Nazionale in visita all'ospedale Bambino Gesù. Mancini: "Ci insegnano a non mollare"

Calcio

La Nazionale ha fatto visita ai piccoli pazienti del Bambino Gesù, in occasione dei 150 anni dell'ospedale romano. Mancini: "Queste esperienze sono indimenticabili, le più belle che si possano fare. I bambini ci insegnano a lottare e a non mollare mai, per la Nazionale sono doverose queste iniziative"

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La FIGC, accanto all'ospedale Bambino Gesù. I piccoli pazienti di quest'ospedale, infatti, hanno ricevuto la visita della Nazionale italiana, nell'ambito di una serie di iniziative finalizzate a sostenere la realizzazione dell'Istituto dei Tumori e dei Trapianti. Dal ritiro di Coverciano, gli azzurri si sono recati al Bambino Gesù per regalare un sorriso ai bambini e ai ragazzi ricoverati, dividendosi per gruppi nei vari reparti: dal Pronto Soccorso alle Terapie intensive, dalla Neonatologia alla Pediatria, dalla Cardiologia all’Oncologia. Alcuni giocatori (Bonucci, Verratti, Gollini e Jorginho) hanno giocato con le carte a Uno con un bimbo di oncoematologia, altri hanno servito i pasti ai pazienti. La delegazione era guidata dal presidente della FIGC Gabriele Gravina in testa, il segretario generale Marco Brunelli, il Ct Roberto Mancini, il team manager Gabriele Oriali e l’ambasciatore dei Volontari di Roma Gianluca Vialli. "Il vostro gol più bello è stato venire da noi in Ospedale", con questo striscione i bambini dell'ospedale hanno accolto gli azzurri. Inoltre la Nazionale è stata omaggiata di un pallone con le firme dei bambini e con due pettorine decorate con i disegni della ludoteca, che verranno indossate dagli Azzurri nel riscaldamento pre partita di Italia-Grecia.

Mancini: "Esperienza indimenticabile, un dovere per la Nazionale"

Queste le parole di Roberto Mancini dopo l'emozionante incontro: "Queste esperienze sono sempre indimenticabili, forse sono le più belle che si possano fare. Sicuramente è una giornata straordinaria, e alla fine mi resta la gioia di questi bambini che nonostante tutto sono qui felici. Quando vedi un bambino malato ti domandi il perché, ma purtroppo questa è la vita. E loro insegnano a noi che non bisogna fermarsi mai, si lotta sempre. Queste iniziative sono un dovere per la Nazionale perché è la squadra di tutti gli italiani, di tutti i tifosi di calcio e di tutti gli sportivi, e soprattutto dei bambini".