Turchia, lo sport si ferma: sospesi tutti i campionati professionistici

Calcio

Uno degli ultimi paesi europei a non aver ancora fermato i campionati professionistici si arrende e dice basta: il ministro dello Sport ha comunicato la sospensione di tutto lo sport, dunque anche del calcio. Proprio in giornata era arrivata una lettera molto dura della FIFPro, la federazione internazionale dei calciatori alla SuperLig, la Serie A turca

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La Turchia, finalmente, si è decisa: è ufficiale la sospensione di tutti i campionati professionistici. Stop allo sport, dunque. Come logica e naturale, sebbene colpevolmente tardiva, conseguenza di un'emergenza coronavirus che non si può più ignorare. A comunicarlo il Ministro dello sport Muharrem Kasapoglu dopo che molte proteste, sia individuali che collettive, si erano alzate da parte di diversi sportivi, calciatori su tutti, decisamente preoccupati per l'evolversi della situazione. A cominciare da quella, recentissima, della FIFPro (la federazione mondiale dei giocatori) che attraverso una lettera aveva chiesto alla SuperLig (la Serie A turca) di fermarsi il prima possibile per tutelare la sicurezza dei calciatori, come comunicato sui propri canali social: "La FIFPro ha scritto alla SuperLig turca e alla federazione chiedendo loro di riconsiderare urgentemente la decisione di proseguire con gare e allenamenti durante il periodo di diffusione del coronavirus. Numerosi calciatori stranieri ci hanno contattato dicendo che non sono a proprio agio a giocare in questo momento".

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