Bristol City, altro che fair play: "Niente pallone fuori con gli avversari a terra"

Calcio

Drastica decisione dei Robins, iscritti alla Championship inglese e dalla scelta spiegata dall'allenatore Lee Johnson: "Abbiamo mandato una mail a tutte le squadre, d'altronde il fair play si trasforma in una tattica difensiva. Non calceremo fuori il pallone in caso di infortuni: lasciamo che sia l'arbitro a intervenire". Una spiegazione dettata dalla lite con Bielsa, collega alla guida del Leeds, dopo che il Bristol City aveva segnato con un avversario a terra

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Lo scorso aprile fu Marcelo Bielsa a dettare il fair play alla squadra, decisione che costò l’accesso ai playoff e alla Premier League sfumata più avanti per mano del Derby County. Si giocava la penultima della regular season contro l’Aston Villa, match sbloccato da Klich che non interruppe il gioco nonostante un avversario a terra. Leeds in vantaggio e rissa scoppiata in campo, disordine sanato dal Loco che ordinò ai suoi uomini di concedere il pareggio ai Villans ovvero l’1-1 finale. Figuratevi come l’ha presa il bizzarro allenatore argentino quando, all’esordio nella nuova Championship, si è visto segnare contro mentre un suo giocatore era infortunato in campo. Rete vana per il Bristol City battuto 3-1 a domicilio proprio dal Leeds, tuttavia l’episodio non è piaciuto a Bielsa dall’accesso diverbio con l’allenatore di casa: parliamo di Lee Johnson, 38enne manager dei Robins, che in realtà aveva già informato tutte le squadre iscritte al campionato riguardo alla decisione del club.

Altro che fair play: il Bristol City non interromperà più il gioco

Annunciato ufficialmente via mail alle formazioni della Championship, Johnson è tornato sull’argomento dopo la lite con Bielsa come riportato dal Guardian: "I nostri giocatori sono abituati a giocare in 10 in certe fasi di gioco, ho tentato di spiegarlo a Bielsa nel tunnel verso gli spogliatoi, ma sul momento a causa della barriera linguistica non è stato facile". Poco più tardi i due hanno avuto modo di chiarirsi, ma il concetto è stato spiegato dallo stesso allenatore del Bristol City: "Abbiamo scritto a tutti che non butteremo più fuori il pallone volontariamente. A volte i giocatori si fanno male, ma a volte sono scelte tattiche per ottenere dei vantaggi. Per questo ci siamo dati questa regola che porteremo avanti per tutte e 46 le partite del campionato". Insomma, vietata qualsiasi interruzione intrapresa dai suoi giocatori eccezion fatta per un colpo alla testa incassato da un avversario: "ll fair play si trasforma in una tattica difensiva - ha proseguito Johnson -, chi rimane a terra, specialmente se l’azione diventa pericolosa, a volte simula sperando che qualcuno arresti il gioco. Lasciamo che sia l’arbitro a intervenire". Una decisione drastica contro gli "infortuni tattici", decisamente lontani dalla galanteria in campo: troppo spesso i problemi di lieve entità causano l’interruzione del gioco, soprattutto se il possesso del pallone è a favore degli avversari.

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