Mancini: "Con Vialli gli anni più belli. Come perdere un fratello"
"Io e Vialli abbiamo passato insieme tutta la vita. È come aver perso un fratello", queste le parole di Roberto Mancini, intervistato da Giorgio Porrà in una puntata speciale de "L'uomo della Domenica", direttamente dal Festival della Serie A, dove ha ricevuto il premio Legendary Coach. L'ex ct ha poi parlato anche della sua esperienza in Nazionale: "La vittoria dell'Europeo la metto sopra tutte le altre". E sulla possibilità di tornare alla Sampdoria: "Ci sarebbe questa idea"
Cosa direbbe Vialli di questa chiacchierata?
"Starebbe ridendo pensando a quante cavolate ho detto"
Il calcio italiano si fonda sulle bugie?
"Io non ho detto bugie"
Su Moratti
"Le vittorie dell'Inter arrivate sotto la sua gestione sono tutte merito suo. Ha un amore e una passione incredibile"
Quanto ha contato il suo caratteraccio nella sua carriera?
"Ho preso delle decisioni sbagliate. A volte si fanno degli errori pensando di essere sempre nel giusto. Avere qualcuno di più grande a fianco è importante"
Dopo un grande gol in Nazionale, Mancini ha avuto una grande sfuriata in campo. Con chi ce l'aveva?
"Credo ce l'avessi con qualche giornalista che aveva scritto qualcosa
Qual è stata la sua prima emozione legata al Mondiale?
"Ricordo bene Argentina '78, però io nell'81 iniziai a giocare e entrai nella pre lista del Mondiale '82. Sono molto legato alla Nazionale dell'82, per com'è arrivata quella vittoria"
Il calcio può essere minacciato come passione prioritaria?
"Penso di sì. Ma è una cosa molto bella avere Sinner, un grande pilota in Formula 1. Più sportivi bravi e meglio è, come successo in passato con Tomba, Pantani e Valentino Rossi. Ma il calcio resta sempre il calcio, difficile da battere anche in un periodo complesso"
Gli italiani conservano ancora quel ricordo di Mancini?
"Spero di sì, è stato un momento molto bello. Quando incontro i ragazzi, sono tutti molto felici e mi ringraziano"
Negli ultimi anni hai trovato l'esperienza che ti immaginavi?
"No"
Sull'ultimo campionato di Serie A
"Mi è piaciuto il campionato perché è stato in bilico fino all'ultimo"
Chivu ha parlato di empatia
"Il concetto di squadra e l'empatia è fondamentale, alla base di tutti i successi"
Ti è piaciuto Chivu?
"Io lo conosco, è un ragazzo per bene, che conosce il calcio. Aveva fatto bene anche al Parma ma all'Inter è stato straordinario, anche se l'Inter è una squadra forte"
Chi oggi il miglior allenatore? Ti piace Luis Enrique?
"Io penso che chi vince, quasi sempre è la squadra che gioca meglio. Il Psg vincendo due Champions consecutive è stata la miglior squadra degli ultimi anni, lui è un allenatore straordinario"
Sul rapporto con Eriksson
"Gli ho fatto da assistente alla Lazio, nel mio primo anno da allenatore. Quando ha fatto il pellegrinaggio negli stadi dove ha allenato, tutti lo hanno ricordato con dolcezza e questo fa capire che tipo di allenatore era. Amato da tutti. Era svedese ma si è italianizzato subito, avrebbe potuto prendere il passaporto. Io non l'ho mai visto arrabbiato, al massimo gli venivano le gote rosse"
E a proposito di colpi di tacco, ne ha fatto uno anche da ct
"Un colpo di fortuna, tante volte si scivola facendo così"
Quanto erano importanti i discorsi di Vialli per i ragazzi dell'Europeo?
"I discorsi di Luca ai ragazzi erano emozionanti, erano concentratissimi. È stato molto importante"
Sul gol di tacco
"Maradona non l'ho mai visto fare quel gol lì. Noi in allenamento lo abbiamo fatto almeno tre volte"
Più grande successo da allenatore?
