni. Quanti ko: 314 partite saltate per infortunio

Calcio

Il centrocampista francese, che ha saltato più di 300 partite in carriera per infortunio, ha deciso di dire addio al calcio: “Ho passato la maggior parte della mia vita in questo sport – il suo annuncio – ma ora questo è un capitolo che si deve chiudere”- Nel 2016 l’ultima operazione alla caviglia

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Alto più di un metro e novanta, fragile come una teca di cristallo. Abou Diaby ha realizzato il suo sogno di diventare calciatore, anche se questo lo ha poi spinto a fare spesso i conti con il proprio fisico. Tanti gli infortuni, tantissimo il dolore che ha dovuto sopportare. Oggi il centrocampista francese ha 32 anni e ha deciso di dire basta: “Ho passato la maggior parte della mia vita nel calcio – ha raccontato a RMC Sport – ma a questo punto è un capitolo che si chiude. È il momento giusto per porre fine alla mia carriera. È una decisione difficile, ma ci ho pensato molto. Dopo Marsiglia, mi sono concesso un anno per tornare ma era più difficile di quanto pensassi, e ho deciso di fermarmi”. Già, l’ultima partita che lo ha visto scendere in campo è datata 21 agosto 2016, seconda giornata di Ligue 1. Va in scena Guingamp-Marsiglia, lui gioca 70’ scarsi e poi esce. Senza più rientrare, fino alla fine della stagione e oltre. Colpa di un’operazione alla caviglia, l’ennesima. Diaby lascia dunque il calcio con 314 gare sul groppone saltate per infortunio. Un dato impressionante, che rende bene l’idea di quanto la sua carriera – comunque di assoluto livello – sia stata frenata dalla sorte. Auxerre, Arsenal e Marsiglia i club in cui ha militato, rincorrendo quel pallone che fin da piccolo desiderava.

L’erede di Vieira frenato dal fisico

Mediano fisico e veloce, esattamente come Patrick Vieira. Nel 2006 l’Arsenal lo prende proprio per sostituire il centrocampista francese partito destinazione Italia, dove vestirà le maglie di Juventus e Inter. Il giusto premio per un ragazzo che fin da giovanissimo aveva mostrato il suo talento. All’età di 13 anni entra nelle giovanili del Psg, poi l’Auxerre, dove l’allenatore lo definisce molto bravo tecnicamente, elegante e veloce. Il debutto nel 2004 contro il Rennes. I problemi fisici cominciano molto presto, a Londra. Segna il suo primo gol con i Gunners nell’aprile del 2006, un mese dopo si fa male alla caviglia e sta fuori fino al gennaio dell’anno nuovo. Nel marzo del 2013 si rompe il crociato e ad ottobre ha una ricaduta – il 39esimo infortunio della sua carriera – che lo costringe ad una nuova operazione. L’ultima nel 2016 appunto, risultata fatale. Un nuovo muro che non è riuscito ad abbattere. Di qui la decisione di dire basta.
 

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