Torres e l'addio al calcio: "Non mi divertivo più. Atletico Madrid? Potrei tornare"

Calcio

Lo spagnolo ha spiegato in sala stampa i motivi dell'addio: "Ho ascoltato il mio corpo, non riuscivo più a divertirmi, giocherò l'ultima partita contro i miei amici Iniesta e Villa. Io all'Atletico? Potrei tornare, ma se lo faccio è per farlo diventare migliore. Non voglio essere un volto"

LA STORIA DI TORRES IN 18 FOTO

TORRES SI RITIRA A 35 ANNI

Fernando Torres dice basta, adiòs al calcio giocatore, anche se per qualcuno sarà sempre El Niño per via di quel suo debutto a 17 anni nell'Atletico Madrid. 'Leyenda' e icona. Dopo 18 anni di carriera e più di 300 gol tra i professionisti, Torres ha deciso di dire basta dopo un anno trascorso in Giappone al Sagan Tosu: "Non mi divertivo più, ho ascoltato il mio corpo. Penso sia giusto dire basta, voglio lasciare con la coscienza pulita". 

L'ultima partita contro Iniesta e Villa

Torres ha spiegato i motivi dell'addio in sala stampa, sempre in Giappone, annunciando che il 23 agosto giocherà la sua ultima partita contro il Vissel Kobe. Ironia della sorte, proprio contro due tra i suoi migliori amici, Iniesta e Villa: "Sarà una sfida che mai avrei immaginato - ha dichiarato l'attaccante spagnolo - Credo sia un momento iconico, perfetto. La decisione di smettere è relativa a una questione di forma e mentale".

"Futuro all'Atletico? Voglio tornare per renderlo migliore"

405 presenze e 109 reti con l'Atletico. Prima dal 2000 al 2007 e poi dal gennaio 2015 al 2018, rientrato alla base dopo sei mesi al Milan (soltanto un gol in 10 partite). Nel 2020 Torres potrebbbe tornare all'Atletico come delegato del club, ma preferisce formarsi e studiare prima di sposare di nuovo i suoi colori: "Tutti sperano che torni all'Atletico. E' la mia vita e potrei tornarci in futuro, ma ho bisogno di formarmi e di studiare. Non voglio tornare lì per essere un volto. Se torno è per aiutare l'Atletico ad essere migliore".

"Fiero della mia carriera"

Una Coppa di Inghilterra, 2 Europa League, una Champions, il Mondiale del 2014 e due Europei (2008 e 2012). Torres ripercorre la sua carriera, dal Chelsea al Liverpool: "Sono fiero per aver vissuto tutto ciò che ho passato, in tutte le squadre in cui ho giocato e contro tutti i grandi avversari che ho affrontato. Ho avuto la fortuna di giocare in alcune delle migliori squadre del mondo e di vincere i trofei più importanti, per questo mi sento fortunato. Ho passato momenti difficili, ma sono sempre stato circondato da persone che mi hanno aiutato. Saranno con me in futuro, dove mi aspettano grandi sfide". E infine: "In Giappone ho vissuto un'esperienza in cui il tifoso dà grande affetto alla squadra. Ora spero di giocare il più possibile e fare tanti gol nelle gare che mi restano da giocare. L'anno scorso ho segnato gol importanti e quest'anno voglio aiutare il più possibile".

Torres ha segnato più di 300 gol tra i professionisti