"Ogni vittoria è importante, ma la vittoria dell'Europeo è qualcosa di straordinario. La metto sopra a tutte le altre. 4 anni senza mai perdere, un record mondiale: 30 vittorie e 7 pareggi. Anche meglio del Brasile di Pelé e Argentina di Maradona. Bravi i calciatori a crederci"
Sull'amicizia con Vialli
"A me piaceva avere palla, colpirlo e fargli fare gol. Questo è accaduto spesso. A me piaceva fare assist, avere Luca che faceva di tutto per fare gol. Ero molto felice di questa cosa"
Vialli sarebbe voluto diventare presidente della Sampdoria: Mancini tornerà lì?
"Ci sarebbe questa idea, non so se sarà possibile ma sì"
Il retroscena
"Eravamo a Londra per un torneo precampionato e ci avevano dato un hotel veramente assurdo. Sono andato da Boškov ma lui non voleva cambiare. Poi ho chiamato Mantovani e abbiamo cambiato hotel"
Boškov vi chiamava merde?
"Ogni tanto gli scappava". Mancini fa poi l'imitazione di Boškov mentre lo dice: "Siete delle merde"
Su Boškov
"Usava queste metafore ma diceva grandi verità, ma era molto intelligente e prima allenava il Real Madrid. È stata una meraviglia essere allenati da lui. Ci ha fatto pensare veramente che potessimo diventare come il Real"
Boškov diceva che Vialli e Mancini andavano a letto con il pigiama della Sampdoria: solo una metafora?
"Beh, insomma. Ci è andato vicino. Lui sapeva che facevamo queste cose con i colori della Samp. Noi abbiamo vissuto circa 10 anni insieme alla Samp. Abbiamo dormito 10 anni insieme? A un certo punto Luca ha cominciato a russare, ho chiesto il divorzio. Dopo qualche anno di convivenza abbiamo deciso di prendere delle camere singole. Noi abbiamo messo in campo le nostre qualità, ma il merito è di Mantovani che ha preso degli italiani fortissimi"
Vialli ci insegna a non dare nulla per scontato
"Negli ultimi 5 anni ci ha dimostrato una forza straordinaria, anche durante l'Europeo. Ci teneva a stare con la squadra durante le cure. Non bisogna sprecare nulla nella vita perché accadono cose incredibili quando meno te lo aspetti"
L'abbraccio con Vialli
"Siamo tornati a Wembley in un momento meraviglioso. Tornarci 30 anni dopo averci perso una finale di Coppa Campioni con la Samp e riuscire a vincere un Europeo... Credo che in quell'abbraccio ci sia stato tutto"
Il rapporto con Vialli
"Abbiamo passato insieme tutta la vita, insieme abbiamo passato qualcosa di straordinario, è stato uno dei migliori attaccanti in assoluto e un uomo con delle qualità incredibile. Quando hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade perché perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli, è come aver perso un fratello"

Su Balotelli e la frase citata dal sindaco di New York Mamdani
"Per questo lui fa il sindaco di New York e non l'allenatore (ride ndr.). Mario è stato un grande giocatore e, come hai detto tu, ha fatto di tutto per autosabotarsi. Avrebbe potuto fare di più, ma qualcosa ha fatto. Ma è una persona per bene"
Chiedere scusa?
"Dovrei farlo con tante persone, spesso l'ho fatto, con tante persone. Quando uno sbaglia deve chiedere scusa, ma sbagliare capita a tutti e chiedere scusa è giusto"
C'è un'offesa che non ha mai digerito?
"Ce ne sono state tantissime ma non è molto importante. Capita, ognuno di noi deve comportarsi come è giusto che sia, accettare a volte e altre lasciare andare. Un po' come gli elogi o le cose belle, anche quelle devono essere lasciate andare"
Mancini inquieto, imprevedibile e poco diplomatico?
"Mi riconosco in parte in questo identikit. Le persone possono anche smussare qualche angolo, migliorare. Non sempre ma qualche volta sì"
Ti senti a tuo agio al Teatro Regio?
"È un posto meraviglioso, sicuramente mi sento a mio agio. Stare nel bello fa sentire a suo agio tutti. Parma è una città speciale per me, dove ho vissuto tanti momenti belli"
Come stai?
"Sono stato invitato qua per ritirare un premio e non sapevo dell'intervista altrimenti non sarei venuto (ride ndr). Sto bene, grazie"
Festival della Serie A, Mancini premiato con il Legendary Coach
Dopo Marotta e Del Piero, il Festival della Serie A a Parma continua con l'ex ct della Nazionale Roberto Mancini, che ritirerà il Legendary Coach durante lo speciale de "L'Uomo della Domenica", condotto da Giorgio Porrà
